Evoluzione della morte e del game over nei videogiochi
Sei morto. Game Over. Fine del gioco. Magari è il 1999 e hai appena perso una moneta da 500 lire tentando di sterminare gli alieni di Metal Slug X. Magari è il 1994 e hai scagliato il controller del Super Nintendo dopo che Mario è caduto dentro un fosso. O forse è il 2011, e hai dovuto dire addio a decine di migliaia di anime su Dark Souls.
La meccanica della morte nei videogiochi ha cambiato costantemente forma e visione nel corso degli anni, passando da semplice sinonimo di sconfitta, a dir poco fondamentale nell'epoca delle macchine Coin-Operated, fino ad assumere significati decisamente più profondi nonché destinati a diventare parte attiva nel tessuto delle opere.
Dietro il nudo concetto della "morte" videoludica, d'altra parte, esiste il concetto di game design definito "fail state", che è oggetto di studio da parte degli sviluppatori e che viene costantemente plasmato per rispondere tanto alle esigenze degli autori quanto a quelle del pubblico.
