Geojelly – Recensione Speedrun
Se amate i puzzle platform, allora vi consigliamo di non perdervi la nostra recensione Speedrun di Geojelly. Il titolo di Source Byte, evidentemente figlio di una creazione per smartphone e tablet, prova il colpaccio anche su console. Le meccaniche semplici ma che nascondono varie insidie ci avranno convinto? Continuate a leggere per scoprirlo.
Un mondo di gelatina
Se vi state chiedendo se Geojelly abbia una trama, vi rispondiamo subito affermativamente, sottolineando che però più che di una storia siamo di fronte a un piccolo incipit. Il protagonista del gioco è una gelatina senziente, intrappolata in un cilindro di stasi. Un giorno, la gabbia di vetro viene svuotata e il nostro eroe si trova libero di vagare tra varie strutture.
Non che questo sia un sollievo, anzi: tra baratri pieni di punte, lame rotanti e altri pericoli, la morte attende la gelatina dietro ogni angolo. Questo anche in considerazione del fatto che l'unica abilità in suo possesso è quella di saltare a parabola da un punto all'altro. Questa è tutta la narrazione che potete aspettarvi da Geojelly, gioco in cui dovremo con astuzia e abilità completare una serie di livelli di difficoltà crescente.
Tutto si riduce a sfide della durata di una manciata di minuti, con la variabile di dover riprovare più e più volte in caso di morte. Come da tradizione di prodotti quali Cut the Rope e Angry Birds, anche Geojelly nasconde una sua difficoltà intrinseca (non come Super Meat Boy, ma quasi) che ci obbligherà a ripetere svariate volte determinate sezioni. Questo anche a causa dell'assenza di qualsivoglia checkpoint e di una certa legnosità dei comandi, voluta o meno che sia.

Il gameplay di Geojelly
Cosa può fare dunque un blob salterino per sopravvivere? L'unica meccanica di Geojelly è legata alla possibilità di far saltare la nostra melma a parabola a distanza variabile. Tenendo premuto il tasto dedicato potremo infatti decidere la potenza di slancio e dunque il punto in cui atterremo. Essendo però un salto a parabola, più andremo avanti, più dovremo andare in alto.
Questo ovviamente aumenta le chance di morire a causa di elementi imprevisti oppure di ostacoli piazzati sopra le nostre teste. L‘altra variabile è che non potremo decidere con precisione quanto lontano saltare: dovremo tenere premuto e rilasciare il tasto quando saremo soddisfatti della potenza. Inutile dire che un sistema così basilare ma nel contempo frustrante, figlio della natura di titolo per smartphone, rende alcune sfide incredibilmente complesse da superare.
A poco serve avere un riferimento visivo (disattivabile) della parabola: spesso salteremo male o scivoleremo inevitabilmente verso la morte. La già citata assenza di checkpoint rende il tutto ancora più difficoltoso da digerire, soprattutto per quei giocatori dotati di scarsa pazienza. La mancanza di ulteriori meccaniche poi renderà presto ripetitivi i livelli, al netto dei diamanti da collezionare (senza utilità alcuna se non gloria personale) e di nuovi ostacoli.
Chiudiamo parlando di un comparto tecnico piacevole ma non esaltante, con una grafica che non è fortunatamente in pixel art ma propone uno stile cartoon piacevole e pacato. Buona anche la colonna sonora, con tracce orecchiabili che fischietterete volentieri. Come detto niente per cui gridare al miracolo, ma sicuramente un gradino sopra il classico “compitino” che molti titoli indie si limitano a fare.
Il Platino di Geojelly
C'è poco da fare: quando ci si trova davanti a certi tipi di puzzle platform bisogna essere dei maghi nonché dei maestri di pazienza oppure rinunciare. Geojelly e la sua lista trofei non fanno eccezione: al netto di coppe molto facili, come quella per il numero di salti, per arrivare al Platino dovrete inevitabilmente completare tutti i livelli. Fortunatamente non sarà necessario ottenere il 100% dei diamanti, anche se si tratta di una magra consolazione.
L'articolo Geojelly – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.
