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È il Pokémon Day! 25 anni di sfide, carte collezionabili e Pokéball

Il 27 febbraio 1996, i Pokémon apparivano per la prima volta sugli schermi dei Game Boy nelle due versioni Verde e Rosso. L'anno seguente, "tosti, prorompenti e differenti", facevano capolino sulle televisioni mondiali, per giungere in Italia nel 2000. L'immortale Ash Ketchum della città di Pallet iniziava il suo viaggio decennale con Pikachu, il mostro tascabile per antonomasia, e col suo cappellino da baseball rubava la scena al più silenzioso Red, protagonista della controparte videoludica.



Si diceva 'Gotta catch'em all', quando ancora i Pokémon erano 151. In 25 anni e otto generazioni, acchiapparli tutti è diventato ancora più complesso. Oggi i Pokémon sono 898 (più forme alternative), da Spada e Scudo non tutti a portata di Pokéball. Con una base di partenza di questa portata numerica, non soltanto le uscite della serie principale sono state relativamente frequenti, ma gli spin off sono di ogni tipo, dal pinball al dungeon crawler, dal picchiaduro al puzzle. Segno che la storia delle creature di Satoshi Tajiri è davvero lunga e stracolma di momenti che hanno segnato l'industria videoludica, nel bene e nel male.



Alle origini, per esempio, hanno dato il via libera a una tendenza di mercato cara a Nintendo e suggerita da Shigeru Miyamoto: la duplice distribuzione, dello stesso gioco con qualche variante, che a oggi ha interessato saghe come Fire Emblem, Inazuma Eleven, Yokai Watch, Digimon Dusk/Dawn e Megaman Battle Network. Più recente invece il successo planetario di Pokémon Go, che è stato capace di riplasmare le abitudini di migliaia di giocatori (occasionali e non), di dare man forte alla raccolta dati di Google e di trainare la vendita di power bank.



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27 febbraio 2021 alle 12:40