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Sviluppato da Gunfire Games e prodotto da THQ Nordic, Darksiders III è un gioco d'azione e avventura uscito il 27 novembre 2018 per PlayStation 4 · Pegi 16+ · Link: store.playstation.com

Fai ritorno alla Terra devastata dall'apocalisse in Darksiders III, un action-adventure hack and slash in cui vestirai i panni di FURIA e la aiuterai a dare la caccia ai Sette Peccati Capitali. FURIA, la più enigmatica e imprevedibile dei quattro Cavalieri dell'Apocalisse, dovrà riuscire dove altri hanno fallito: riportare l'equilibrio tra le forze che hanno sconvolto la Terra. Darksiders III è l'attesissimo terzo capitolo della pluripremiata serie Darksiders.

Gioca nei panni di FURIA, una maga che dovrà riportare l'equilibrio tra bene e male affidandosi alla sua frusta e alla sua magia!

Utilizza la magia di FURIA per svelare le sue varie forme, ognuna donerà nuove armi, mosse e abilità.

Esplora un mondo aperto e dinamico composto da diversi ambienti di gioco e svela segreti con il proseguire della storia.

Sconfiggi i Sette Peccati Capitali e le creature mistiche e gli esseri immondi che li servono.

Ammira lo stile caratteristico della serie, con i suoi enormi ambienti post-apocalittici che spaziano da altezze celestiali a profondità infernali, devastate dalla guerra e riconquistate dalla natura.

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Cover Darksiders III per PS4

Furia e Distruzione per tutti

Non è stato semplice essere un fan di Darksiders in questi anni. Il fallimento di THQ ha portato ad un’attesa di ben sei anni prima che il terzo capitolo venisse alla luce. Per questo bisogna ringraziare Nordic Games (ora THQ Nordic) e i ragazzi che hanno creato questa meravigliosa serie, adesso riuniti con il nome di Gunfire Games. Nonostante Joe Mad non faccia più parte del team, il lavoro svolto con l’ultima iterazione della serie è incredibile.

Darksiders 3, esattamente come il suo predecessore, è un midquel che si pone dopo l’imprigionamento di Guerra da parte dell’Arso Consiglio. Proprio quest’ultimo ordina alla protagonista, Furia, di recarsi sulla Terra con l’obiettivo di catturare i Sette Peccati Capitali evasi in circostanze misteriose. Così, l’irascibile Cavaliere viene affiancata da una Sentinella e giunge sul pianeta blu divenuto ormai dimora per angeli e demoni.

Questo terzo capitolo è dunque una sorta di viaggio di formazione per la sua protagonista; quello che all’inizio è un personaggio borioso e pieno di sé, bramoso di guidare i Cavalieri, finirà per affrontare le sue debolezze, rappresentate in parte dai Peccati, e diventando a tutti gli effetti uno dei protagonisti più interessanti tra quelli visti nella serie. Durante il corso dell’avventura non mancano poi colpi di scena ben assestati e personaggi interessanti, tra vecchie e nuove conoscenze. Pur non essendo narrata nel migliore dei modi, la storia di Darksiders 3 riesce ad essere avvincente nonostante le ultime fasi siano un po’ affrettate. A risollevare il tutto ci pensa però il finale che si ricollega in modo interessante ai primi due Darksiders e getta le basi per il futuro.

Una delle caratteristiche distintive della serie è la capacità di prendere meccaniche appartenenti a differenti generi unendole in modo unico e affascinante. E così, Darksiders proponeva combattimenti da hack n’slash e dungeon in stile The Legend of Zelda mentre Darksiders 2 aggiungeva un sistema di parkour alla Prince of Persia, un loot-system alla Diablo ed infine, una struttura da Gdr che influenzava tanto la gestione del personaggio quanto la struttura di gioco. Con Darksiders 3 gli sviluppatori hanno provato a cambiare le carte in tavola e se ne sono usciti con un mix davvero interessante, qualcosa a metà tra il metroidvania e il soulslike.
Viene quindi abbandonata la struttura dei dungeon classici in favore di un mondo vasto ed interconnesso, con un level design incredibilmente intelligente ed elaborato, probabilmente il migliore mai visto all’interno della serie.

Il cuore del mondo di gioco è Haven che fa da hub ed è caratterizzata da un albero gigante. Proprio da lì, è possibile scorgere in lontananza diversi luoghi raggiungibili. In Darksiders 3 ogni dettaglio è realizzato con estrema cura, dai ruderi di grattacieli esplorabili fino a ai demoni che li popolano, rendendo perfettamente l’idea di un pianeta “invaso”. Ogni area è vasta e credibile e l’insieme di tutto forma un unico grande dungeon con tantissime aree segrete e passaggi da scovare.

Non tutte le zone sono accessibili fin da subito, ed è qui che entrano in gioco gli Hollow, particolari stance magiche che donano a Furia abilità utili allo sia alla navigazione della mappa che al combattimento. Sono presenti quattro Hollow: fuoco, elettricità, forza e stasi, ciascuna delle quali permette di compiere azioni differenti e garantisce una forma alternativa per Disprezzo, l’arma di Furia. Una volta ottenuti più Hollow è possibile cambiare stance in qualsiasi momento e molti degli enigmi presenti nel gioco si basano proprio su questo. I puzzle ambientali infatti non dipendono più dall’utilizzo dei gadget come in passato ma si basano quasi esclusivamente dall’utilizzo degli Hollow. Non mancano comunque rompicapi più tradizionali come quelli relativi alla raccolta delle “spade” o l’utilizzo degli insetti-bomba in modo simile a quanto accadeva con le bombe ombra degli altri capitoli. In generale gli enigmi risultano semplici ma mai banali, e per essere risolti richiedono un’attenta osservazione dell’ambiente.

