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Nintendo Switch – La recensione di GamesVillage

Nintendo Switch è arrivato finalmente tra di noi, ed è tempo di tirare le somme sulla nuova macchina della Casa di Kyoto. Noi di GamesVillage abbiamo avuto modo di provarlo in anteprima, e queste sono le nostre impressioni a caldo. Per chi avesse passato gli ultimi mesi in letargo, Switch unisce il concetto di console casalinga con l'idea di handheld. Il risultato è un ibrido che offre una prospettiva completamente diversa sul modo di giocare tradizionale. La sensazione è che Nintendo sia riuscita, con Switch, a creare un nuovo oggetto del desiderio, qualcosa di simile a quello che era stata in grado di ottenere con il leggendario Wii.



La console



La console si presenta molto diversa da tutto quello a cui siete stati abituati finora. Una volta aperta la confezione, avrete infatti per le mani un portatile, dalle dimensioni molto ridotte, leggero e compatto. Immaginatevi una via di mezzo tra un iPad Mini e un iPhone “fat”. Oppure, se preferite un paragone più vicino al mondo dei videogiochi, a un incrocio tra una PS Vita e il New Nintendo 3DS XL. Lo schermo è comunque sufficientemente ampio per permettervi di giocare tranquillamente anche fuori casa. La fattura dell'hardware è eccellente: siamo lontani anni luce dalla “plasticosità” del Wii U, e ci muoviamo invece in territori molto più simili a quello del New Nintendo 3DS. Abbiamo testato la console in varie condizioni di luminosità, e ci siamo sempre trovati bene, non avendo difficoltà a leggere le scene anche in situazioni in cui l'ambiente era particolarmente assolato. Va detto, tuttavia, che la console dà il meglio di sé quando giocata al chiuso. Lo schermo ha un'ottima visibilità: i colori sono brillanti e vibranti, e riesce a stare al passo anche con i giochi più frenetici (un esempio su tutti, Splatoon). L'idea di avere su un portatile titoli sconfinati come Zelda, o in futuro Skyrim, è semplicemente esaltante. Per chi è cresciuto a pane e Game Boy, la considerazione del salto tecnologico fa semplicemente girare la testa. Lo schermo è anche dotato di sistema di input touch capacitivo, con funzione multitouch, che permetterà di toccarlo in dieci punti diversi. A livello tattile è molto reattivo, e la differenza rispetto a uno smartphone di fascia alta c'è, ma non è insopportabile. A livello di performance, Switch rivaleggia tranquillamente con la maggior parte dei tablet presenti sul commercio, sfiorando la qualità di dispositivi come l'iPad con il suo schermo Retina. Rispetto al GamePad, Switch ha effettuato un vero e proprio balzo quantico.



L'idea di avere su un portatile giochi sconfinati come Zelda è esaltante
Abbiamo un hardware robusto e solido, il che sarà molto importante se consideriamo che la console è pensata per essere portata ovunque (e, ovviamente, anche per essere usata dai più piccoli). Il portatile da solo, tuttavia, funzionerà soltanto per navigare all'interno dei menu della Dashboard, che per inciso non sono soltanto accessibili come da tradizione Nintendo, ma molto veloci a caricare, a differenza delle precedenti macchine della Grande N. Abbiamo apprezzato particolarmente la filosofia che sta alla base del design della macchina, che si colloca a metà tra la qualità dei device più costosi e una natura “for fun” che è marchio di fabbrica di Nintendo ormai da decenni. Un dispositivo hi-tech che si diverte a fare il giocattolo, insomma. La macchina ha a disposizione anche un apposito stand, che vi permette di accedere alla cosiddetta “Modalità Tavolo”, che è quella che si vede nei video promozionali, e vi permetterà di dare vita a sfide multiplayer ovunque vi troviate. Nota di merito va infine al giroscopio all'interno della console, preciso come quello del Nintendo 3DS, e che dava il meglio di sé in titoli come Splatoon 2, dove era necessario mirare muovendo il tablet nella giusta direzione. Switch ci ha convinto non soltanto presa come un hardware a se stante, ma soprattutto per il modo in cui tutte le sue diverse componenti dialogano tra di loro, creando una sintesi che convince.



