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Studio medicina, ma non ho mai abbandonato il mio interesse per i videogames. - Quasi medico, gamer da una vita.

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Voodoo Lady

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Poison
Runnin' deep inside my veins
Burnin' deep inside my brain

Alice Cooper - Poison (Official Video)

Alice Cooper's official music video for 'Poison'. Click to listen to Alice Cooper on Spotify: http://smarturl.it/ACooperSpot?IQid=ACooperP As featured on Classicks. Click to buy th..

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Su PC è già disponibile

No Man's Sky - Next Generation Update Trailer | PS5

Announcing...No Man's Sky Next Generation. A PlayStation 5 upgrade, free for existing PS4 owners.

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Un film come Shining, un regista come Kubrick ed uno sceneggiatore come King non potevano che dar vita ad una valanga di piccole curiosità:

-Come ho già riportato in un altra cinecuriosità, la scena iniziale con l'auto tra i monti di Shining è stata inserita fedelmente nelle sue parti tagliate nella parte finale di Blade Runner.

-La frase riportata in italiano come "il mattino ha l'oro in bocca" è tutt'altro nell'originale inglese, Kubrick scelse però tale frase per la lingua italiana come fece per ogni altra lingua nella quale sarebbe stato trasposto il film, il regista era così pignolo da girare la scena in cui Wendy sfoglia le pagine sulle quali la frase si trovava tante volte quante le lingue in cui andava scritta. Ecco perché nella versione originale italiana la frase non è tradotta in sottotitolo, ma addirittura scritta sul reale dattiloscritto di Jack Torrance. La frase orginale? "All work and no play makes Jack a dull boy" cioè letteralmente "Tutto lavoro e nessun divertimento rendono Jack un ragazzo annoiato", un vecchio proverbio inglese che ora potete vedere fedelmente riportato nelle versioni ormai in circolo di Shining, in quanto quelle con la scritta in italiano non sono più pubblicate.

-Una casa editrice ha pubblicato davvero il libro di Jack Torrance, 128 pagine di "all work and no play makes Jack a dull boy". Indovinate come si intitola? asd
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-L'Overlook Hotel esiste, è il Timberline Lodge sito in Oregon. Nel romanzo la stanza del massacro era la 217 ed effettivamente il Timberline possedeva una stanza 217, ma il direttore chiese se fosse possibile cambiare numero di stanza per impedire che in futuro i turisti la evitassero. Venne scelto nel film il numero 237 per questo motivo, non esisteva tale numero di stanza nel Timberline.

-Il film avrebbe dovuto avere un finale differente, dopo la morte di Jack per congelamento ci sarebbero dovute essere altre scene di Danny e Wendy ai quali viene comunicato che, seppur siano stati mandati degli agenti a controllare, all'Overlook non è stato trovato nulla di strano e tutto era in perfetto ordine. Il film doveva concludere con una scritta bianca su sfondo nero "l'Overlook Hotel è sopravvissuto a questa come a tante altre tragedie. E' sempre aperto dal 20 maggio al 20 settembre. Chiuso d'inverno". Naturalmente il libro di King terminava in maniera ancora differente: l'Overlook finiva in un rogo.

-Per rendere meglio l'instabilità ed il nervosismo di Jack Torrance, Nicholson mangiò per due settimane solo panini al formaggio. Lui odiava profondamente i panini al formaggio.

-E' risaputo che a Stephen King, autore del romanzo, il film non sia mai piaciuto.

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Sale piene di urla divertite, camere lussuose sature di personale intento al suo lavoro, un viavai di auto nell'ampio parcheggio anteriore. Poi all'improvviso il silenzio.
La paura del silenzio ce la racconta Shining, capolavoro senza bisogno di presentazioni diretto dall'altrettanto preclaro Stanley Kubrick.

