Forest Shuffle: Dartmoor – Recensione
Dopo essere diventati i signori del bosco, siamo pronti a una nuova sfida: Forest Shuffle: Dartmoor, di cui vi parliamo nella nostra recensione, ci porta infatti nelle brughiere. Il titolo di Kosch, pubblicato in Italia da Asmodee, è un gioco stand alone in cui dovremo ancora una volta collezionare le carte migliori, per ottenere più ghiande dei nostri rivali e dimostrarci i più abili a muoverci in questo nuovo e ricco habitat.
Mettiamo gli stivali
Quando, a fine 2023, Asmodee portò in Italia il divertente Forest Shuffle di Lookout Games, fece felici tutti gli amanti dei giochi incentrati sulle meccaniche di set collection. Il titolo di Kosch, di cui vi abbiamo parlato anche in una ricca recensione, ha riscosso un successo internazionale, aggiudicandosi anche il prestigioso Gouden Ludo 2024 nella categoria dei giochi per famiglie.
Questo ha portato ovviamente alla pubblicazione di espansioni per ampliare l'esperienza di gioco: Alpine è stata la prima, seguita da Woodland Edge ed Exploration, tutte proposte ad un prezzo di budget e utili per aggiungere nuove specie di fauna e flora. Il tutto, ovviamente, mantenendo inalterato lo spirito naturalistico del gioco e le meccaniche che l'hanno reso celebre. Giunti a questo punto, però, lanciare ulteriori pacchetti di espansione avrebbe portato al rischio di rendere la proposta troppo caotica e confusionaria. Ecco perché si è scelto (saggiamente) di puntare su un prodotto stand alone come Forest Shuffle: Dartmoor.
Per la nostra nuova sfida ci spostiamo infatti su un altopiano situato nella contea inglese del Devon, il titolare Dartmoor, caratterizzato da vegetazione rada e paludosa, che conferisce all'intera zona l'aspetto tipico della brughiera. I più letterati riconosceranno anche la zona come setting di una delle avventure più celebri di Sherlock Holmes, Il Mastino dei Baskerville. Questa volta però non avremo morti sospette, ma piuttosto una serie di carte da piazzare in maniera oculata all'interno del nostro bioma. Le regole base e lo scopo del gioco rimangono infatti quelli classici di Forest Shuffle, con però alcune interessanti variazioni sul tema.

Come si gioca a Forest Shuffle: Dartmoor
Detto quindi che, pur essendo un prodotto stand alone, Dartmoor è chiaramente ispirato alla versione originale di Forest Shuffle, non stupisce ritrovarsi di fronte pressoché alle medesime componenti. Nella scatola troviamo 180 carte, divise in caverne, inverno, fauna e flora. Queste ultime saranno la base per collocare elementi nel nostro ambiente, mentre le carte fauna saranno divise in due, verticalmente oppure orizzontalmente, e andranno collocate ai lati della flora. Completano il corredo la plancia rettangolare e un blocchetto segnapunti.
Osservando le carte, noteremo già alcune novità. La prima è la presenza di carte Caverna con indicazioni diverse, che andranno distribuite casualmente a inizio partita ai giocatori. Questo crea fin da subito un'esperienza ancora più asimmetrica, dato che ogni caverna fornirà punti per le carte riposte e ci farà applicare un'azione iniziale bonus, come ad esempio pescare tre carte dal mazzo e piazzarne altrettante nella radura.
Per il resto, la preparazione iniziale rimane invariata: si inseriscono alla fine del mazzo le tre carte Inverno, che scandiranno la fine della partita e, prima di assegnare casualmente una Caverna, si dà a ogni giocatore una mano iniziale di sei carte. Fatto questo, sarete pronti a iniziare la sfida, cercando di creare la brughiera più ricca e popolosa.

Pescare o giocare, questo è il dilemma
Anche a livello di flusso di gioco, Forest Shuffle: Dartmoor ripropone le meccaniche che hanno reso celebre il suo predecessore. Nel proprio turno, i giocatori possono scegliere se pescare due carte o giocarne una dalla mano. Nel primo caso potranno prenderle dalla riserva o pescare a caso dalla cima del mazzo. Non sarà però mai possibile superare il limite di 10 carte nella propria mano. Inoltre, se in qualsiasi momento un giocatore rivelerà la terza carta Inverno, la partita terminerà immediatamente.
Scegliendo invece di giocare carte, bisognerà pagarne il costo in ghiande scartando altrettante carte dalla mano nella riserva, dopodiché si potrà aggiungere la carta al proprio bioma. Le carte flora potranno essere collocate liberamente, mentre quelle fauna andranno messe sotto un lato libero di una carta flora, coprendone una delle due metà. Si attiverà l'effetto solo del lato visibile, che sarà anche quello che assegnerà punti a fine partita. Se inoltre in qualsiasi momento la radura dovesse avere 10 o più carte, queste andranno scartate e rimosse dal gioco.
Parlando di flora, Dartmoor introduce un'altra novità, ossia i Terreni. Questi dovranno essere collocati orizzontalmente e prevedono slot per carte soltanto sopra e sotto di essi, ma potremo collocarne due per ognuno, per un totale di quattro spazi. Sono inoltre presenti anche brughiere generiche, che non potremo però piazzare come gli alberi liberamente, ma potremo giocare solo per effetto di altre carte. I giocatori si alterneranno eseguendo turni fino a quando, come detto, non appariranno tre carte Inverno, dopodiché si passerà al conteggio dei punti verificando quanto indicato sulle singole carte: chi otterrà più ghiande sarà il vincitore.

Forest Shuffle: Dartmoor: le brughiere non sono mai state così belle
Proporre una versione alternativa di un gioco da tavolo di successo è un po' come lanciare sul mercato il sequel di un videogioco o di un film di successo. I risultati possono essere incredibilmente convincenti e arricchire il brand, oppure essere disastrosi e affossarlo, a causa magari di modifiche forzate o troppo marginali. Forest Shuffle: Dartmoor rientra fortunatamente nella prima categoria, con i giocatori che si troveranno di fronte a un titolo familiare ma nel contempo nuovo.
Gli elementi aggiuntivi si amalgamano bene con il flusso di gioco che ben conosciamo: le Caverne aggiungono un pizzico di casualità extra, mentre i Terreni ci spingeranno a ragionare in maniera diversa, conservando magari carte diverse in base al nostro piano. Il tutto mantenendo l'ossatura che ha reso Forest Shuffle un gioco di set collection così popolare. Anche la scelta di proporre il gioco come prodotto stand alone è vincente, oltre ad essere un ottimo modo per stuzzicare tutti quelli che non si sono ancora cimentati nella sfida.
Ciò che è rimasto (fortunatamente) invariato è la qualità della componente artistica. Toni Llobet e Judit Piella, non a caso gli stessi illustratori della versione base, ci portano con una manciata di carte all'interno di una movimentata brughiera, con tinte pastello che ben si sposano con l'ambientazione. Di ottima qualità anche le carte, pronte a resistere a varie partite. Se però siete tra coloro che non riescono a stare senza bustine protettive, sappiate che l'inserto in cartone (eco friendly, come tutto il packaging) potrebbe darvi qualche grattacapo andando a riporre il gioco.
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