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Sviluppato da PlatinumGames e prodotto da Square Enix, NieR: Automata è un gioco di ruolo uscito il 10 marzo 2017 per PlayStation 4 · Pegi 18+

NieR: Automata, l’attesissimo seguito del gioco di culto NIER, uscito nel 2010, narra la storia degli androidi 2B, 9S e A2 e della loro battaglia per la riconquista di un mondo distopico, ormai governato dalle macchine, ora invaso da potenti meccanoidi.

2B è il personaggio principale con cui si potrà giocare, un androide da battaglia polivalente progettato come membro della squadra di fanteria YoRHa ed equipaggiato con una spada per combattimenti ravvicinati e un sistema di supporto “Pod” per gli attacchi da lontano. 2B è relativamente seria e tranquilla, e raramente la si può vedere senza il visore standard dell’uniforme militare che le copre completamente gli occhi.

9.1

Recensioni

73 utenti

Recensioni

9.1

Media dei voti
73 recensioni degli utenti

let92

ha scritto una recensione su NieR: Automata

Cover NieR: Automata per PS4

"Il futuro non viene assegnato. Bisogna prenderselo"

Finalmente è tempo di lasciare una recensione anche per questo gioco. L'ho rigiocato completamente e ritengo di aver capito abbastanza la lore del gioco (quanto farei per per giocare anche ai Nier e Drakengard, mi guarderò qualche video su YouTube).
Il gioco ha un'ottima trama, comincia lenta per poi colpire di brutto, in alcuni momenti anche in modo assurdo (finali C-D-E). Alla fine tutti i tasselli si ricompongono e viene spiegato tutto (raccogliete tutti gli archivi).
La grafica non è il massimo, non fa schifo, poteva essere fatto decisamente di meglio, ma non è lo scopo principale del gioco.
I combattimenti sono molto frenetici, soprattutto contro i boss, ma molte volte si va a finire col premere gli stessi tasti per uccidere tutti e nemici e basta, senza pensare molto alle combo o a cambiare arma: ho preferito God of War, Devil May Cry e Bayonetta per questo motivo, quindi anche questo potevano migliorare.
Il gioco ha una colonna sonora epica, adorabile, azzeccata in ogni momento e situazione, che fa anche piangere in alcuni momenti. E sono contento che abbia vinto anche il premio per miglior colonna sonora degli ultimi anni, premio meritatissimo.
Nel complesso Nier Automata è un bel gioco che va giocato fino alla fine per poter dare un giudizio razionale, ha alcuni difetti e non è perfetto, ma se siete delle persone sensibili e che si attaccano facilmente ad alcuni personaggi, sono sicuro che lo amerete come ho fatto io :)
Il giudizio è abbastanza di parte, lo dico sinceramente e tanto ormai mi conoscete, merita sicuramente di meno, però diverse scene mi hanno commosso tantissimo soprattutto perchè mi sono attaccato molto ad alcuni personaggi, ma non posso farci niente, quando si tratta di sentimenti sono fatto così :)

Christi90

ha scritto una recensione su NieR: Automata

Cover NieR: Automata per PS4

NieR:Automata ha tutto ciò che un videogioco dovrebbe avere: un Art Direction sublime, una Colonna Sonora di elevata fattura, un Coinvolgimento Emotivo totale e una Sceneggiatura perfetta che chiude brillantemente la serie Drakengard/NieR. Le tematiche e i dialoghi trattati sono molto intimi e toccano la sensibilità del videogiocatore. Il Gameplay è fuori di testa e osa molto in un periodo in cui rinnovarsi non è facile. Sicuramente non è un miracolo da un punto di vista visivo, seppur reggendo discretamente il confronto con altri titoli current gen. Discutibile la scelta di rendere il mondo spoglio, seppur possa esser stata fatta proprio per accentuare la "fine" e rifarsi agli episodi precedenti. Difficilmente stanca e ha una longevità medio-lunga per il genere. Sempre varie le missioni secondarie, sarà una vera e propria sfida affrontare boss e ricercare tutti i collezionabili per comprendere la storia nella sua totalità. NieR:Automata è una piccola perla low-budget che si insidia in una ristrettissima nicchia videoludica, ma che vale la pena di essere sviscerata e approfondita nella sua piena bellezza.