La trama, più in breve possibile, ruota attorno all'Overlook Hotel ed al suo nuovo custode: Jack Torrance (Jack Nicholson). Jack è uno scrittore con una discreta crisi creativa e con una famiglia alle spalle: Winnifred "Wendy" (Shelley Duvall) è sua moglie, ed il figlioletto invece è Daniel detto "Danny".
Lo scrittore accetta allora il lavoro all'Overlook Hotel per manutenerlo tra novembre e maggio, mesi in cui l'Hotel chiude per l'inverno, in questo modo potrà racimolare del denaro ed al contempo trovare pace per tentare la stesura di un nuovo romanzo.
Danny è un bambino molto particolare, lo vediamo già ben prima che la famiglia giunga all'Overlook, ha strani comportamenti legati al suo amico immaginario Tony "che vive nella sua bocca" ed in più soffre spesso di visioni ed incubi molto inquietanti; l'arrivo all'Overlook non farà altro che amplificare questo suo assurdo tratto, soprattutto dopo aver parlato con il capocuoco dell'hotel, il quale sembra a sua volta avere percezioni simili. Questo intangibile ed onirico potere viene descritto dal capocuoco come "la Luccicanza", "the Sining" appunto... Ma è un termine suo e suo soltanto, passato al bambino per tentare di fargli comprendere meglio cosa gli sta accadendo da qualche anno a quella parte.
Dal momento in cui la famigliola si ritrova nella sperduta e fredda solitudine dell'Overlook ormai completamente vuoto, ecco iniziare un climax di eventi inquietanti e strani, manifestazioni sovrannaturali potremmo dire che colpiscono particolarmente Jack fino a portarlo alla pazzia più totale. La furia di Jack diviene tale che l'unico suo strisciante obiettivo diventa l'annientamento della sua famiglia e di sè stesso, in un annichilimento che sfoggia in tutta la sua malvagità la natura di quel luogo divenuto disumano. Nel disperato tentativo di fuggire dal padre di famiglia ormai pura proiezione della malvagità dell'hotel, Wendy e Danny seguiranno vie differenti; la prima estremamente confusa ed in preda al terrore puro, il secondo guidato dalla sua "Luccicanza" che lo porterà a far percepire il suo stato di pericolo al cuoco anche a distanza di miglia. Quest'ultimo tenterà un ritorno all'hotel per salvare la situazione, ma tutto ciò che potrà ricavarne sarà un colpo di accetta in pieno petto.
In una rocambolesca fuga inseguiti ormai da un Jack stravolto dalla pazzia, madre e figlio riescono ad abbandonare l'Overlook con il gatto delle nevi portato dal povero capocuoco, lasciando Jack al suo destino, quello di morire congelato nel labirinto in giardino; "se ci entrate ricordate di avere almeno un'ora a disposizione per uscirne", diceva il direttore dell'hotel in proposito. Ma il freddo un'ora non la concede, nemmeno al Male.

Premetto: un commento a Shining rientra tra i "non li volevo fare" per quanto mi riguarda, ma ho voluto fare un'eccezione, quindi ci sarebbe così tanto da dire che risultare incompleti diventa quasi un'ovvietà, per questo motivo mi concentrerò solo su ciò che al momento mi ha colpito senza approfondire altro.

Vorrei soffermarmi sui quattro protagonisti del film, sì quattro!

Wendy, moglie semplice e sottomessa, possiamo considerarla la vera "persona comune" dell'opera. Una donna inconsapevole che vede avvenire incredibili eventi, rimasti per lei spesso incompresi, e proprio come l'uomo comune di fronte alla più incomprensibile delle eventualità se ne spaventa atterrita vagando confusa nell'hotel; ancor più ciò accade confrontandosi con il figlioletto Danny ed il marito Jack, rapiti ormai dal loro coinvolgimento nelle percezioni di quell'insano luogo. Wendy non comprende, inizia forse ad intuire soltanto sul finale quando per la prima volta anche lei riesce a vedere un evento sovrannaturale, mentre tutto ciò che aveva potuto appurare in precedenza era indiretto e veicolato dai suoi "cari". E' stata sull'orlo di una vera pazzia anche lei, questo è evidente, ma le è mancata per sua fortuna la stessa ricettività del marito.

Jack, "Jack Daniel's" potemmo spiritosamente soprannominarlo, anche se a lui piace il bourbon. Il suo passato da alcolista traspare e viene raccontato, anche il suo passato da padre manesco.
Un uomo che vive da tempo con la sua oscurità interiore seppure abbia tentato di reprimerla. Egli è l'agente ricettivo che l'hotel sceglie per veicolare la sua fame di malvagità e terrore, lui gli si abbandona, non sappiamo neanche se effettivamente abbia lottato interiormente. Con ogni probabilità la porta che ha lasciato socchiusa nel suo Essere lo ha lentamente e subdolamente fatto sprofondare nella pazzia più completa. Jack è dunque una "cattiva persona"?
Riduttivo considerarlo come tale, è una persona innanzitutto che in passato ha lottato contro l'oscurità che ogni persona può portarsi dentro, ma non ha saputo fare altrettanto con quella che l'Overlook gli ha offerto. Non una cattiva persona, invero una persona debole.

