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Cover Braid

Braid PS3

Sviluppato da Number None Inc e prodotto da Microsoft, Braid è un puzzle game uscito il 6 agosto 2008 per PlayStation 3.

"Braid è un titolo davvero unico nel suo genere: è l'ultimo (in termine cronologico) esponente di un genere che sembrava quanto mai ingiustamente accantonato, è un mix perfetto tra platform ed enigmi, è una gioia per gli occhi e un piacere per l'udito, è appassionante e coinvolgente, forse a tratti frustrante quando non si riesce a realizzare il giusto meccanismo per raggiungere l'agognato tassello, ma è anche un'esperienza unica che merita di essere vissuta a tutti i costi." da playerinside.it

8.9

Recensioni

5 utenti

Nappone il Saggio

ha scritto una recensione su Braid

Cover Braid per PC

Autorialità e videogioco

Ricordo un periodo in cui tra social e piazze l'unico tema di cui si discuteva era "i videogiochi sono arte?". Molte parole sono state spese, forse troppe, tra gente che sia mai giocava per mero intrattenimento, solo per crescita personale ed artistica! E gente invece che ridurrebbe le arti a due eliminando tutto ciò che non è pittura o letteratura.

Sebbene non abbia intenzione (almeno in questo luogo) di discutere sul videogioco come forma d'arte, la mia riflessione su Braid è strettissimamente collegata al binomio "arte/videogioco". Noto infatti spesso che dietro la parola arte si celi una sorta di aura mistica: "È arte!" quindi è intoccabile, incriticabile. Ebbene io credo che il discorso sull'arte non possa mai prescindere una definizione univoca di questo bizzarro concetto; prima di chiedersi se i videogiochi siano o meno arte, bisognerebbe chiedersi dunque cosa mai sia quest'arte di cui tutti parlano e con la quale vorrebbero giustificare duemila ore su Dota 2.

"Arte è il guizzo creativo di un autore che, influenzato dalla propria esperienza ed intuizione, crea per esprimere se stesso".
Questa definizione è mia che sono l'ultimo degli idioti. Sono aperto alle più feroci critiche di utenti sicuramente più preparati di me.

Centrale nella mia personale (quanto però, almeno in tentativo, oggettiva) definizione d'arte è la figura dell'autore. Un autore che sia esso cineasta, scrittore o, appunto, designer videoludico, con la propria opera deve esprimere se stesso. Si prenda come esempio Rosemary's Baby di Polanski. Nelle mani di qualunque regista meno preparato sarebbe stato una sciocchezza, Polanski grazie al suo vissuto invece inserisce le sue personali paranoie rendendo quel film un capolavoro.
Braid è esattamente la stessa cosa.
Un puzzle game del cazzo.
Sì, un puzzle game del cazzo creato che esprime l'intero mondo interiore di chi l'ha creato.

Un mondo di dipinti espressionisti, musiche rilassanti ed esplosioni. Con anelli ferma tempo e rompicapi assurdi; trama narrata con aforismi, anzi pensieri.

Contrariamente agli altri medium di massa (arte o meno che siano) gli autori dei videogiochi sono spesso dimenticati. Ricordo Kojima, ricordo Kamiya, di sicuro altri, ma ben pochi, troppi pochi. Se anche il videogioco fosse arte l'utenza non sarebbe pronta ad accettarne l'artisticità, ma contemporaneamente vuole che sia arte. Il videogioco insomma per accontentare capra e cavoli deve essere l'arte dei pigri, l'arte in cui l'autore viene dimenticato per far spazio alle voglie dei videogiocatori più pigri, quelli che non vogliono assistere al tortuosissimo cammino di un samurai su Sekiro, ma vogliono solo "godersi la storia", perché l'arte sta lì, non in ciò in cui l'autore vuole comunicarti con l'interezza dell'esperienza. Quindi easy mode, quindi le stelle in Braid sono semplicemente una puttanata, "voglio finire sto gioco e basta".

Non volete l'arte, volete solo che il vostro intrattenimento non sia mal giudicato. Volete l'approvazione dei vostri amici, volete che loro pensino a voi come dei grandissimi intellettuali o critici d'arte, quando in realtà no, non lo siete.
Siete solo un branco di idioti che si vergognano del loro intrattenimento.

Comprate e giocate Braid insomma, almeno quando direte a mamma che "i videogiochi sono arte" non mentirete.
Almeno non a lei.

9.1

Voto assegnato da Nappone il Saggio
Media utenti: 8.7 · Recensioni della critica: 9.2

Fablink182

ha scritto una recensione su Braid

Cover Braid per Xbox 360

Sottovalutazione

Braid è un Platform ispiratissimo, che riesce a dare al giocatore quella immersività che ad alcuni giochi manca, per cui ti tiene incollato allo schermo per quelle cinque ore di storia.
Il punto di forza di quest'opera è la non ripetitività, perché ogni livello è strutturato in modo diverso e con poteri diversi.
Quindi il Gameplay è eccelso come anche la colonna sonora, curata in ogni minimo dettaglio.
La storia è abbastanza semplice, noi controlliamo un ragazzo che deve trovare la sua principessa, ma ovviamente non è tutto così semplice, anzi, la storia prende pieghe inaspettate soprattutto verso il finale,
Finale in cui non c'è una spiegazione chiara ma come in molti altri esponenti di questo genere, la storia la devi interpretare.
Oltre alla storia abbiamo delle sfide a tempo, che io personalmente ho provato ma non mi hanno detto niente, quindi diciamo che dopo quelle cinque ore o poco più non c'è molto altro da fare.
C'è da dire, che questo gioco è stato molto sottovalutato, e non ha avuto il giusto successo.

9

Voto assegnato da Fablink182
Media utenti: 9.5 · Recensioni della critica: 9.2

Gilpow il Saggio

Ma che minchia state aspettando

Marziani con il pad

ha pubblicato un link

Mancano soltanto due giorni alla pubblicazione di The Witness, la nuova avventura-rompicapo di Jonathan Blow!
Non vediamo l'ora di provarlo con mano. E voi?
Le aspettative sono altissime se il creatore del gioco ti aveva dimostrato tutto il suo talento con quella piccola perla di Braid. Ricordate quanto era bello?
La nostra Manu si era prodigata in un incontro ravvicinato dettagliatissimo e appassionato.
Ve lo vogliamo riproporre!

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