Gamedec - recensione
Nella Varsavia del ventiduesimo secolo i videogiochi sono diventati così immersivi. Alcuni, addirittura, simulano il dolore ed esperienze al limite dell'assurdo, mentre altri sono importanti centri di commercio e piacere. Tutti, indistintamente, sono diventati una vera e propria seconda dimensione, i cui luoghi sono ideati da IA avanzatissime, con linee di codice così complesse che soltanto grazie all'intuito è possibile scovare un glitch nella matrice, comprendere se qualcuno sta alterando le regole a proprio piacimento.
Cosa fare In caso di incidenti e misteri inspiegabili? Ci pensano i Gamedec a salvare la situazione: detective specializzati nello scoprire cheater e anomalie che sfuggono ai programmatori. Dopotutto, in un mondo così interconnesso, dove la finzione ha il sopravvento, sono le qualità personali a fare la differenza. Persino la realtà in fin dei conti diventa paragonabile al più grande MMORPG della storia e i gamer del futuro, non a caso, la chiamano Realium: potrebbe essere a sua volta parte dell'inganno, il gioco dei giochi.
Con queste premesse affascinanti si presenta, per l'appunto, Gamedec. Un nuovo gioco di ruolo cyberpunk con grafica isometrica, ancora una volta dalla Polonia. Gli sviluppatori di Anshar Studios hanno trovato nello scrittore Marcin Sergiusz Przybyłek la propria musa. Gamedec è infatti una serie di romanzi nata nel 2004 e che ha anticipato molte delle trovate del più noto Ready Player One. Se da un lato si guarda ovviamente a CDPR, sia per la scelta del genere che per la scelta di un autore letterario locale come è stato Sapkowsky, l'altro modello di riferimento è Disco Elysium degli ZA/UM, ormai nuovo pilastro dei computer rpg.