Danny, il "bambino prodigio", che scopre di non essere solo grazie alle rivelazioni del capocuoco. Danny è inquietante, come inquietanti sono le rivelazioni quando quando si ha a che vedere con piani percettivi totalmente differenti dal nostro.
La Luccicanza proposta da Kubrick è qui espressa come la massima intuizione e non come un "potere magico" inserito per far atmosfera in un film horror, questa intuizione è straziante, misteriosa, ammaliante e paurosa allo stesso tempo. Tony, così chiama il suo amico immaginario Danny, non sembra essere nè buono nè cattivo, conservando in alcune scene uno o l'altro tratto; ciò rende tutto ancora più inquietante se immaginiamo questo ente come terzo rispetto al già particolarmente angosciante manifestarsi della volontà dell'hotel.

Infine l'Overlook Hotel, avete visto quante volte l'ho nominato? Era inevitabile.
L'hotel è a tutti gli effetti il quarto protagonista, come dice a Danny il capocuoco "a volte ci sono luoghi che sono come le persone", questo posto vive di vita propria ed avvelena la mente, è indipendente da qualsivoglia controllo e sembra sopito quando in effetti è aperto come normale albergo di montagna. L'Overlook anela qualcosa, sembra richiedere un prezzo di sangue e terrore, vuole cibarsene avidamente aspirando dentro le sue ali qualsiasi vittima che abbia sofferto abbastanza.
Ecco allora le iconiche gemelle, trucidate dal padre e precedente custode, la donna anziana nella vasca, il barista che risponde un "ordini dall'alto" quando Jack partito per la tangente chiedeva chi gli offrisse tutto quel bourbon... Ma non capiremo mai del tutto quale entità effettivamente ha dato il suo "ordine dall'alto" per sfamare l'ego di Jack nuovamente con dell'alcool.
Con ogni probabilità l'Overlook Hotel è il personaggio più inquietante e titanico che possiamo trovare in questo film.

Recitazione ai massimi livelli; senza dubbio fu la vera scoperta del buon Jack Nicholson, "faccia di gomma" prima di un Jim Carrey qualsiasi, qui totalmente immerso nel personaggio, mi meraviglio quasi non sia impazzito sul serio interpretando il signor Torrance, condisce svariate scene già ben recitate con una fisicità inquietante e che oggi definiremo senza temere "creepy" estrapolando egregiamente l'anima del personaggio.

Soffermarsi in poche righe sulle tecniche di ripresa di Kubrick, la sua regia, il suo gusto estetico, risulterebbe anche qui riduttivo. Mi limiterò a dire che le inquadrature sono magistrali, divenute iconiche, quali ad esempio la scena della cascata di sangue dagli ascensori o ancora la pedalata di Danny con il suo triciclo lungo i corridoi dell'hotel, senza tralasciare la scena del ritorno di Jack nelle stanze al piano superiore con l'intento di uccidere moglie e figlio, rimasto indelebile nelle nostre menti con accetta e sorriso inquietante a corredo. Colonna sonora minimale, ma estremamente evocativa, come al solito voluta da Kubrick ed eseguita da un certo Herbert Von Karajan (che ve lo dico a fa'), un frammisto di musica e suoni in grado di fondersi esemplarmente con il girato: il battito del cuore presente in molte scene, le ruote del triciclo di Danny che fanno un rumore "a tratti" saltando dal duro pavimento ai morbidi tappeti, il suono tagliente della musica quanto tagliente diviene la pazzia man mano che si procede. Non ci si può aspettare altro da un mostro sacro come Kubrick.

La versione che possiedo è la "nuova" versione extended del film (143 min.), che contiene circa una ventina di minuti in più rispetto alla versione cinematografica (119 min.). La qualità del bluray è indiscussa, ma è anche vero che siamo di nuovo di fronte ad un'opera un po' tirata sul 1080p (un 16/9 senza bande nere ed a pieno schermo però!), probabilmente fruibile integralmente già in 720p, audio per il resto perfetto anche se solo stereo nella lingua italiana nella versione extended, mentre dolby in quella cinematografica, compresa in questa edizione con doppio bluray.

Film da vedere? Direi anche più volte. Ma non credo che là fuori ci sia qualcuno sprovvisto di questa straordinaria esperienza, amante dell'horror o meno.

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