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Su l'Angolo dello Sfogo

L'angolo dello sfogo serve a te, che hai superato la tua soglia di sopportazione dentro e fuori il mondo dei videogiochi, dal troll su internet al trapano che ti sveglia alle 06 della domenica mattina. Sfogati!

SydBarrett

C'è una puzza di scarico e di disperazione che non sbaglia mai. L'Eni ci ha fatto il favore: un euro e novantanove al litro. Meno male, c'eravamo quasi dimenticati di quanto ci piace farci fottere con stile, rigorosamente nel rispetto della parità di genere e delle emissioni inclusive, sennò i comitati etici della pompa di benzina si offendono.
Fuori è un carnaio di lamiere. Code chilometriche, musi attaccati ai paraurti, facce spente che sembrano uscite da un romanzo di terza categoria, tutte lì a elemosinare un po' di succo nero per muovere pistoni inutili verso posti dove non vogliono andare. È lo stesso identico spettacolo patetico di quando c'era il Covid e correvamo a comprare la farina come se fossimo tutti discendenti diretti di fornai pazzi, pronti a impastare la nostra solitudine. O come quando aprono quei negozi di merda per l'ultimo telefono con la fotocamera leggermente più grande: scimmie urlatrici con la carta di credito in mano e il vuoto totale nel cranio.
È buffo, davvero. Quella stessa gente che cammina a testa alta davanti a un museo o a una galleria d'arte con l'aria annoiata e la puzza sotto il naso, gente che non spenderebbe mai un euro per un quadro o per un libro perché "costa troppo", poi si fa un'ora e mezza di fila in mezzo allo smog e alle bestemmie pur di risparmiare quattro centesimi sul pieno, consumando mezza vasca di benzina solo per arrivare alla pompa.
L'arte non muove i pistoni. L'arte non ti porta al discount a comprare cibo surgelato. L'arte non ti dà quel brivido viscerale di essere vivo mentre ti dissanguano il conto in banca.
Vogliamo tutti fottere il sistema, ma finiamo sempre per farci fottere in fila, ordinati, con il motore acceso e la radio che suona una canzone di merda.

Vaffanculo, vado a mettermi in fila anch'io. In fondo, c'è sempre bisogno di un buon motivo per bruciare quel poco che ci resta.

P.S. Per tutti quelli che non reggono la prosa cinica, che si indignano per due parole scritte male o che cercano la morale edificante pure quando si parla di idrocarburi: respirate forte, fatevi una camomilla e non agitatevi troppo.
È solo letteratura da marciapiede, non vi stanno portando via la macchina.