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Ciuba

ha scritto una recensione su Call of Duty: WWII

Cover Call of Duty: WWII per PC

Oh ma sai che pensavo peggio per la campagna?
È un CoD molto derivativo che prende spunto qua e là su tutto, ma il risultato nel complesso è soddisfacente.

La narrativa per quanto sappia di già visto riesce a farti sentire parte di una squadra e a farti interessare ai personaggi, mentre le missioni pur non portando nulla di nuovo hanno i loro momenti.
Ho apprezzato in particolare come alcuni aspetti della crudeltà del secondo conflitto mondiale siano stati rappresentati, ma soprattutto la missione d’infiltrazione e riconquista di Parigi mi ha ricordato un sacco i primi Medal of Honor.

Peccato solo per alcune scene fin troppo over the top che cozzano con altrettante un pelino più credibili ed immersive, così come ho trovato fuori luogo le abilità dei compagni.
Avere un tizio che ti presta munizioni universali, ti marca i nemici o permette un lancio di mortaio in posti in cui palesemente non dovrebbe essercene uno rompono un po' la “magia”.
La vita non autorigenerante invece poteva essere un carino rimando al primo capitolo, ma fintantoché risulta impossibile rimanere a secco di medikit la solfa non cambia molto rispetto agli altri capitoli.

L’unica cosa che mi ha genuinamente dato fastidio del titolo è il sound design, per qualche oscura ragione davvero deboluccio e con i suoni delle armi tutti sbagliati.

Ciuba

ha scritto una recensione su Marvel's Spider-Man Remastered

Cover Marvel's Spider-Man Remastered per PC

~ Cuore e Mente ~

Dimmi un po’: sai cosa si prova quando senti di amare qualcosa dal cuore ma non dalla mente? Quella sensazione che imperversa quando ti rendi conto dell'irrazionalità che vorrebbe prendere il sopravvento ma tu non intendi permetterglielo?
Te lo chiedo perché insomma, così è come riassumerei ciò che provo di Marvel’s Spider-Man.

Un titolo che è riuscito a colmare il dolorosissimo digiuno quasi decennale (per me anche di più visto che ho dovuto aspettare l’uscita su PC) dovuto alla mancanza di un gioco decente sull’Hominide Ragnus post 2010, anno di quella piccola perla qual è stata Shattered Dimensions. Un titolo che ha avuto l’occasione di consacrarsi una volta per tutte come la “Spidey Magnum Opus”, o per meglio dire il Batman Arkham per Spider-Man… intento in cui però (secondo me) in ultima istanza fallisce.
Ugh, tipica fortuna dei Parker.

Quel che intendo dire con questo preambolo è che l’opera targata Insomniac è a tutti gli effetti un titolo esplosivo, ricco di contenuti, curato nei dettagli e che trasuda vera passione per il personaggio. Ed è innegabile come ciò sia stato reso possibile soprattutto grazie allo strapotere del "Blockbusterone Sony".
Solo che, così come questa fortuna ne rappresenta il suo più grande punto di forza, a suo malgrado ahimè ne è anche il suo principale punto di debolezza.

È per colpa di questo, infatti, se il gioco sotto certi aspetti risulta così derivativo e a tratti pigro, così come nel comparto narrativo ogni tanto si arrende ad alcuni odiosi inciampi.
Per cui ohibò, non ci resta che entrare più nel dettaglio, che ne dici? (Sì ho fatto una retrospettiva mastodontica, se ti sei già rotto puoi fermarti qui. Giuro che non me la prendo).

~ Comparto Narrativo ~ (Occhio, potenziali Spoiler)

Marvel’s Spider-Man è ambientato in un universo originale, in cui Peter è diventato il Fenomenale Man-Spider da ormai otto anni. E ti dirò, ho particolarmente apprezzato l’idea alla base. Così facendo si è potuto infatti lasciar spazio ad aspetti in genere poco esplorati all’infuori dei fumetti.
Non è perciò un caso se il titolo si apre con quell’esplosiva sequenza della caduta dell’impero di Fisk. Così come non è un caso se la relazione tra Peter e MJ è stata imbastita come quella di una ex coppia intenta a riavvicinarsi.
Ma anche sul fronte dei villain abbiamo Mr. Negativo, cattivone che prima dell’uscita di questo gioco era praticamente sconosciuto.