Xardok

ha scritto una recensione su NieR: Automata

Cover NieR: Automata per PS4

Lu[N]ar te[A]rs were shed

-Proposta: stendere una recensione oggettiva e ragionata. Parlare di tale gioco senza alcun criterio logico, in un social come questo, sarebbe irrazionale e...

-Pod 91, ti ordino di lasciar perdere la logica ed il raziocinio. Quest'ordine rimarrà valido finché non avrai confermato il completamento della *+£#%§@ e l'assegnazione del voto.

Emozioni.
Istinto.
Cuore.
Cervello. Cervello... Cervello? Giusto un po'.

"Giocati Nier, cazzo, cosa stai aspettando?"
"Vuoi giocarti Nier?"
"Oh, non ti posso dire che cazzo di gioco è Nier. Sei un coglione a non essertelo ancora giocato."
"E' uscito Automata e ancora neanche ti sei giocato il primo Nier, complimenti."

https://www.youtube.com/watch?v=uxgJ_8Ag …

"Once there were trees full of birds, ------------Nier
Meadowlands vibrant with flowers; --------------------------Weiss
Carefree the songs our children once sang --------Kainé
Gilding our minutes and hours. -----------------------------------Emil
Clouds came and covered the sun, --------------Yonah
The breath of the baleful unease ---------------Devola e Popola
Turning to ashes flowers in their fields, ------Shades
Silenced the birds in their trees."------------------------Lunar Tears

Cos'è Nier?

...
...
...
...

Semplice videogioco?

Libertà d'espressione. Autorialità. Personalità.
Puro genio. Pura follia.
Trasporto emotivo. Catarsi esistenziale.

Qualcosa di veramente speciale, raro, unico.
Qualcosa di mai visto prima.
Qualcosa di mai provato prima.

Un imponente trattato videoludico sulla vita, sull'esistenza e tutto ciò che concerne, che prova ad indagare diversi rami dello scibile e l'ampio spettro delle emozioni umane, che porta inevitabilmente il fruitore a porsi delle domande. A mettere in dubbio e in discussione cose che, a causa della generale frenesia della vita di tutti i giorni, ormai diamo quasi per scontate. Non ci prendiamo mai un attimo per noi stessi, per riflettere, ormai è tutto AUTOMATico. Ah.

Siamo uomini? Siamo androidi? Siamo macchine?
Siamo carne? Siamo anima? Siamo coscienza? Siamo dati? Siamo idee?

Siamo svegli o è tutto un sogno?
Morire... Dormire?

"Are we the plaything of fiends, or merely the dreams
That we're telling ourselves, telling ourselves? "

Perché nasciamo?
Perché viviamo?
Viviamo per noi stessi o per gli altri?
Qual è il nostro scopo su questa terra?
Perché siamo destinati a morire?
Cosa succederà quando moriremo?
Che senso ha vivere una vita piena di dolori e sofferenze, sapendo che un giorno finirà tutto?
Che senso ha vivere una vita senza uno scopo, senza un qualcosa per cui lottare, per cui combattere?
Che senso avrà avuto la vita che abbiamo vissuto se, una volta morti, non avremo lasciato un segno, se non avremo fatto qualcosa di buono?

-Domande, domande, domande, e ancora domande. Ma stai zitto, pensa a giocare e fatti meno seghe mentali, sfigato.

-NO.

Non questa volta.
E ne avrei tantissime altre.

"Everything that lives is designed to end. We are perpetually trapped in a never-ending spiral of life and death. Is this a curse? Or some kind of punishment? I often think about the God that blessed us with this cryptic puzzle, and wonder if we’ll ever have the chance to kill him."

