Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti per scoprire un nuovo modo di vivere la tua passione.

Vent'anni di Silent Hill: ricordando la città della perdizione - articolo

A Silent Hill non si arriva per caso. La cittadina del Maine chiama i suoi viaggiatori, li avvolge con la sua foschia e crea un mondo a loro immagine e somiglianza, compie oggi vent'anni. È un teatro di fantasmi e terribili, sepolte, realtà bibliche. L'Ordine ne ha fatto la sua scatola da gioco, e capitolo dopo capitolo il giocatore scopre dissidi tra cultisti, ma soprattutto scava nella psiche dei personaggi e del loro inferno personale, tra deriva onirica, ascetica e millenaristica.



Il primo ingresso nelle scuole, negli ospedali e nei botteghini della desolata ghost town; la prima caduta nel mondo fatto di pece, grate e mostruosi corpi invertebrati; le falene, le fioche luci notturne, il fiatone di Harry Mason e la sirena rotta dal rumore bianco delle interferenze radio; la pioggia, e se vogliamo gli inseguimenti di belve e angeli caduti, il simbolismo cabalistico, gli enigmi... Mille motivi per non dormire la notte, per appassionarsi agli horror e per amare la creazione del Team Silent: i reietti di Konami guidati da Keiichiro Toyama.



Resident Evil 2 è di nuovo con noi, e nell'ormai lontano 1999 la situazione non era differente. Silent Hill nasceva per concorrere col rivale e il suo esercito di zombie, per proporre un mondo survival horror che fosse simile e ne cavalcasse lo Tsunami (non proprio quello di Mobigame). Si riconoscono subito le differenze abissali tra i due mondi, ed è meglio tenerli separati: le aberrazioni capaci di minacciare fisicamente gli impavidi militari del caso da un lato, scuola di Carpenter e Romero, da un lato; l'uomo comune - narratore inaffidabile - dall'altro, con le sue manie e la sua paura di stringere in mano la pistola (tremante). Anni di gloria per l'horror videoludico, anni di approcci nuovi.

Continua la lettura su www.eurogamer.it

31 gennaio 2019 alle 13:00

Condiviso da Captain Tsubasa e un altro.Piace a 4 persone

 

I tempi sono maturi per un nuovo Silent Hill. Dopo il passo falso di Kojima, occorre far rivivere i bei fasti della saga.

 

Più che altro harakiri di Konami, che ha smontato baracca e burattini mentre lo spettacolo era ancora in corso. E per ragioni che ancora oggi non si sono capite al 100%.

 

Serie che manca da morire. Peccato che Konami pensa a fare giocacci e giochini per smartphone. Col successo dei recenti remake (RE2, Crash e Spyro) magari anche Konami si decide a riprendere in mano il brand. E magari stavolta seriamente, non come gli ultimi scialbi episodi.

 

Homecoming e Shattered non erano per nulla scialbi, tralasciando il gameplay (dove nel primo era action-oriented, e nel secondo, non era importante). Downpour devo ancora giocarlo, quindi non posso esprimermi, ma in generale, tutti gli episodi sono sempre stati belli dal punto di vista della storia e della psicologia, gli ementi cardine della serie.