Vent'anni di Silent Hill: ricordando la città della perdizione - articolo
A Silent Hill non si arriva per caso. La cittadina del Maine chiama i suoi viaggiatori, li avvolge con la sua foschia e crea un mondo a loro immagine e somiglianza, compie oggi vent'anni. È un teatro di fantasmi e terribili, sepolte, realtà bibliche. L'Ordine ne ha fatto la sua scatola da gioco, e capitolo dopo capitolo il giocatore scopre dissidi tra cultisti, ma soprattutto scava nella psiche dei personaggi e del loro inferno personale, tra deriva onirica, ascetica e millenaristica.
Il primo ingresso nelle scuole, negli ospedali e nei botteghini della desolata ghost town; la prima caduta nel mondo fatto di pece, grate e mostruosi corpi invertebrati; le falene, le fioche luci notturne, il fiatone di Harry Mason e la sirena rotta dal rumore bianco delle interferenze radio; la pioggia, e se vogliamo gli inseguimenti di belve e angeli caduti, il simbolismo cabalistico, gli enigmi... Mille motivi per non dormire la notte, per appassionarsi agli horror e per amare la creazione del Team Silent: i reietti di Konami guidati da Keiichiro Toyama.
Resident Evil 2 è di nuovo con noi, e nell'ormai lontano 1999 la situazione non era differente. Silent Hill nasceva per concorrere col rivale e il suo esercito di zombie, per proporre un mondo survival horror che fosse simile e ne cavalcasse lo Tsunami (non proprio quello di Mobigame). Si riconoscono subito le differenze abissali tra i due mondi, ed è meglio tenerli separati: le aberrazioni capaci di minacciare fisicamente gli impavidi militari del caso da un lato, scuola di Carpenter e Romero, da un lato; l'uomo comune - narratore inaffidabile - dall'altro, con le sue manie e la sua paura di stringere in mano la pistola (tremante). Anni di gloria per l'horror videoludico, anni di approcci nuovi.

Time Paradox
eppure io ho visto piramid head proprio qualche giorno fa, mi ha detto che non è previsto nulla al momento purtroppo
Nico Giraldi
I tempi sono maturi per un nuovo Silent Hill. Dopo il passo falso di Kojima, occorre far rivivere i bei fasti della saga.
Oldboy
Più che altro harakiri di Konami, che ha smontato baracca e burattini mentre lo spettacolo era ancora in corso. E per ragioni che ancora oggi non si sono capite al 100%.
Nico Giraldi
@Oldboy A Konazi piace il suicidio, e piace anche rovinare l'utenza. Ora si campa di pachinko e Metal Gear Surv....no, non ce la faccio
Divodark
Serie che manca da morire. Peccato che Konami pensa a fare giocacci e giochini per smartphone. Col successo dei recenti remake (RE2, Crash e Spyro) magari anche Konami si decide a riprendere in mano il brand. E magari stavolta seriamente, non come gli ultimi scialbi episodi.
Garth Brown
Homecoming e Shattered non erano per nulla scialbi, tralasciando il gameplay (dove nel primo era action-oriented, e nel secondo, non era importante). Downpour devo ancora giocarlo, quindi non posso esprimermi, ma in generale, tutti gli episodi sono sempre stati belli dal punto di vista della storia e della psicologia, gli ementi cardine della serie.