Happy Game - prova
Happy Game non perde tempo, niente menù, niente prologhi superflui. Una volta caricato il gioco, l'avventura inizia subito, con il protagonista, al momento senza nome, al sicuro all'interno della sua cameretta. Con un semplice click questo viene svegliato e inizia quest'insolita avventura, che dopo poco tempo sembra tramutarsi in un inquietante incubo, dove tutto accade senza un apparente motivo.
I comandi sono quanto di più semplice possibile: si usa soltanto il mouse, si trascina fisicamente il personaggio a destra o sinistra, e si clicca sugli oggetti specifici, per muoverli o semplicemente interagirci. Tutto con un'impostazione a scorrimento laterale, dunque la profondità è assente se non per determinate animazioni.
La logica dietro le interazioni è che non vi è logica, perché una prerogativa del gioco sembra essere proprio quella di non far creare alcun senso di sicurezza nel giocatore. L'unico elemento che durante la demo ha funzionato un po' come una guida, era una palla, associata a un ricordo del protagonista. L'intuito, misto all'esperienza maturata come videogiocatori, ci ha portato inevitabilmente a seguirla, sapendo che ci avrebbe condotto allo scenario successivo.
