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The Kelly Gang - recensione

Per molti australiani, Ned Kelly e la sua banda sono delle specie di eroi nazionali, banditi che, costretti dalla durezza del Sistema, si sono ribellati a vite di feroce miseria, di soprusi senza speranza.



Sono in buona compagnia, insieme a tanti eroi negativi che letteratura e cinema ci hanno fatto conoscere, a partire da Robin Hood. Gente che rubava ai ricchi e non è detto che tutti dessero ai poveri, ma almeno toglievano soldi e vite agli odiati nemici, i nobili senza pietà, i ricchi borghesi, le banche detestate. Ma a parte Robin, personaggio da leggenda, nessuno di quelli storici ne è uscito vivo, da Jesse James a Billy the Kid, Butch Cassidy e Bonny e Clyde (e il nostro Salvatore Giuliano). E nemmeno Ned e i suoi amici ce l'hanno fatto. E sono tutti morti giovani.



Arriva direttamente per l'homevideo un film sulla sua storia che, oltre che per il soggetto, interessa a priori per la figura del regista, che è Justin Kurzel, autore di un'assai interessante versione del Macbeth con Michael Fassbender e Marion Cotillard, oltre che di Snowtown e Assassin's Creed.



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11 settembre 2021 alle 10:40