Pixel Cafe – Recensione Speedrun
Prendersi una pausa sorseggiando una bevanda in un bar può essere rilassante, mentre stare dall'altra parte del bancone è tutt'altro che tranquillo. A darci questa lezione a suon di mance saltate è Pixel Cafe, il protagonista dell'odierna recensione Speedrun. Sviluppato e pubblicato da Baltoro Games, il gioco propone una miscela di arcade a base culinaria, simulazione e visual novel che, nella sua leggerezza, potrebbe convincervi a diventare dei clienti abituali.
La dura vita di un adulto
Lontani dall'epoca delle sale giochi, non è raro che gli arcade siano ibridati ad altre tipologie di giochi, nel tentativo di modernizzarli in qualcosa di originale e fresco. I ragazzi di Baltoro Games lo hanno fatto attingendo dalle visual novel, motivo per cui, di volta in volta, dopo un certo numero di livelli, segue un intermezzo dialogico piuttosto lungo tra i personaggi interessati.
Pixel è sia lo stile adottato dal titolo, sia il nome della protagonista, una ragazza che, a seguito di un lutto in famiglia, si sistema nella casa di sua nonna. Incerta però sul suo futuro, così come sulla sua sistemazione, la nostra comincia da ciò che sa fare grazie agli insegnamenti dell'amata parente, ovvero preparare caffè e altre bevande, oltre a cucinare piatti dolci e salati.
Mentre pensa a cosa fare della sua vita insomma, la ragazza dai capelli rossi deve sbancare il lunario, quantomeno per dirsi indipendente dalla madre. Quella di Pixel Cafe è una storia di formazione, di quotidiani litigi, sforzi, ingiustizie al lavoro che passa di livello in livello: nella sua semplicità riesce a coinvolgere, anche se la prolissità dei dialoghi proveniente dalle visual novel avrebbe dovuto essere implementata in maniera più fluida con il flow fatto tutto di adrenalina da arcade.
![]()
Quanto per un caffè?
Il duro mondo del lavoro trasporterà Pixel di locale in locale con una scusa o con un'altra, cercando di fornire una giustificazione narrativa per passare al livello successivo. Ognuno di essi (cioè ogni posto lavorativo) è composto da un calendario di giorni, cioè di arene da vincere, avendo cura di non bruciare troppe uova o di non fare arrabbiare troppi clienti.
Un'organizzazione delle sfide semplice quanto funzionale al quadro generale della produzione, che consente di ripetere un livello per ottenere un punteggio migliore e di conseguenza più monete. Queste servono sia per potenziare i propri mezzi al lavoro – aggiungendo degli spazi per cucinare, migliorando l'attrezzatura – sia per avere più vite o altri bonus, o ancora per dare un tocco distintivo alla casa di Pixel.
La difficoltà di Pixel Cafe è progressiva e insieme congegnata in funzione della sua ibridazione alla visual novel: non aspettatevi cioè delle sfide punitive, ma neanche aree nelle quali premere dei tasti a ripetizione. Tra bevande, torte, piatti fritti e altro, ogni livello propone delle pietanze uniche che contribuiscono ora a distinguerli l'uno dall'altro, ora ad acuire il senso di sfida.
![]()
Un espresso di pixel
Pixel di nome e di fatto, l'ultima fatica di Baltoro Games sfoggia una direzione artistica ben curata: i personaggi ricalcano lo stile “chibi” per infondere un velo ulteriore di dolcezza ai suoi toni già mangerecci, una scelta che troviamo in linea proprio con le sue finalità.
A brillare sono soprattutto gli ambienti, molto dettagliati pur con il riciclo di vari elementi di livello in livello. Segnaliamo la mancanza totale dell'italiano, seppure la frenesia di preparare caffè e frappè farà dimenticare il bisogno di una tale localizzazione.
Trofeisticamente parlando: caffè macchiato di arcade
Pixel Cafe perde totalmente la sua vena da visual novel parlando di trofei. Tutti, dal singolo bronzo, agli otto d'argento, ai sei d'oro fino al ricercato Platino richiedono ora di comprare tutti i potenziamenti, ora di moltiplicare delle combo, ora di servire tanti clienti e altrettante pietanze, dimostrando di essere indipendenti, grazie al caffè. Trovate l'elenco completo sul forum PlayStation Bit.
L'articolo Pixel Cafe – Recensione Speedrun proviene da PlayStationBit 5.0.