Ecco, l’unica cosa che mi ha fatto strano è stato veder affidare il ruolo di antagonista principale a Doc Ock, di cui vedremo ascesa e declino nel frattempo che ce la vedremo contro Martin Li.
Il che per carità, lungi da me dire che il Doc non sia stato orchestrato magistralmente tramite una meravigliosa origin story che centra a pieno i temi fondanti del personaggio; però boh, non mi aspettavo di vedere uno Spider-Man esperto che non ha mai affrontato Doc Ock prima.
Ma vabbè, alla fine ‘sti gran cazzi. Dispiace solo che, proprio per via di ciò, Mr. Negativo verso la fine perde di mordente, e il suo arco si chiude in una maniera un po’ anticlimatica.

Tralasciando questo, godopoli assoluto per la caratterizzazione di Peter, trattato davvero coi guanti.
Lui che viene sfrattato di casa e si mette a tracciare i camion dell’immondizia in cerca della sua roba buttata sarà sempre per me peak Spider-Man. Ma perché tutti quei momenti impacciati con MJ, in particolare la scena in cui chattano al telefono? O ancora, tutte quelle volte in cui viene messo in risalto il suo lato da scienziato?

Pagherei oro per vedere più spesso una versione come questa del personaggio, al contrario di qualsiasi obbrobrio stiano facendo negli ultimi anni col fumetto principale. E la stessa cosa vale per MJ: datemi diecimila volte questo al posto dello schifo che stanno facendo da One More Day.
Per il resto, cazzo se certi momenti sono riusciti a trafire dritto per dritto il mio cuoricino da appassionato. La sequenza finale nello specifico è impossibile da dimenticare, con quella boss fight e quelle scene a dir poco struggenti.

È quindi davvero un peccato quando poi nella storia saltano fuori le forzature, ad esempio quando Spidey scopre del Respiro del Diavolo tramite un Powerpoint piazzato in bella vista nell’ufficio di Norman Osborn. Oppure quando si diffonde il suddetto virus e alla storia interessa soltanto farci vedere che si ammala una certa persona, liquidando tutto il resto delle conseguenze di un tale disastro come roba che non valeva la pena approfondire più di tanto.
Da citare inoltre le missioni piazzate a metà avventura giusto per allungare l’arco narrativo di Mr. Negativo, così come la presenza di Electro, Avvoltoio, Rhino e Scorpion tirati dentro alla buona solo per fare numero.

Male purtroppo anche per Miles Morales, che anche se qui non riveste ancora l’importanza che avrà in futuro, lo stesso non lo giustifica dal mancare totalmente di personalità.
Dai, come faccio ad affezionarmi al porca puttana di futuro Spider-Man se per tutta la storia mi sembra d’interagire con la versione “corporate” di un ragazzino afroamericano?

A proposito di “corporate”: la stracazzo di scrittura dei dialoghi. No perché i personaggi mi son parsi davvero come se chiacchierassero in ufficio con il loro minchia di capo davanti.
I dialoghi a tratti mi son sembrati proprio finti, il più delle volte semplicemente banali. In breve, i classici scambi di battute da serie tv americana dell’ora di pranzo, o da film action hollywoodiano per un pubblico casual.
Non c’è quasi mai naturalezza, si evitano come la peste i non detti e i momenti impliciti; tutto dev’essere quanto più didascalico possibile per evitare qualsivoglia ambiguità, o difficoltà nella fruizione per i meno attenti.
Quantomeno i “veri” momenti, come il finale o le discussioni con MJ sono scritti con più attenzione, ma per il resto tanti altri mi sono parsi così sciupati, così appiattiti.
Ci sono rimasto di merda.