Anche l’approccio ai combattimenti è cambiato, Darksiders 3 offre meno possibilità in termini di mosse rispetto al suo predecessore ed eredita l’influenza dei souls-like. I nemici sono spesso veloci e aggressivi ed in certe circostanze non mancano gli agguati; questo aspetto risulta perfino più coerente che in altri giochi proprio per il modo in cui questi sono stati gestiti nello loro routine, tra pattuglie ed azioni normali come quando si fanno un “barbecue”. I combattimenti risultano quindi più ragionati e meno votati al button mashing rispetto al passato, anche se il ritmo delle battaglie resta comunque elevato per i motivi qui sopra. Ciò non esclude però la possibilità di combattere in modo stiloso e vengono offerti diversi strumenti per dominare nelle battaglie. Prima di tutto abbiamo la schivata, che se effettuata col giusto tempismo attiva una sorta di witch time, utile per effettuare un poderoso contrattacco, poi c’è Salvezza, una lama simile allo Shuriken del primo Darksiders, ma con più utilità in combattimento perché può interrompere gli attacchi dei nemici e la si può infondere con l’elemento della stance attiva, garantendo così effetti aggiuntivi. Infine, ogni Hollow offre un’arma secondaria differente nonché un attacco magico basato sulla collera la cui barra si carica molto velocemente colpendo i nemici. Immancabile anche la Forma Caotica, che contro gli avversari standard permette di fare dei veri e propri macelli.

La struttura da gdr è stata eliminata ma è possibile potenziare Furia attraverso 3 statistiche: c’è quella per la vita, quella per gli attacchi fisici e quella arcana, da cui dipende l’efficacia dei contrattacchi. In modo simile a quanto avviene nei Souls, è possibile potenziare le proprie armi portando al “fabbro” certi materiali. Quindi si possono potenziare i danni fisici delle armi e anche gli effetti secondari, ottenibili attraverso gli “amuleti”, in modo simile al primo Darksiders, con la differenza che questa volta si possono potenziare per ottenere bonus più sostanziosi.

Buona parte dell’economia di gioco dipende dalle anime che servono per salire di livello e per comprare oggetti consumabili di varia natura presso l’onnipresente Vulgrim. I negozi dell’avido mercante svolgono anche la funzione di check-point in caso di morte (in cui respawneremo nella postazione più vicina) e quella di fast travel attraverso i Valichi Serpentini (ora funzionanti in modo simile ai Falò dei Souls). Sempre in caso di morte, non dovremo vivere nell’angoscia di perdere definitivamente le nostre anime, perché resteranno nel punto in cui le abbiamo perse anche se dovessimo morire un’altra infinità di volte in luoghi differenti. Al contrario, se il luogo della morte dovesse essere sempre lo stesso, le anime confluiranno tutte nello stesso punto.

Chiudendo il “discorso souls-like”, Darksiders 3 è il capitolo più impegnativo della serie, punisce il giocatore distratto o che va di fretta, ma regala anche grandi soddisfazioni a chi gioca con la testa.

Tecnicamente su Ps4, al momento, il gioco soffre di diverse problematiche tra cali di frame rate, caricamenti frequenti tra una zona e l’altra, bug audio e altri difetti visivi non proprio esaltanti. Ad ogni modo non è nulla che rovina l’esperienza in modo irrimediabile e soprattutto si tratta di difetti patchabili, quindi è solo questione di tempo prima che la situazione migliori. Motivo per cui non mi sento di condannare un gioco del genere, sviluppato da una manciata di persone e con un budget ridottissimo, si tratta di un gioco AA. E ci tengo a sottolineare che diversi giochi AAA, sviluppati da migliaia di persone, sono usciti in condizioni ben peggiori.

Anche la direzione artistica merita qualche parola. L’assenza di Joe si sente, è innegabile, i primi due capitoli vantavano un’art direction simbolica, immediatamente riconoscibile. Non aspettatevi dunque imponenti cattedrali gotiche o quant’altro, l’ambientazione di Darksiders 3 è molto più generica in termini di semplice architettura. Il risultato però resta incantevole e funzionale, proprio a causa di un level design che funziona e colori azzeccatissimi. Credo sia uno dei mondi post-apocalittici meglio riusciti degli ultimi anni. Riguardo il character design c’è da restare tranquilli perché resta fedele a quanto fatto in passato.

L’esplorazione è poi sempre un piacere, grazie anche alla splendida colonna sonora composta da Cris Velasco, che dona maggiore impatto all’opera. A grande sorpresa è presente anche il doppiaggio italiano, di buona fattura, che però perde tutti i doppiatori storici a cui siamo abituati tra Morte, Guerra, il Consiglio o Vulgrim. Un vero peccato, ma si tratta di un compromesso.

Darksiders 3 è un titolo sicuramente meno ambizioso dei suoi predecessori ma funziona alla grande, a dimostrazione che se ci sono delle buone idee, i risultati non possono che essere soddisfacenti. La storia raccontata, pur se non perfetta, riunisce tutti i puntini mancanti fino ad ora, e pone grandi attese ed interrogativi per il futuro; infine la protagonista di questa avventura è riuscita ad essere più interessante del previsto. I problemi tecnici non mancano, ma si può tranquillamente chiudere un occhio davanti a tanta bontà. Se siete fan storici della serie o amanti del genere, Darksiders 3 merita di essere supportato, perché l’apocalisse deve continuare.

P.s. Nel caso risolvano i difetti tecnici in tempi non troppo lunghi potrei dagli mezzo voto in più.

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