I Joy-Con



Per scoprire il pieno potenziale della console non si può proprio prescindere dai Joy-Con, che potrete usare separatamente oppure attaccare alla macchina facendoli scorrere attraverso un'apposita guida. Come avevamo già avuto modo di intuire ai tempi della nostra prova in quel di Londra, Switch vive di molte anime diverse, grazie alle sue diverse configurazioni. L'idea è che non ci sia una sola feature centrale, ma più feature diverse che contribuiscono a creare un oggetto come se non se erano mai visti prima d'ora. Nintendo ha preferito la sintesi di più elementi alla centralizzazione.



I Joy-Con rischiano di rubare la scena persino al “tablet” in sé. Sono sostanzialmente l'erede di WiiMote, ma con una tecnologia molto più avanzata. Le loro dimensioni sono estremamente ridotte, perfette quindi per poterli trasportare ovunque vogliate. Nonostante siano così piccoli, nascondono al loro interno una tecnologia stupefacente. Molte delle rivoluzioni apportate da Switch sono passate quasi in silenzio negli ultimi mesi, ma meriterebbero in realtà molta più attenzione. Tra queste c'è sicuramente l'HD Rumble: Nintendo l'ha fatto di nuovo. Dopo aver introdotto la vibrazione con il leggendario Rumble Pak, la Casa di Kyoto ha creato un nuovo sistema vibrante omnidirezionale. Grazie all'uso congiunto di vibrazioni di diversa intensità, i Joy-Con permettono di percepire il mondo di gioco in maniera molto più sensibile rispetto al passato. La feature si esprime al massimo in un minigioco di 1-2-Switch, dove dovrete scuotere il Joy-Con come una scatolina per scoprire quante biglie si celano al suo interno.
Chi ha le mani grandi potrebbe avere tuttavia qualche problema con l'uso dei Joy-Con. Nonostante i Joy-Con siano così piccoli, la loro ergonomia è comunque ottimale: si impugnano saldamente, sono reattivi e comodi al tatto. I tasti sono molto numerosi, e questa è una garanzia per gli sviluppatori che vorranno tentare utilizzi diversi dell'interfaccia. Ognuno dei tasti ha un buon feeling, soprattutto per quanto riguarda i trigger. Le leve analogiche, posizionate come sul pad dell'Xbox One, sono facili da raggiungere e hanno un ottimo livello di sensibilità. In generale, la macchina è piacevole da usare e da giocare, un vero e proprio concentrato che unisce funzionalità, design e tecnologia.



I Joy-Con possono essere usati separatamente, soprattutto per le sessioni di gioco in multiplayer “on the go”, e la loro agilità è anche una delle caratteristiche chiave della console. Con due Joy-Con, per esempio, sarà possibile giocare in quattro persone. I Joy-Con possono essere anche uniti in un apposito Grip, che gli permetterà di guadagnare la forma di un controller classico. I Joy-Con sono dei veri e proprio controller trasformisti, che possono essere impugnati in tanti modi diversi a seconda del gioco, e ricordano per certi versi Oculus Touch. Dotato di una funzionalità a infrarossi, il Joy-Con di destra è in grado di riconoscere la posizione della vostra mano nello spazio, aprendo a possibilità di gioco innovative. A livello tecnico, segnaliamo soltanto una certa debolezza del segnale: giocando troppo lontani dall'unità centrale, potreste riscontrare qualche difficoltà nella connessione. I Joy-Con, infine, sono compatibili con gli amiibo, per cui le vostre statuine avranno una ragione d'essere anche con la nuova console.



Caratteristiche e performance



È nelle specifiche tecniche che Nintendo esprime appieno il suo concetto di Nintendo Difference. Innanzitutto, dobbiamo confermare che l'hardware è meno potente rispetto a PlayStation 4 e Xbox One, pur ottenendo comunque delle prestazioni eccellenti, che non sfigurano con quelle delle console appena citate. È chiaro tuttavia che Nintendo abbia ancora una volta deciso di fare la parte del corridore solitario, puntando a conquistare una fetta di mercato diverso rispetto a quella già occupata dalla concorrenza.



Nintendo esprime appieno il suo concetto di Difference
Ma è davvero un problema, questo? Noi possiamo tranquillamente affermare di no. Il processore Tegra dà il meglio di sé, e il risultato sono giochi come Zelda, visivamente davvero sontuosi. In realtà tutto acquisisce un senso se ci concentriamo sulla duplice natura dell'hardware, e soprattutto sulle sue velleità portatili. Nintendo ha dovuto effettuare dei compromessi, sacrificando parte della sua potenza di calcolo per ottimizzare al meglio le prestazioni della batteria, la cui autonomia passa da 2,5 ore per i giochi più esosi in termini di risorse, fino a 6 ore invece per i giochi meno complessi. Un po' di potenza aggiuntiva non avrebbe guastato, soprattutto se consideriamo che il seppur bellissimo Breath of the Wild ha dei problemi come cali di framerate nelle situazioni più concitate. L'Nvidia Tegra svolge comunque un ottimo servizio (se avete presente lo Shield TV, avrete un'idea di cosa stiamo parlando).



