«Che cosa vogliono da noi? Perché insistono a perseguitarci? Perché non ci lasciano stare, non ci fanno vivere e lavorare in pace? Che cosa vogliono, i nilfgaardiani?» urlò Vera Loewenhaupt.
«Vogliono il nostro sangue!» sbraitò il reggente Vilibert.
«E la nostra terra!» gridò qualcuno dalla folla dei contadini.
«E le nostre donne!» fece loro eco Sheldon Skaggs lanciando occhiate minacciose.
Alcuni scoppiarono a ridere, ma piano e di nascosto. Perché, sebbene l'idea che qualcuno oltre ai nani potesse desiderare le nane, che erano di una bruttezza spaventosa, fosse molto divertente, era rischioso esprimerla ad alta voce, soprattutto in presenza di quei signori bassi, tarchiati e barbuti, le cui asce e le cui spade avevano la brutta abitudine di saltare fuori dalle cinture in men che non si dica. E i nani, chissà perché fermamente convinti che tutto il mondo insidiasse le loro mogli e le loro figlie, sotto quell'aspetto erano oltremodo permalosi.
[Il Sangue degli Elfi]
