Arcade Paradise – Recensione
Entrate con noi in sala giochi per la recensione di Arcade Paradise. Il titolo di Nosebleed Interactive e Wired Productions è indubbiamente uno dei prodotti più particolari dell'anno, che mischia due generi molto particolari. Il figlio improbabile dei cabinati arcade degli anni Novanta e dei gestionali duri e puri è qui per sorprendervi e soprattutto regalarvi ore di divertimento.
Dal bucato ai neon
Quante volte, nella vostra vita, vi siete trovati incastrati in situazioni in cui non eravate a vostro agio? Siamo certi che tutti, almeno una volta, hanno avuto modo di pensare di voler essere a mille chilometri di distanza o, più semplicemente seduti a casa propria con un DualSense in mano. Questo è pressapoco l'incipit di Arcade Paradise, che ci vede interpretare Ashely, una ragazza che si ritrova suo malgrado invischiata in un lavoro indesiderato. Il padre della protagonista è possessore di una lavanderia a gettoni che, causa sua assenza per una non meglio precisata crociera all'estero, necessita di un manutentore.
Ecco quindi che entriamo in gioco noi, giovani interessate più ai videogiochi che alle lavatrici, che si trovano intente a gestire ammorbidente e tempi di asciugatura. Fortunatamente, l'assenza di controllo ci permette di appenderci con forza a un'ancora di salvezza. Nel retro della lavanderia sono rimasti installati tre cabinati arcade, che nostra sorella ci ha lasciato in eredità. Tra una cesta di panni sporchi e l'altra diventa quindi possibile svagarsi e far divertire anche i clienti, in attesa che si completi il lavaggio. Un rapido controllo nelle cassette raccogli monete dei cabinati ci permette però di fare anche un'interessante scoperta: si guadagna di più con i pixel che con la pulizia degli abiti.
Ecco quindi che nella mente della nostra eroina balena un'idea. Investire all'insaputa di nostro padre i guadagni della lavanderia per acquistare una serie di videogiochi e trasformare il King Wash in un vero e proprio Arcade Paradise. Da questa folle idea, che sembra quasi la trama di una produzione hollywoodiana, prende il via il gioco di Nosebleed Interactive che, come detto, mischia elementi tipici dei gestionali a tantissime sfide arcade. Sebbene inizialmente sembrino elementi non miscibili, in realtà l'amalgama che ne esce è davvero affascinante.
Solo per i miei occhi
A livello di base, Arcade Paradise è strutturato come un gioco in prima persona. Non si ha modo di vedere il volto della protagonista, che si destreggia all'interno della piccola lavanderia a gettoni e del retrobottega, che va via via popolandosi di cabinati. I comandi di base sono molto semplici. Un tasto è dedicato all'interazione con panni e lavatrici, uno invece dà la possibilità di abbassarsi. L'intero gioco è strutturato in giornate, che vanno dall'apertura mattutina fino alla chiusura alle ore 23:00. In questo lasso di tempo, è necessario come detto occuparsi del bucato dei clienti, cercando di tenere pulita la nostra lavanderia.
Clienti incivili sono sempre pronti ad abbandonare incarti di hamburger, lattine e calzini che dovremo gettare nel cassonetto. Fin da subito però troviamo una piacevole sorpresa in questa routine. Tutto viene infatti mostrato a schermo come se si trattasse di sfide arcade. La consegna del bucato verrà premiata con un voto in lettere (da C a S), mentre la rimozione di cicche o il lancio della spazzatura gestito da una barra di potenza. Imperdibile poi il mini gioco che permette di sturare il gabinetto, una chicca che vi lasciamo scoprire senza anticiparvi nulla.
Come però recita il detto (citato anche in Shining), “Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo noioso”. I cabinati posti nel retro diventano quindi un modo per evadere, divertendosi con tantissime opere ispirate a quelle reali più famose. L'inventiva del team è stata incredibile, con proposte che spaziano da un Pac-Man mischiato a Grand Theft Auto a una rivisitazione di Mr. Driller in cerca di pepite d'oro. Man mano che si prosegue nel gioco, acquistando nuovi macchinari, si scoprono sempre più mini giochi, così tanti che spesso si rischierà di dimenticarsi del lavoro. Fortunatamente una notifica sull'orologio è pronta a ricordarci che lavatrici e asciugatrici hanno finito il loro lavoro e possono essere scaricate.
Un vero imprenditore
Fin qui abbiamo descritto un titolo in prima persona infarcito di mini giochi. Non abbiamo ancora fatto riferimento alla parte gestionale. Una volta fatto il primo accesso al PC però diventa chiaro come i ragazzi di Nosebleed abbiano integrato questo elemento del gameplay. Man mano che si accumula denaro diventa possibile depositarlo all'interno della cassaforte nell'ufficio. In questo modo la somma, prima conservata nelle nostre tasche, diventa disponibile per acquisti online. Arcade Paradise vanta oltre trentacinque cabinati diversi (dal costo sempre maggiore) che possono essere collocati nel magazzino. Non mancano nemmeno le espansioni, con pareti che vengono rapidamente abbattute per trasformare il King Wash in una vera e propria sala giochi anni Novanta.
