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VR: l'arma giusta nella lotta contro la demenza senile? - editoriale

La demenza non è qualcosa su cui si può scherzare. È una condizione debilitante, che colpisce moltissime persone in tarda età. Non ha pietà e può spazzare via in poco tempo una vita di esperienze e i ricordi di una persona, modificandone radicalmente il carattere e il modo di vivere. Assistere all'annientamento di un individuo, vederlo cedere a improvvisi scatti di ira, violenza o depressione, può essere devastante per le persone che fanno parte della sua vita.



A volte il decorso della malattia può essere più clemente. Esistono casi in cui il malato subisce alterazioni del carattere non così negative, scivolando più gradualmente e serenamente lungo l'inevitabile declino. Molto spesso però questo non accade. In molti casi chi mostra i primi sintomi è cosciente di quello che sta accadendo, si accorge del progressivo degrado ma non può fare nulla per arrestarlo. Per chi vive intorno a queste persone si tratta di un percorso difficile, di un'agonia straziante che a volte porta a desiderare un'accelerazione del processo o una morte più rapida. Non c'è gran conforto nel sapere che gli ultimi periodi della malattia rendono la persona incosciente di quello che gli sta accadendo e della fine ormai prossima.



Ogni secondo in cui ci si sente in colpa per il fatto di desiderare la fine della sofferenza della persona cara, corrisponde spesso ad un'infinita serie di fitte che arrivano al cuore ogni volta che si percepisce un sorriso sul suo volto, una stretta della sua mano o un segno di lucidità nei suoi occhi. Uno dei lati più oscuri della demenza è rappresentato purtroppo dai frammentati ricordi che la persona malata lascia dietro di sé a chi rimane.

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19 febbraio 2017 alle 17:10