Un peso, un fardello, un perpetuo supplizio -come quello di Sìsifo- che i nostri tragici eroi sono costantemente costretti a sopportare, da migliaia e migliaia di anni. E il ciclo si ripete. Ancora, e ancora, e ancora.

Ma non è forse anche il nostro, di supplizio? Non è forse della nostra stessa storia che Yoko Taro ci sta parlando? Androidi, macchine, esseri umani. Qual è la differenza tra un mucchio di dati e la coscienza? Cos'è che definisce realmente la vita e differenzia l'essere vivente da un essere non vivente?

"The core of humanity... is conflict. They fight. Steal. Kill. THIS is humanity in its purest form!"

Al diavolo il raziocinio, l'oggettività e lo spirito critico. Quando una certa opera -che sia film, videogioco, libro, fumetto, album musicale- tocca certe corde e ci colpisce nel profondo, è sempre difficile parlarne, trovare le parole giuste, esprimersi nella maniera più adatta e poi esserne soddisfatti. E io penso di aver espresso solo una minima parte di tutto ciò che Nier -non solo Automata, ma Nier nel suo complesso- rappresenta per me.

Un'opera non perfetta. Piena di difetti e sbavat...
Un'opera perfetta.

Quella grotta sotterranea con le lacrime lunari.

https://www.youtube.com/watch?v=HRg_6Oy4 …

Quella biblioteca.

https://www.youtube.com/watch?v=aAN14AtJ …

Sì, un'opera perfetta.

Un'opera monumentale, quasi imperscrutabile, che si è fatta lentamente strada nel mio animo, e probabilmente ne farà per sempre parte. Un'opera che verrà sicuramente ricordata per anni e anni per la sua originalità, per la sua capacità di divertire, stupire ed emozionare il giocatore, nel bene o nel male. Nessun compromesso, niente mezzi termini, solo pura e semplice espressione.

Non approcciatevi a questa opera in maniera troppo critica, "bacchettona" e controllata: lasciatevi stupire dal genio e dalla follia che c'è dietro a tutto questo, lasciatevi andare, lasciatevi trasportare da queso flusso di emozioni. Perché è proprio sulle emozioni, sui sentimenti e sugli stati d'animo che, secondo me, Yoko Taro vuole fare leva.

Amore e Odio. --------------------------------2B
Gioia e Disperazione. -------------------------------------9S
Felicità e Malinconia. --------------A2
Invidia e Ammirazione. -------------------------------------------Pascal
Paura e Coraggio.------------------------------- Emil
Determinazione e Rassegnazione.--------------------Commander
Follia e Lucidità. ----------------------------Adam e Eve
Apatia ed Emotività. -----------------------------Devola e Popola
Illusione e Disillusione. ----------------Pod 042 e Pod 153
Curiosità e Disinteresse. ---------------------------------------6O e 21O

Yoko Taro, brillante game designer e maestro di vita. Ti sento vicino come un amico.
Keiichi Okabe, puoi anche sederti sul trono di "mio composer preferito", proprio accanto a Yoko Shimomura.

Sono consapevole del fatto che in questa *+£#%§@ io abbia detto tutto e niente, che tutto ciò potrebbe non avere senso, e che molto probabilmente non avrà alcuna utilità per chi deciderà di leggerla. Neanche io sono pienamente soddisfatto di quello che ho scritto -che cazzo ho scritto?- e probabilmente non riuscirei mai ad esserlo. Non riuscirei a condensare il tutto in parole realmente esaurienti, perché c'è veramente TROPPO di cui parlare, TROPPO da dire, e rischierei di scrivere fino alla settimana prossima.

Ma in fondo, chissene. Meglio che tutto questo rimanga così: confuso, volatile, effimero, leggero, con una punta di dolceamara malinconia.
Perfetto.

Non mi ero mai reso conto... di quanto fosse bello il mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=DLAvHLQG …

"Te l'avevo detto."

Oldboy

ha scritto una recensione su NieR: Automata

Cover NieR: Automata per PS4

Do Androids Dream of Electric Sheep?