~ Gameplay ~

Oooh, è così che si fa un combat system Arkham-like, non come quella ciofeca dei giochi sui The Amazing Spider-Man.
Ovviamente era impossibile immaginare che Insomniac non avesse preso ispirazione dagli Arkham, ma è anche vero che si sono impegnati molto per mutare quella base in un qualcosa cucito a puntino per il nostro Spidy Spidey.

I combattimenti sono veloci, scattanti, adrenalinici e con pure un pizzico di strategia. C’è moltissima enfasi sulla schivata e nello sfruttamento dell’ambiente a discapito del contrattacco, così come s’insiste molto sulle combo aeree e l’utilizzo dei gadget: tra quelli più riusciti come le bombe ragnatela, le ragnatele a impatto e l’onda esplosiva (o come cribbio si chiama), e altri purtroppo molto più dimenticabili.
In sostanza, seppur non parliamo di chissà quale capolavoro di combat system, l’impalcatura regge e diverte dall’inizio alla fine. Quel che deve fare se lo porta a casa, senza grossi intoppi.

Peccato solo per la limitata varietà dei nemici e le boss fight che, per quanto ben coreografate, a livello ludico non si traducono in un granché.
Da criticare inoltre la difficoltà, perché se ad Ultimate i nemici sapranno pur pestare come fabbri, le abilità che si acquisiscono livellando frantumano troppo facilmente il livello di sfida.
La barra della concentrazione in particolare è un tasto dolente, con tutte le sue abilità completamente rotte.

Ma vogliamo parlare anche di come hanno buttato alle ortiche lo stealth?
L’iconcina che ti avvisa se il KO è sicuro o meno è la riprova del fatto che il sistema è stato pensato alla bell’e meglio, l’IA poi è totalmente incapace di guardare in alto, e per giunta non si possono fare eliminazioni da parete o dal soffitto, ma piuttosto solo dalle spalle o da sopra una trave (è per questo se le arene stealth ne sono cosparse ai limiti del meme).

E santa pazienza, c’era davvero tutto ‘sto bisogno d’inserire quelle maledette sezioni con MJ e Miles? Forse per spezzare il gameplay e dare un ruolo più attivo ai comprimari? Probabile, ma tanto non funzionano per un cazzo di niente.
Per giustificarne la presenza avvengono sempre delle orribili forzature di trama – tipo con MJ che non c'è verso si faccia i mazzi suoi – ma proprio le parti in sé rappresentano l’apoteosi dello stealth iper-guidato e linearissimo.
Gli sviluppatori c’avranno pur provato a nasconderlo, ma non ci vuole molto a rivelarle per quel che sono: ovvero delle banalissime sequenze totalmente superflue.

Che poi cioè, gli Arkham anni prima avevano già creato varietà inserendo qua e là enigmi ambientali da risolvere con l’utilizzo dei gadget.
Lezione a cui come ben vedo Insomniac è stata super attenta, visto che oltre alle sezioni stealth di merda il massimo a cui è riuscita a pensare sono dei minigames stupidissimi, come quello del circuitino da instradare, oppure dei puzzle di pura formalità come i quadri elettrici da sparare, o i cavi da seguire con lo scanner.

~ Web Swing & Open World ~

Che dire? Che dire oltre a: “Mi sono sburado addosso.”?
La musichetta epica che parte a manetta quando prendi il volo, le animazioni curate al porco dinci di millimetro, la responsività dei controlli, il sound design della città giù in strada, i cittadini che finalmente reagiscono alla tua presenza e che si possono perfino salutare, il podcast di JJ che commenta (a modo suo) tutto ciò che avviene a New York; insomma qui ci vuole una sola frase: che cazzo di figata.

Oook, tutto stupendo… ora però sorge giusto un problemino-ino: il web swinging è pesantemente assistito e non si può modificare – Dio ca-
All’inizio non ci si fa caso, ma andando avanti resta impossibile non notarlo, soprattutto se come me sei un fan dei vecchi giochi d’inizio 2000 sull’Ominide Ragnolo.

