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Loli Hanta

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Loli Hanta

Mi chiamo.. come mi chiamo? Non ricordo nulla. Mi gira la testa. Devo scrivere questa lettera come ultimo testamento nel caso non dovessi farcela. Come dicevo, mi trovo in questa stanza da ormai dieci giorni e sono quasi totalmente distrutto. Distrutto non fisicamente, ma psicologicamente, e la cosa buffa è che non saprei dire se in bene o in male. Ma lasciate che vi riassuma in un unica parola come questi giorni sono stati: goduria. Sì, grande goduria. Forse anche fin troppa. Penso che la mia mente non riuscirà a sopportarne per molto ancora. Del resto si dice che a tutto c'è un limite, e io credo di avere raggiunto già da un pezzo il mio; la mia mente non è in grado di sopportare oltre purtroppo.
Ora vi narrerò, nella speranza di fare in tempo, come mi sia ritrovato in questa situazione sin dall'inizio. Ebbene, tutto iniziò esattamente un mese fa, mi trovavo a un parco a passeggiare come mio consueto, mi rilassavo sentendo i profumi dei fiori e le melodie prodotte dalla natura come il cinguettio degli uccelli, il gorgoglio del ruscello... Ma c'era un motivo ben preciso che mi conduceva ogni giorno ad andare a quel parco, il più determinante di tutti. Bando alla moralità, ormai non ha più alcun senso mentire nella situazione in cui mi trovo. La verità è che vi venivo per certi soggetti, certe fanciulle le cui forme richiamavano all'amata epoca dello sboccio e dell'immaturità. Quei culi... quei seni accennati... erano qualcosa di speciale per me. L'unico motivo che mi spingesse la mattina presto a venire ogni giorno in quel posto, dove quelle loli mi sfilavano e facevano ginnastica. Un giorno, mentre le osservavo attentamente, una di loro si accorse della mia ambigua presenza. Io feci finta di nulla, ma lei iniziò a bisbigliare alle altre ragazze qualcosa. Credendo di essere stato scoperto, e imbarazzato più che mai non venii più per dei giorni interi. Non mi giudicate, io non le avrei mai toccate, nemmeno con un fiore. Ero solo un maniaco, un maniaco pervertito. Nulla da vantarsi certo, ma la pura verità di ciò che ero, e forse ancora sono. Fatto sta che un giorno decisi di ritornare al parco, per la mia solita "escursione". E mentre tentavo di trovarmi una postazione il più nascosta possibile sentii qualcuno toccarmi da dietro una spalla. Mi girai, e mi sorpresi, davanti a me c'era una loli che mi porgeva una limonata. "Prego signore, la prima la offre la casa! Ci trova laggiù se ne vuole altra." Disse indicandomi un piccolo chioschetto ambulante nelle vicinanze. "G-grazie mille." Gli risposi gentilmente. "Verrò senz'altro."
E come ogni cosa proveniente da una loli non potevo non bere quella bevanda. Immaginavo infatti a come le delicate e dolci mani delle loli avessere spremute i limoni e poi versato il succo e magari assaggiato. Così bevvi. Solo ora però posso pentirmene. Di lì a poco infatti la mia vista cominciò ad annebbiarsi e caddi preda di un profondo oblio. Quando mi risvegliai mi ritrovai in questa stanza. Ne piccola e ne grande, ma piacevole e dotata di ogni tipo di confort, tra cui poltrone, divani tappeti, mobili ben riforniti di cibarie e frigor sempre provvisti delle migliori e fresche bevande. Vi è un davanzale su cui staglia la vista piacevole e rilassante di un parco (guarda caso).
Fatto fu che prima di rendermi conto di cosa fosse successo, la stanza aveva cominciato a riempirsi di ogni genere di loli. Tra cui addirittura loli neko e alcune in cosplay. Mi circondarono ed iniziarono a provocarmi sessualmente, senza però concedermi il loro frutto. Avvenne infatti tutto troppo lentamente per rendermene conto...
Avvenne tutto troppo velocemente. Mi ritrovai per chissà quale ragione mani e piedi legati ad un letto, mentre le loli mi sfilavano in modo perverso davanti. Bionde, more, rosse, colorate, di tutti i tipi ce n'erano, e mi danzavano soavemente davanti mettendo in mostra le loro forme. Non potei neanche urlare, un fazzoletto avevo in bocca infatti. Mi era concesso solo guardare. Ad un certo punto, dimentico della situazione in cui mi trovavo iniziai a rilassarmi, il mio pene incominciò a indurirsi, fino a che divenne così dura quasi da spaccare i pantaloni. Quando le danze finirono una di quelle loli mi saltò addosso, e mise uno dei suoi piedini sui pantaloni, proprio sopra il mio fallo. A quel punto non riuscii a resistere, e il mio coso esplose e mi bagnai tutto. La loli mi guardò divertita e lecco esattamente nel punto in cui venni. Poi scese dal mio corpo e tutte le altre si allontanarono danzando, lasciandomi solo. E proprio mentre mi domandavo per quanto tempo mi avrebbero lasciato in quello stato, uno strano fumo pervase la stanza e io mi addormentai, o forse sarebbe meglio dire che svenni.
