King Arthur: Knight's Tale - prova
Re Artù, Van Helsing, Re Artù. NeoCore Games è un nome tutto sommato discretamente noto nel panorama indie che per alcuni evocherà principalmente il lavoro sui Diablo-like della miniserie The Incredible Adventures of Van Helsing o l'incursione nello sconfinato universo di Warhammer cortesia di Warhammer 40.000: Inquisitor - Martyr. Sicuramente non capolavori ma prodotti interessanti realizzati con discreta cura e buona dose di ricercatezza, scelte oculate e una profonda passione per setting cupi e vicende dal sapore deliziosamente dark.
E poi c'è Re Artù, figura leggendaria conosciuta almeno in parte pressoché da chiunque. Una figura che per il team ungherese è improvvisamente diventata ciclica, una icona pronta a bussare ancora una volta alle porte di una passione evidentemente mai sopita. Era il 2009 quando questo studio pressoché neonato si tuffò nell'immaginario arturiano con King Arthur: The Role-Playing Wargame ed è con rinnovato entusiasmo che più di 10 anni dopo torna sui propri passi per riabbracciare un vecchio amico.
King Arthur: Knight's Tale è però una creatura decisamente diversa, frutto dell'esperienza, di un netto cambio di focus e...beh sì, anche di Kickstarter. Per quanto destinato a vedere in ogni caso la luce, le 156.000 sterline ottenute a fronte di un obiettivo di £115.000 hanno sicuramente dato una grossa mano riuscendo, soprattutto, a far notare il progetto a pubblico e stampa specializzata, rimasti affascinati dagli ingredienti scelti per l'occasione.