"Oldboy finì Nier: Automata dopo svariate settimane passate davanti allo schermo.
'Ma che cagata di gioco' pensò 'È totalmente senza senso. Non vale nemmeno la pena scriverci qualcosa, bah'.
Detto ciò, il ragazzo spense la console e rimise a posto il controller. Accompagnato da un profondo senso di frustrazione e di persistente svogliatezza, prese così la direzione della sua camera da letto e lì attese infine di crollare tra le braccia di Morfeo."

NIER: AUTOMATA
[Oldboy]'s disappointment

*Titoli di coda che scorrono in time-laps*
*Schermata iniziale*
*Selezione Nuova partita*

In un futuro lontano, gli esseri umani hanno abbandonato la Terra e si sono rifugiati sulla Luna per sfuggire ai feroci attacchi di una razza di invasori alieni. Nel tentativo di riprendere nuovamente le redini del pianeta, l'umanità si è affidata ad avanzatissimi androidi da combattimento, mentre gli alieni hanno fatto di numerosi esseri meccanici, denominati biomacchine, il loro personale esercito bellico. Il conflitto sarà osservato dal punto di vista di tre personaggi: gli androidi 2B, 9S e A2, con cui il giocatore esplorerà un mondo ormai totalmente caduto in rovina.
Una volta giunti ai titoli di coda (quelli diciamo "autentici", non chiedete dettagli per favore), ci si rende subito conto come NieR: Automata sia un titolo incapace di legarsi ad una sola ed esaustiva definizione. Non sarebbe sbagliato dire che stiamo parlando di un action-rpg dotato di grande longevità, o di un titolo dotato di una colonna sonora destinata a rimanere impressa nella testa. O magari non è sbagliato nemmeno parlare di un gioco con un gameplay corposo e stratificato. O, ancora, non è errato associare quest'opera all'espressione "storia complessa e piena di sfaccettature". Tutto questo definisce appieno NieR: Automata e, allo stesso tempo, non è comunque sufficiente a trasmettere la quintessenza di un titolo che quasi sfrontatamente esce dagli schemi classici a cui il giocatore è abituato e lo invita a seguirlo con sentita pazienza e dedizione, senza sottostare a compromessi di sorta. Pena la percezione netta di un'esperienza mozzata quanto inappagante. Questa è l'idea da cui partire per poter sopravvivere fino alla fine alle follie narrative e concettuali di Yoko Taro, coadiuvato per la grande occasione dalle mani sapienti di Platinum Games e dall'apporto non indifferente di un'azienda come Square Enix.
Da una parte abbiamo la storia di NieR: Automata: un racconto che, a livello concettuale, riprende temi di spessore già ampiamente dibattuti in altre opere ludiche e non, quali l'esistenzialismo filosofico e l'eterna questione sulla coscienza delle macchine. "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" era l'interrogativo che si poneva lo scrittore Philip K. Dick, ovvero il punto focale in cui terminava la simulazione, in cui programmazione e artificialità lasciavano il passo alla manifestazione dell'empatia, all'umanizzazione e al desiderio morboso di quest'ultima. Non sappiamo se gli androidi sognano per davvero pecore elettriche, ma probabilmente essi sognano di esistere e di sentirsi vivi proprio come i loro padroni. In NieR: Automata echeggia quindi prepotente la tematica della presa di coscienza, sia per gli androidi che per le biomacchine, le due razze già citate e intrappolate all'interno di un conflitto sanguinoso e crudele, secondo la distopica visione del futuro tratteggiato da Yoko Taro.
Già dalle prime ore di gioco e dagli iniziali sviluppi della storia, si evince in questo gioco una forte alternanza di dramma e di azione, elementi mescolati a loro volta con i toni bizzarri e grotteschi trasposti dal suo autore. Aspetti che trovano ulteriore consolidamento nel curioso stile narrativo adottato da Taro, in parte serio e impostato come qualsivoglia previsione da copione, in parte conscio perfettamente della sua natura di videogioco, e quindi consapevole di impiegare il proprio tempo a interfacciarsi continuamente con il giocatore.