L’accelerazione infatti viaggia su dei valori palesemente prestabiliti, così come il pendolo dell’oscillazione (si dice così? Boh stica) risulta fin troppo guidato.
Per dire, prova ad oscillare a bassissima quota e vedrai come il gioco inserisce una sorta di parete invisibile a livello della strada per non farti mai schiantare a terra.
E la questione non finisce qui, poiché non ci sarà verso di rimanere attaccati quanto si vuole su una ragnatela, a una certa la mollerai per forza in automatico. Per non parlare della velocità massima fin troppo limitata, probabilmente sintomo dei limiti di PS4.

Perciò sì, il web swinging di Marvel’s Spider-Man sarà pure l’iterazione più spettacolare di sempre, ma al tempo stesso l’ambiente controllato imbastito per accomodare tale bellezza limita in maniera subdola la libertà e la maestria del giocatore, elemento che titoli come Spider-Man 2, Ultimate o Web of Shadows al contrario offrivano (ma con meno spettacolarizzazione).

Per quanto concerne invece le attività secondarie? Dai almeno lì avranno fatto sfavi – No, delusione totale. Quantomeno non si tratta di merda pura ma c’è poco da fare, una roba più alla Ubisoft non poteva uscirgli.
Riattiva le torri di ogni quartiere, fai diecimila foto ai palazzi, riapri le stazioni di ricerca con dei minigames demmerda a tema Spider-Man ambientalista, prendi per il collo i piccioni, fai delle sfide mediocri per Taskmaster, ripulisci i covi delle gang più o meno tutti uguali, e così via.

A dirla tutta esisterebbero anche delle vere missioni secondarie ma sincero, sono tipo una dozzina e solo in parte effettivamente interessanti.
Non so, è che avevano l’occasione perfetta per inserire delle attività alla “Amichevole Spidey di Quartiere”, ma invece ti ritrovi pressoché tutte missioni con un NPC generico a caso che ti avvisa di una qualche marachella criminale leggermente più sofisticata del solito e tu la vai a fermare, fine.
Di tutte le attività credo di aver apprezzato sul serio solo gli zaini perché, pur rimanendo dei semplici token collezionabili, almeno riservano un pochino di sostanza a livello di lore.

In tutto questo non ho ancora citato i crimini random, che onestamente non sono male, soprattutto se confrontati ai titoli passati di Spidey, però ecco… dover sventare cinque crimini per ogni categoria di sgherri in ogni quartiere se si punta al 100% beh, lo reputerei un atto criminale a sé stante.
Ma poi, sebbene abbia apprezzato il fatto che ogni tipologia di crimine abbia la sua variante in base alla gang coinvolta, trovo paradossale che il gioco sia totalmente privo di interventi in cui salvare delle persone da situazioni di pericolo e da portare di corsa in ospedale.
Sul serio, il massimo che ti può capitare è dover tirare fuori della gente dalle lamiere di un incidente, col tutto che però si risolve in un anticlimatico QTE.
Che occasione sprecata.

~ Conclusioni ~

Come già detto in apertura, adoro Marvel’s Spider-Man nonostante i suoi difetti.
Da fan sfegatato del Simpatico Pietro Aracnide del Rione non posso che gioire nell’avere tra le mani un gioco degno del nome che porta. Insomniac Games ha infuso vera e propria passione nel progetto e si vede, ciò è lampante fin dal primo secondo in-game, e in fin dei conti è questo che ha saputo ripagare a pieno.

In egual misura, tuttavia, è innegabile che ci siano delle lacune sia ludiche che narrative a cui bisogna far fronte, dettate forse da pigrizia o da priorità diverse, questo non lo so.
Fatto sta che, per quanto mi dispiaccia dirlo, siamo ancora lontani dalla qualità generale dei Batman Arkham.

Quel che però vorrei dirti, cara Insomniac, è che il potenziale per poter raggiungere quelle vette l’hai dimostrato. Cavolo se l’hai fatto.
A ‘sto giro magari c’avrai messo più cuore che mente, ma la fiducia che hai guadagnato te la sei meritata.

Dai che con Marvel’s Spider-Man 2 hai la strada spianata, non accadrà mica che farai lo stesso errore ma al contrario.
No dai, è impossibile…

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