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Sviluppato da Irrational Games e prodotto da 2K Games, BioShock Infinite è uno sparatutto in 1a persona uscito il 26 marzo 2013 per PC Windows · Pegi 18+

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"Bioshock Infinite è una creatura affascinante e crudele, capace di risucchiare il giocatore in un mondo alternativo di cui è impossibile non innamorarsi. Le meccaniche rodate nei precedenti capitoli vengono sfruttate, a volte con troppo compiacimento, ma senza mai dimenticarsi di mettere qualcosa di nuovo sul banco e le idee nuove funzionano bene. Qualche volta si ha la sensazione, giustificata, che alcuni aspetti avrebbero potuti essere approfonditi maggiormente o che all'evoluzione di Elizabeth non sia stato garantito tutto il tempo necessario... ma è ben poca cosa di fronte all'esperienza allestita da Irrational Games. Columbia è entrata nel mio bagaglio di videogiocatore, assieme ai migliori altri mondi che abbia mai visitato. La vicenda di Booker, Comstock, dell'America, della sua idea di libertà e di certe insopportabili crudeltà hanno scritto un pezzo del mio DNA virtuale. Di fronte a questo, posso tranquillamente chiudere più di un occhio." da it.ign.com

9

Recensioni

83 utenti

Oldboy

Oldboy ha pubblicato un'immagine nell'album Collezioni e acquisti riguardante BioShock Infinite

Bellissima.
C'è voluto un po', ma alla fine è arrivata.

Oldboy

Oldboy ha scritto una recensione su BioShock Infinite

Cover BioShock Infinite per PC

"Portaci la ragazza e annulla il tuo debito"

Personalmente, quando avevo finalmente tra le mani la possibilità di giocare a questo titolo ero davvero entusiasta, ma confesso che dentro di me nutrivo anche una serie di dubbi. La prima cosa che mi chiesi fu innanzitutto legata al numero del capitolo: "Un altro seguito?", "Non è che si snatura tutto il lavoro fatto in precedenza?", "E' per soldi o per amore?". Roba così, insomma. Ma soprattutto mi chiesi se ciò che avevo davanti poteva davvero definirsi qualcosa degno di portare il nome "Bioshock" nel titolo. Si, perchè una delle cose che balza subito all'occhio è che questo Infinite ha lasciato per strada molti elementi che avevano creato la fortuna dei primi due Bioshock. Parlo di Rapture naturalmente, città di un'ambientazione così caratteristica da elevarla al ruolo di vera e propria protagonista di Bioshock e Bioshock 2, ma mi riferisco anche a tutti quelli elementi di contorno che in un modo o nell'altro sono diventati simboli della saga, come i Big Daddy e le Sorelline.
Ken Levine e i ragazzi della Irrational Games sono riusciti nel difficile compito di rinnovarsi senza andare incontro a snaturamenti di sorta, senza scivolare e senza apparire banali di fronte ai loro sostenitori. La serie di Bioshock, con questo Infinite, cambia pelle e regala al giocatore nuovi personaggi, nuove storie da divorare e soprattutto ha il coraggio di proporre una nuova (e riuscita) ambientazione: Columbia, una città nel cielo come quella narrata da Swift nei surreali viaggi di Gulliver. Una città che è, artisticamente, uno splendore per gli occhi.
Parlando della storia di Infinite: potrei stare qui ad elencarvi tutti i nuovi elementi che hanno "sostituito" i vecchi. Potrei parlarvi ad esempio della stessa Columbia che ha rimpiazzato Rapture, dei plasmidi qui ereditati dai curiosi vigor. Potrei parlarvi dei Patrioti, dei Vox Populi, di Fink, di Cumstock, dei Lutece. Potrei parlarvi anche di Booker DeWitt e di Elizabeth, i due protagonisti su cui ruota tutta la storia del gioco. Ma scendere nei dettagli di una trama che merita onestamente di essere assaporata appieno dal giocatore è un'azione indegna e inutile allo stesso tempo. Sappiate perciò solo questo: la narrativa è curata, incalzante, stuzzica la curiosità del giocatore. Motivo per cui la trovo assolutamente meritevole e la considero a mani basse tra i pregi migliori dell'intero prodotto. "Portaci la ragazza e annulla il tuo debito" è solo il più apparente dei pretesti per suggerire un gioco dallo svolgimento lineare e semplice. Un pensiero assolutamente errato. La verità è che Levine ha visibilmente buttato anima e corpo in quest'opera, e il risultato finale è che il giocatore avrà a che fare con una massiccia pluralità di temi: una visione di società, di distopia, di politica, di religione raccolte in un universo dal carattere steampunk che non fa storcere il naso agli amanti della fantascienza, tra strizzate d'occhio, ad esempio, a concetti come la teoria del multiverso. In Infinite la matassa è ingarbugliata, il giocatore deve disfarla. Non deve limitarsi semplicemente alla filosofia spicciola degli FPS (ovvero sparare a tutto ciò che si muove, per quanto possa essere piacevole).
E' forse vero che il gameplay non fornirà sfide insormontabili rispetto ai suoi predecessori, ma in compenso Infinite mantiene vivo ancora una volta uno dei punti cardine della serie: l'esplorazione. Il giocatore non è che può, DEVE esplorare Columbia nella sua interezza. Deve saper ascoltare i dialoghi più superficiali, o le registrazioni audiovisive più futili. Deve aprirsi, in sintesi, all'universo di gioco. La pena per una simile mancanza si manifesterebbe altrimenti nell'esito più crudele: non godersi appieno il raggiungimento di un finale oltremodo toccante, uno di quelli in grado di lasciarti a guardare il vuoto per ore e forse anche di portarti qualche notte insonne. Semplicemente, come tutto il gioco con i suoi pregi e i suoi difetti, una di quelle cose che ti rimarranno nella mente, ma soprattutto nel cuore una volta che avrai spento tutto. Grazie per aver condiviso la vostra fantasia, ragazzi di Irrational Games.

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