Al mio risveglio mi trovai perfettamente slegato e... pulito. Mi avevano cambiato sia mutande che pantaloni. Al solo pensiero di sapere di essere stato spogliato mi eccitai. Sembrava tutto così strano, quasi un sogno. Ma non sapevo cosa mi avrebbe atteso per i giorni seguenti. Passai così la giornata tranquillamente, senza nemmeno una traccia di loli. E mi addormentai tranquillamente, in attesa della liberazione. I giorni seguenti non furono tanto diversi, se non che la loli di turno si avvicinava sempre più al mio corpo, e si divertiva a giocare col mio membro sempre coperto. Finché un giorno, sorprendentemente mi trovai slegato. Era mattina. I raggi del sole proiettavano una luce soffusa e tranquilla nella stanza. Al centro della stanza una loli. Nuda. Era di schiena rispetto alla mia soluzione e accovacciata per terra. Perciò mi avvicinai cautamente e le toccai una spalla. Lei si girò guardandomi quasi dispiaciuta. Aveva un volto stranamente triste. "Cosa c'è?" Gli chiesi. "Perché ti trovi nuda in questa stanza?". Lei però non mi rispose, ma si voltò completamente verso di me aprendo al contempo le gambe. A quella vista, ci mancò poco perché non avessi un emorragia al naso. Mi vergognai di guardarla con desiderio. "Ma che fai? Mettiti su qualcosa!" Mi allontanai per cercare di metterle qualcosa addosso. Presi un lenzuolo e mi diressi di nuovo da lei. Ma era troppo tardi. Si stava masturbando. Nell'insieme non so cosa in quel momento provocò in me più goduria. Se non per i piccoli e sodi seni, per il suo viso timido ed eccitato, o per quella piccola e bagnata vagina, o per i rumori sessuali del suo sditalinamento. Fatto sta, che guardandomi, mi invitò ad avvicinarmi. Io non resistetti, e lasciai cadere per terra il lenzuolo, avvicinandomi a lei. Quando le fui sufficientemente vicino, ebbi una piacevole sorpresa. Perché mi squirto addosso sulle gambe. E mentre tentavo di realizzare che stava accadendo, ecco che già lei si trovava all'altezza dei miei pantaloni, in cerca del mio cazzo ovviamente. Mentre scrivo queste righe devo ammettere che mi sta veramente divenendo duro, ma che non è niente paragonato al piacere che provavo allora.
Iniziò a succhiarmelo, partendo dal glande e con la grazia maldestra di chi è inesperta. Lo succhio in modo impacciato, si vedeva che era la sua prima volta. Questo non mi impedì tuttavia di provare un piacere colossale, che mai nessuna donna fino ad allora era riuscita a provocarmi.
C'era però qualcosa in lei che non mi convinceva, il suo sguardo. Sembrava fosse quasi obbligata a fare quello che stava facendo, contro la sua volontà, ma che era un dovere da rispettare. So che è sbagliato, ma in quel momento la sua riluttanza era per me un motivo maggiore di godimento. Sì, le mie perversioni non hanno limiti in moralità, è per questo che tengo sempre di rinchiuderlo come un leone in gabbia.
Fu così che le venni in faccia, e nel mente lei strabuzzava gli occhi come schifata ed impaurita.
Poi si girò di schiena e mi offrì il suo culo. "Fatto trenta, faccio trentuno." Pensai. Ma mentre stavo per infilare il mio pene in quel piccolo ano, ecco che la vista mi si annebbiava, e ricaddi nuovamente nell'oblio.
Ed ecco in che condizioni mi trovo. Il piacere che mi stanno concedendo è probabilmente destinato ad aumentare giorno per giorno, e non so se sentirmene onorato o spaventato. Inoltre qualcosa non quadra. Quella ragazza, aveva qualcosa di strano. Non so bene cosa accade qua dentro, ne quale sia il mio ruolo. Non conosco i limiti del piacere, a cui un uomo riesce a resistere, ma se tutto questo è progettato a puntino per me pensarlo è davvero spaventoso. Le conseguenze non posso prevederle. Tutto questo mi manda in uno strano stato di eccitazione e sgomento, ho paura ma allo stesso tempo desiderio. Non so quali siano i limiti di un lolicon, e quali la mente umana riesce a contenere, io sono quasi al limite, ma godrò al massimo di questo dono.

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