Abbiamo poi un gameplay che fa di tutto per non apparire come l'anello debole della produzione. La grande varietà delle sezioni di gioco rendono NieR: Automata un titolo non solo degno di essere seguito nei suoi continui risvolti narrativi, ma soprattutto un titolo da assaporare impugnando il controller con sincero trasporto. Nel gioco, l'interazione col mondo circostante si manifesta con la libertà tipica di un open-world, restituendo numerose camminate e combattimenti in uno scenario di profonda decadenza.
Il giocatore, in sostanza, avrà a disposizione un gameplay capace di mutare e reinventarsi continuamente, tra lunghe porzioni da hack'n'slash, sezioni in 2D vicine al genere degli sparatutto a scorrimento o sequenze simili a quelle degli shoot'em up. I Platinum Games regalano, da questo punto di vista, un prodotto che si mantiene sempre fresco e variabile. Un prodotto che riesce a mantenersi armonico fino alla sua conclusione (nonostante alcune sezioni appaiano piuttosto riciclate) e che non vacilla affatto per quanto riguarda il dinamismo e il coinvolgimento trasmessi al giocatore.
Di una certa rilevanza è la componente GDR del titolo, che consente di personalizzare lo stile di combattimento come più aggrada al giocatore. Non solo si ha la possibilità di potenziare il personaggio in uso attraverso un elementare sistema di accumulo dell'esperienza, con relativa divisione in livelli, ma si potranno anche implementare le abilità passive di 2B e compagni attraverso l'installazione di alcuni componenti specifici (chip), ottenendo così effetti sempre diversi sul campo di battaglia. Si potrà anche godere dell'imbarazzo della scelta per quanto riguarda le armi bianche, armi caratteristiche degli androidi e presenti nel gioco in varie tipologie e quantità. Infine, sarà possibile anche potenziare il cosiddetto Pod (una sorta di supporto meccanico dotato di intelligenza artificiale e bocche da fuoco preinstallate).
Assolutamente da segnalare le splendide musiche di Keiichi Okabe. Una lunga sfilza di componimenti dotati di stili musicali sempre diversi e che si mettono in evidenza in maniera disarmante, donando maggiore personalità ai luoghi visitabili.
Va detto invece che, dal punto di vista grafico, abbiamo forse la componente dove NieR: Automata va a mostrare maggiormente il fianco. Il comparto estetico appare piuttosto arretrato e povero di dettagli, senza contare poi svariati (e fastidiosi) cali del framerate. Cali che a volte avvengono nei punti di maggiore concentrazione delle unità nemiche e quindi parzialmente giustificabili, ma che altre volte appaiono invece totalmente a caso. Se da un lato si parla comunque di piccolezze che non rovinano di certo l'intensa esperienza di gioco, dall'altro è un peccato constatare come un aspetto comunque abbastanza importante per un titolo in grado di regalare scorci mozzafiato e una realizzazione artistica degli ambienti non indifferente sia stato per certi versi sacrificato.
Un altro problema riscontrabile riguarda anche quello del cattivo bilanciamento della difficoltà. Giocare NieR: Automata selezionando la voce "Normale" dal menù, si avrà la sensazione di sentirsi oltremodo onnipotenti contro i nemici (complici anche i chip ottenibili da subito nel gioco, che aumentano molto velocemente la propria potenza combattiva). Giocare tuttavia il titolo al di sopra della difficoltà ordinaria, porterà invece un eccessivo senso di punizione, con avversari teoricamente più deboli in grado di buttarci giù anche con due colpi contati.
Nonostante questi difetti, penso che non premiare col massimo un'opera come questa, che colpisce soprattutto per il modo originale e profondo di trasmettere sensazioni ed emozioni al giocatore, abbia la stessa valenza dello sminuire la qualità di un romanzo perchè non soddisfatti della brossura adoperata, oltremodo scadente. Semplicemente, sarebbe eccessivo.
Gloria al videogiocatore.

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