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La posizione di AESVI sul caso di cronaca nera nel ferrarese

Negli ultimi giorni, ancora una volta, si stanno additando i videogiochi come il male assoluto. Con il caso di cronaca accaduto nel ferrarese, che ha visto due ragazzi compiere un omicidio nei confronti dei genitori di uno dei due, le varie testate giornalistiche si sono accanite contro i videogiochi nominandoli la causa principale del fatto, mettendo addirittura in secondo piano l'uso di droghe.



AESVI con un comunicato stampa si esprime sulla vicenda e noi vi riportiamo per intero tutto l'articolo:



“Milano, 13 gennaio 2017 – In questi giorni si sta molto parlando dell'efferata vicenda nel ferrarese, che ha visto come protagonisti due adolescenti complici nell'omicidio dei genitori di uno dei due. Diverse testate giornalistiche di rilievo nazionale hanno sottolineato la circostanza che gli autori del delitto fossero dei videogiocatori e l'hanno messa in connessione diretta con quanto accaduto additando i videogiochi al pari, e in alcuni casi ancora prima, delle droghe come simbolo di uno stile di vita privo di valori.



Questo tipo di comunicazione, oltre che inaccettabile per l'industria dei videogiochi, è a nostro avviso offensiva nei confronti dei videogiocatori, che oggi in Italia si stimano essere più di 25 milioni di persone. È inoltre scorretta ed ingannevole nei confronti dell'opinione pubblica, in quanto suggerisce una relazione del tutto indimostrata e inesistente fra l'utilizzo di videogiochi in quanto tale e la propensione al crimine. Denota, infine, un ingiustificato accanimento nei confronti del mezzo videoludico.



I videogiochi si sono affermati, soprattutto negli ultimi anni, come uno strumento in grado non solo di intrattenere, ma anche di essere valido supporto nell'ambito dell'educazione e dell'informazione. Troppo spesso non ci si rende conto che queste allusioni rischiano di penalizzare un intero settore che dimostra una sempre maggiore attenzione sia alla qualità dei prodotti sia alla promozione di un utilizzo consapevole degli stessi. Un'industria che proprio nel nostro Paese sta vivendo una fase di fermento creativo che ha portato alla nascita e al consolidamento di numerose realtà di sviluppo indipendenti.



Ci auguriamo quindi che sui videogiochi possa essere fatta una corretta informazione nei confronti dell'opinione pubblica, evitando facili collegamenti non pertinenti, sempre nell'assoluto rispetto del diritto di cronaca.”



Non possiamo che essere d'accordo con l'associazione, dato che siamo più che convinti che i videogiochi non sono per nessuna ragione il male assoluto, e che prima di dare certe false informazioni, bisogna prima informarsi sul media e non semplicemente dire “Su quel gioco si uccidono persone, è sicuramente quella la causa”, perché oltre che scorretto e poco professionale, fatemelo passare è anche da stupidi.

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14 gennaio 2017 alle 14:10

Condiviso da qbr_deepmood.Piace a 5 persone

 

Diciamo che come al solito la categoria dei giornalisti italiani si conferma per quella che è ovvero fascista a prescindere dal colore di facciata indossato,ignorante e pigra con gente che vive sulle disgrazie altrui godendosi viaggi spesati in giro per il mondo per poi dire 4 ovvietà che avrebbero potuto dire anche standosene a casa.

 

bah. gioco ai vg dall'età di...9 anni??? Eppure non mi sento ne serialkiller ne asociale. allora dovrebbero prendersela anche con i film o serie tv, tipo violenti, horror... ma si vietiamo tutto.

 

Ieri pure mia madre se ne esce con sta roba dei videogiochi violenti e io: quindi tu che guardi telenovele dovresti star a liminare con mezzo mondo e cambiare partner ogni 4 giorni, giusto? Ahah