Carrier Deck – Recensione Speedrun
Cosa succede se prendiamo un impianto videoludico strategico e lo caliamo nei contesti operativi delle portaerei? Deve essere questo che ha pensato lo studio sudafricano Every Single Soldier quando ha progettato il titolo che analizziamo oggi nella nostra recensione Speedrun, cioè Carrier Deck. Salperemo alla volta dei mari per poter completare missioni di pattugliamento e addestramento su una portaerei di classe Nimitz.
La padrona dei sette mari
Carrier Deck ci mette nei panni di un ufficiale di coperta sulla portaerei USS Ronald Reagan in un contesto operativo di addestramento e guerra reale. Il gioco introduce le sue meccaniche nel Nord Atlantico, nel quale faremo esperienza capendo le necessità di base come il rifornimento degli aerei, il loro lancio e il lo atterraggio, l'addestramento di base e via dicendo. Il titolo è fortemente basato su un contesto PC e quindi sarà abbastanza difficile per un utente console senza mouse muovere il cursore (a forma di freccia) sullo schermo per poter selezionare le varie opzioni.
Inoltre, l'interfaccia utente è decisamente poco amichevole e anzi parecchio scomoda, e nonostante una capacità visiva di tutto rispetto abbiamo avuto grossi problemi a capire se i colori delle barre erano diversi e le diverse variazioni nei vari momenti di gioco. Dopo le certificazioni di base, verremo spediti in contesti di guerra con la missione di distruggere alcuni aerei nemici, partendo da 12 velivoli. Sarà quindi necessario gestire il lancio, l'arrivo, il carico e il rifornimento dei caccia in modo che questi possano prendere il volo e completare la loro missione.

Arrivare lunghi e cadere in mare
Carrier Deck mostra in fretta i suoi limiti e spesso diventa frustrante oltre quanto sia ragionevole. Sebbene sia interessante vedere i militari muoversi sul ponte della nave, gli aerei volare e in generale la frenesia tipica delle portaerei, quello che ne risulta è una accozzaglia approssimativa, specie quando si vede quello che la scarsa IA riesce a fare. Spesso gli aerei ignorano gli ordini, a volte si perdono, altrettante volte vengono abbattuti senza capire realmente il perché e troppo spesso ci si trova completamente inermi e senza difese sotto il fuoco nemico, portando a inevitabili Game Over senza colpe reali.
Il gioco è anche divertente alle difficoltà inferiori, ma quando questa è aumentata la generazione casuale dei nemici è ampliata e i limiti appena accennati dei nostri aerei vanno a cozzare violentemente con quello che ci si aspetterebbe. Non per altro ancora nessuno è riuscito a portare a termine 30 minuti alla massima difficoltà. L'aspetto estetico del titolo è basilare e anche quello sonoro è quello che è, lasciando capire che il lavoro svolto è approssimativo tutt'al più.

Il Platino di Carrier Deck
Carrier Deck presenta una lista trofei composta da 34 coppe, divise in 13 di bronzo, 16 d'argento, 4 d'oro e uno scintillante Platino. La conquista di quest'ultimo prevede sostanzialmente di completare tutte le missioni della storia con il massimo dei voti (cioè con 5 stelle) oltre a resistere almeno 30 minuti in modalità sopravvivenza alla massima difficoltà, cioè il livello Ammiraglio. Per il resto tutti i trofei riconducono a queste due categorie, che sovrastano il restante della lista. Al momento nessuno ha ottenuto il Platino, ma è possibile che tra i nostri lettori qualcuno sarà il primo. Chi accetta il guanto di sfida?
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