Base vs. Portatile
Passiamo ora ad esaminare un'altra feature centrale della macchina, che non a caso le dà il nome. Stiamo parlando dello “Switch”, ossia la possibilità di passare dalla modalità portatile a quella casalinga. Lo Switch viene infatti venduto assieme a una Base, che andrà collegata all'alimentazione e al televisore. Si tratta dell'evoluzione del concetto di GamePad introdotto da Wii U, ma l'implementazione è molto più accurata rispetto al suo predecessore. Inserendo la console nella base, infatti, potrete traslare il gioco dal tablet alla televisione. Se in modalità tablet il gioco ha una risoluzione di 720p, attaccando la console al TV otterrete una visualizzazione a 1080p, con modalità di diffusione audio 5.1. Questa possibilità gli permette di non essere troppo arretrato rispetto alle altre console in commercio. In modalità docked si riscontra un leggero aliasing, tuttavia niente di davvero fastidioso.



Come al solito, tuttavia, Nintendo ha fatto le cose per bene, e ha evitato di straniare il giocatore che cambia modalità, non creando un divario che avrebbe fatto sembrare una versione il cugino povero dell'altra. Il gioco chiaramente guadagna molto a livello visivo in modalità “docked”, ma anche la modalità “handheld” si difende egregiamente. È una testimonianza della capacità di Nintendo di offrire un'user experience senza soluzione di continuità, che permette ai giocatori di proseguire la loro avventura anche una volta usciti di casa, senza riscontrare alcun problema a livello di usabilità. “Switchare” ha un che di magico. Si può passare da una modalità all'altra nel bel mezzo del gameplay, semplicemente premendo due tasti, e il gioco riprenderà esattamente da dove l'avete lasciato. Complice anche l'attaccatura USB, che è dotata di un apposito binario per permettere un inserimento saldo e scorrevole.



Il Pro Controller



Tra gli accessori disponibili al lancio, è sicuramente da citare il Pro Controller, che viene tuttavia venduto separatamente rispetto a Switch. Robusto, reattivo e caratterizzato dalla stessa attenzione al design del resto della console, il Pro Controller è un ottimo sostituto dei Joy-Con per chi vuole sperimentare un sistema di controllo più tradizionale, che ricorda molto da vicino quello per Xbox One. Non si tratta di un accessorio indispensabile, ma renderà più facile la transizione per chi passa da un'altra console al nuovo pargolo di Nintendo. Anche il Pro Controller può essere usato in tutte le modalità, quindi sia quando il gioco è sul televisore, sia quando la console è in modalità portatile (anche se in questo caso, è un po' strano il fatt che il joypad sia grande quanto la console stessa).



Verdetto finale
Switch è una console con un potenziale sconfinato. È la dimostrazione che Wii U non è stato un passo falso, bensì lo step necessario per arrivare a Switch. E Switch, del resto, prende il meglio di Wii U, realizzando però una macchina molto più aggressiva, sia dal punto di vista del design che delle funzionalità. Gli ingegneri di Nintendo hanno dato il meglio di sé per costruire un console del tutto ottimizzata per quello che deve fare, ma che allo stesso tempo apre sconfinate possibilità a livello di game design. Il cielo è il limite, e se Nintendo si giocherà bene le sue carte potremo avere una nuova era d'innovazione, la stessa che portò al capolavoro Super Mario Galaxy. Allo stesso tempo, i designer hanno lavorato sodo per permettere a Switch di rivoluzionare concetti che davamo per assodati, come la tradizionale ripartizione tra handheld e casalingo. Non sappiamo se uscirà un successore di Nintendo 3DS, ma abbiamo la sensazione che, dopo Switch, il bisogno per un simile device si abbasserà sensibilmente. Nintendo Switch è il nuovo Wii. Una macchina che ha il potere di cambiare tutto. Ancora una volta.



L'articolo Nintendo Switch – La recensione di GamesVillage è estratto da GamesVillage.it.

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1 marzo 2017 alle 15:11