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Halloween Forever – Recensione

Halloween è sempre tra noi, ma non stiamo parlando di Bojack Horseman e dello strampalato negozio Halloween a gennaio, bensì di un videogioco vecchio stile a tema spooky, un'avventura old school con fondali in bassa risoluzione e che fa della stessa il suo punto di forza per presentare ai videogiocatori nostalgici un'interpretazione di sprite e ambienti come solo gli 8 bit sanno dare. Parliamo, per l'appunto, di Halloween Forever, un videogioco di Poppy Works e Imaginary Monsters che tenta di raccogliere l'eredità ormai perduta di grandi classici come Ghouls ‘n Ghosts e portarla di peso su console di ultima generazione, senza però alcun aggiornamento grafico o di meccaniche. Ecco la nostra recensione.



Zucche, fantasmi e morte



Da giochi di questo genere, a livello narrativo, ci si aspetta l'essenziale. Magari una principessa da portare in salvo o l'obiettivo di impedire a un cattivo di distruggere il mondo. Invece Halloween Forever sceglie la strada meno battuta: non raccontare nulla. Nessun pretesto viene dato al giocatore, che viene anzi catapultato di prepotenza nel mondo di gioco alle prese con tanti mostri dalle fattezze ispirate ai grandi classici dell'orrore, tra maniaci della motosega, stregoni non morti, pipistrelli, corvi e scheletri. Il tutto si riassume in un balzo da una piattaforma all'altra alternato dagli incontri con i boss da sconfiggere, ripetuto per cinque stage. Un'avventura breve, seppur punitiva, che però offre svariati segreti e diramazioni lungo l'avventura (anche se molte di queste diramazioni sono in verità farlocche, in quanto la porta segreta di un livello conduce allo stesso identico punto di quella semplice).



In Halloween Forever controlleremo fino a otto personaggi, sfortunatamente non troppo diversi se non per lo sprite e i tipi di colpi sparati dalla bocca. Tra il principale, la zucca di Halloween, e i secondari, tra cui uno scheletro, un fantasma, una strega e una versione natalizia del protagonista, tutto ciò che cambia sono la modalità di fuoco e il tipo di impatto del colpo. La zucca sparerà semplici colpi ad arco, il fantasma invece sgancerà, sempre con la stessa traiettoria, colpi esplosivi ad area, mentre lo scheletro lascerà andare due ossa per ogni pressione del tasto, più deboli dei colpi normali, ma che richiederanno una precisione minore. La varietà c'è anche, peccato però per i movimenti fotocopiati tra un personaggio e l'altro e il vincolo a tenere lo stesso fino al game over, senza possibilità di cambiarlo anche durante un continuo dopo la morte.



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Il salto e il doppio salto rendono piacevole il platforming, a volte ben calibrato e ricco di sfide capaci di mettere alla prova la nostra abilità, altre volte frustrante e punitivo a causa di tantissimi oggetti di scenario posizionati in maniera poco studiata e soprattutto nascosti dalla telecamera. Il più delle volte moriremo a causa delle letali spine posizionate proprio sotto di noi, che avremo inevitabilmente colpito dopo un letterale salto nel buio e che ci uccideranno con un solo colpo. E' giusto che un gioco di questo genere punti sulla difficoltà estrema, così com'è giusto che si serva del trial and error, ma avremmo gradito avere i mezzi per farcela e per superare un livello anche al primo tentativo, non il doversi affidare alla fortuna.



In ambito combat system abbiamo più chance e una sfida meglio calibrata grazie alla possibilità di poter incassare fino a cinque colpi per ogni vita (se non troviamo cuori da raccogliere uccidendo i mostri) e ai pattern variegati creati ad hoc per i tantissimi tipi di nemici. Halloween Forever si rivolge ai fan in cerca di una sfida ancora maggiore con la modalità 1 HP, praticamente una run no damage, ma anche ai meno abili con le impostazioni speciali quali i checkpoint amichevoli, che mettono una pezza alla tremenda gestione di quelli classici, che addirittura ci riporteranno all'inizio di un livello se si muore contro un boss, e con la modalità Novantanove vite, un'opzione autoesplicativa che però bloccherà tutti i trofei. Quelli dovremo sudarceli.



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14 maggio 2020 alle 18:20

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