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Shivering Stone – Recensione Speedrun

in pieno inverno ci siamo messi a giocare con le palle di neve per la recensione Speedrun di Shivering Stone. Il puzzle game sviluppato da Double Mizzlee e pubblicato su console da eastasiasoft punta forte sul fattore invernale, rischiando però di sciogliersi come neve al sole sotto il peso delle aspettative.



Rotolando verso sud



Una delle forme più semplici di puzzle game è quella legata allo spostamento di oggetti in specifici punti. Solitamente, questo stile di enigmi si adatta a strutture labirintiche, in cui spostare massi per trovare il giusto percorso. Pokémon, per citare forse il gioco più famoso, adotta spesso questo stratagemma, sfruttando anche dei pannelli di ghiaccio su cui gli ostacoli scivoleranno fino a incontrare un ostacolo.



Proprio questo meccanismo è anche alla base di Shivering Stone: la traduzione del titolo non deve infatti trarre in inganno. Pur significando letteralmente “pietra tremante”, la definizione più corretta sarebbe stata “pietra scivolante”. Dopo averci regalato una sfida platform con Color Pals, il team di Double Mizzlee passa a una struttura ancora più semplice, in cui però dovremo utilizzare maggiormente i nostri neuroni. Non che in realtà, come vedremo, ci sia molto di che esserne felici.



Shivering Stone non ha ovviamente una trama: impersoneremo un anonimo ragazzo imberrettato e ben coperto per resistere al freddo. Il suo scopo sarà quello di spostare dei massi ghiacciati su degli interruttori per aprire i cancelli e passare al livello successivo. Questo schema si ripete per un totale di 50 livelli di difficoltà crescente, in cui non ci saranno però variabili di sorta se non un numero minore o maggiore di ostacoli e di massi.



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Il gameplay di Shivering Stone



Se non amate i complessi tutorial oppure le mappature di comandi con combinazioni in stile Street Fighter, sarete felici di sapere che Shivering Stone non ha praticamente tasti da premere. Con la levetta sinistra si potrà spostare il protagonista che, avvicinandosi a un masso, potrà spingerlo in orizzontale o in verticale in linea retta. Trattandosi di lastre di ghiaccio, la roccia scivolerà fino a quando troverà un bordo o un ostacolo.



Con questo semplice schema di comandi dovremo fare in modo che i massi innevati si fermino sui pulsanti neri, in modo da aprire i cancelli. Shivering Stone offre niente più e niente meno che questo: una sfida in cui studiare i movimenti con la possibilità, in caso di errore, di premere Triangolo per resettare il tutto e ricominciare. Purtroppo, il titolo non brilla né per la tipologia di sfide, né per qualità realizzativa: i movimenti del personaggio sono lentissimi e legnosi, i massi si bloccheranno spesso in modi incomprensibili e spesso dovremo tentare delle soluzioni “alla spera in Dio” per superare i livelli.



Non va meglio parlando del comparto tecnico. La grafica di Shivering Stone è monocorde, piatta e senza mai un guizzo. I livelli sembrano tutti uguali tra loro e hanno solo piccoli elementi che li distinguono ma che vengono ciclicamente copiati e incollati. Lo stesso dicasi per una colonna sonora dimenticabile, che non vi rimarrà sicuramente in testa. Sottolineiamo però che, quanto meno, non abbiamo riscontrato particolari bug durante la nostra prova.



Il Platino di Shivering Stone



Come risollevare le sorti di un gioco drammaticamente lento e con poca verve? Probabilmente la risposta migliore è un Platino semplice e non troppo complesso. Ottenere tutti i trofei di Shivering Stone sarà infatti un'impresa alla portata di tutti, mettendo in campo un minimo d'impegno oppure sfruttando qualche pratica guida online. Basterà infatti portare a termine tutti i rapidissimi livelli per ottenere varie coppe d'oro e anche quella blu scintillante. Questa è però, di fatto, l'unica vera attrattiva del gioco.




L'articolo Shivering Stone – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.

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13 gennaio 2024 alle 17:10

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