La morte dei videogiochi fisici è stata enormemente esagerata - editoriale
Se mai ci fossero stati dubbi, ecco la realtà: il supporto fisico per i videogiochi non solo è lontano dalla morte spesso pronosticata, ma è ancora fondamentale. Il recente rinvio di The Last of Us 2 è stato il timbro sul certificato di garanzia dei videogiochi retail: senza la certezza che i giochi nei negozi ci arrivino, meglio ritardare tutto. Il digitale sarà il futuro, ma di sicuro non può essere l'unico presente.
Neil Druckmann, direttore creativo di The Last of Us 2, ha esposto in modo chiaro i limiti pratici che sussistono, a oggi, riguardo al digitale. "Qual è l'infrastruttura di rete a supporto nei vari Paesi? Questo (The Last of Us 2, ndr) è un gioco che stanno aspettando persone in ogni Paese e vogliamo assicurarci di essere corretti verso tutti" ha detto in un'intervista al podcast ufficiale PlayStation. "Se riuscissimo a farlo avere a una piccola porzione degli utenti, che ne sarebbe di tutte le altre persone che non possono averlo?"
Se Druckmann ha posto l'accento sul lato umano della distribuzione, cioè gli utenti che potrebbero faticare a scaricare un gioco, la realtà è molto più cruda: il fisico rappresenta una percentuale di ricavi molto importante. Se il mondo PC ormai da anni è fortemente basato sul digitale e il mercato mobile, per forza di cose, è unicamente digitale, l'utenza console è ancora molto affezionata al supporto fisico.