In tutto questo, ovviamente, le finanze non sono illimitate. Gestire al meglio i risparmi e modificare dal nostro palmare difficoltà e costo delle macchine permette di migliorare i propri guadagni. Anche la collocazione dei cabinati, gestibile anch'essa tramite dispositivo mobile, permette di migliorare l'appeal del nostro locale. L'intera struttura va monitorata costantemente, sia per mantenere un corretto flusso di denaro, sia per soddisfare i requisiti di alcune missioni secondarie. Man mano infatti che si prosegue con la campagna, nostro padre ci fornirà degli obiettivi da portare a termine, per ricevere in cambio denaro da spendere in gadget. Molto simpatica, in questo senso, la trovata di elargire i premi in sterline, fattore che non consente al giocatore di mischiare questo denaro con quello destinato all'acquisto di nuovi cabinati.
L'espansione dipende quindi solamente dall'oculata gestione del dualismo lavanderia-sala giochi, due anime di uno stesso locale che devono essere mantenute attive in egual modo. Abbandonare i panni in una lavatrice per dedicarsi a completare quell'ultimo livello di Stack Overflow potrebbe comportare una carenza di contanti da spendere per il mantenimento del King Wash. Arcade Paradise si rivela comunque eccellente nella gestione dei tempi: ogni ciclo di lavatrici e di asciugatrici dura circa tre ore nel gioco, che diventano tre minuti reali. Un tempo più che sufficiente per concedersi qualche partita senza trascurare nulla.

Back in the 90's
Il gameplay di Arcade Paradise è davvero eccellente, complice anche la qualità dei mini giochi proposti dai ragazzi di Nosebleed Interactive. Questo non ha però impedito al team di concentrarsi anche sul comparto tecnico. Al giocatore viene infatti offerta una grafica davvero spettacolare. I primi passi nel mondo di gioco regalano la sensazione di essere davvero in una sgangherata lavanderia degli anni Novanta. Piastrelle spaccate, insegne al neon e televisori a tubo catodico riportano indietro nel tempo. La qualità grafica arriva però al suo apice quando ci si avvicina ai primi cabinati, scoprendo l'altra faccia del gioco. Lo schermo si riempie di colori e di pixel, con rimandi alle opere a 8, 16 e 32 bit che tanto ci hanno fatto emozionare in gioventù.
I nostalgici sfodereranno ben più di un sorriso, cercando di cogliere tutte le citazioni inserite all'interno del gioco. Queste sono in grado di toccare tutta la cultura videoludica del periodo e rimandano a mostri sacri del genere. Abbiamo già citato Pac-Man e Grand Theft Auto, ma i riferimenti sono davvero tantissimi. Space Invaders, Pong e Streets of Rage, solo per nominarne alcuni, sono vecchi amici che faranno capolino mentre si gestisce al meglio il King Wash.
Questo tripudio di qualità retro non poteva però essere completo senza una colonna sonora adeguata. Per questo non stupisce che le tracce siano tutte ispirate agli anni Novanta, con tanto d'introduzione che ricorda vagamente il popolarissimo Stranger Things. Quasi scontata anche la presenza di un juke box da piazzare nel proprio paradiso arcade. Sarà così possibile saltare agilmente da una canzone all'altra. Encomiabile anche lo sforzo di proporre temi chip tune per i singoli cabinati, scelta che paga e aumenta l'immersività del giocatore.
Chiudiamo la nostra recensione con un breve accenno alla longevità, che risulta pressoché infinita. La nostra sala giochi, come in ogni buon gestionale che si rispetti, può essere gestita pressoché in eterno. Gli oltre trentacinque giochi arcade garantiscono poi divertimento costante. Da non trascurare anche la possibilità di giocare in cooperativa locale con i propri amici. Interessante anche la possibilità d'iscrivere il proprio nome nelle graduatorie online. Chi vuole dimostrare la propria abilità potrà quindi farlo in vari modi, perfezionando la sua tecnica tra un carico di panni da lavare e l'altro.
Trofeisticamente parlando: re del cabinato
Se diventare i re delle sale giochi non vi basta, allora potreste decidere di puntare a ottenere il Platino di Arcade Paradise. Fate attenzione, però, perché la lista trofei del gioco include tantissime richieste. La maggior parte è legata ai risultati ottenuti nei giochi arcade. Non mancano però anche alcune coppe che si otterranno automaticamente proseguendo nella storia. Presenti anche alcune sfide di miscellanea e altre legate ai guadagni totali del locale. Insomma, una bella faticata anche per il più sfegatato fan dei cabinati.
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