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Dreamout – Recensione Speedrun

Non tutti i giochi strampalati sono geniali. Alcuni sono semplicemente… strampalati. Dreamout, sviluppato da Game Dynasty e pubblicato da Valkyrie Initiative, arriva su PlayStation 5 con la promessa di un'avventura fuori di testa, dove un'alpaca ubriaca è protagonista di missioni assurde in un mondo surreale. L'idea è audace, il tono è volutamente comico e il nonsense è il motore di tutto. Ma dietro l'estetica delirante e le trovate bizzarre, il gioco fatica a trovare una vera direzione. Il risultato è un'esperienza che diverte a tratti, ma raramente lascia il segno.



Caos senza bussola



La narrazione di Dreamout è più una collezione di sketch che una storia coerente. L'alpaca protagonista si muove in un universo popolato da carote antropomorfe, polli infernali e gang di cocomeri, affrontando missioni che sembrano uscite da un sogno febbrile. Si pesca in fiumi che restituiscono oggetti improbabili, si combatte contro creature assurde, si beve qualsiasi cosa si trovi in giro.



Il gioco non offre una progressione narrativa tradizionale, né cerca di costruire un arco emotivo. L'intento è chiaramente quello di sorprendere e far sorridere, ma dopo qualche momento il caos perde mordente. Senza una struttura che dia senso alle azioni, l'esperienza diventa episodica e poco coinvolgente.



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Libertà che sfocia nell'anarchia



Dal punto di vista delle meccaniche, Dreamout propone un mix di esplorazione, combattimenti e interazioni ambientali. Il giocatore è libero di muoversi, raccogliere oggetti, affrontare nemici e completare missioni, ma la mancanza di una guida chiara può risultare frustrante. Alcune missioni sono divertenti nella loro assurdità, altre sembrano messe lì solo per allungare la durata.



Il sistema di controllo è semplice, ma la fisica volutamente esagerata può generare situazioni imprevedibili, non sempre in senso positivo. Il gioco punta tutto sulla sorpresa, ma non sempre riesce a bilanciare il divertimento con la funzionalità. Dopo un po', la libertà si trasforma in anarchia, e il giocatore si ritrova a vagare senza una vera motivazione.



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Psichedelia che stanca



Visivamente, Dreamout è un'esplosione di colori e forme bizzarre. La palette cromatica è aggressiva, con rosa acidi, verdi fosforescenti e blu elettrici che saturano ogni angolo dello schermo. I personaggi sono disegnati con uno stile caricaturale, volutamente grottesco, e gli ambienti sembrano collage di elementi visivi senza una coerenza stilistica.



L'effetto iniziale è straniante e curioso, ma col tempo diventa ripetitivo. L'assenza di varietà estetica tra le diverse aree e la mancanza di una direzione artistica più raffinata fanno sì che l'impatto visivo perda forza. Non c'è realismo, e va bene così, ma manca anche una vera identità visiva che distingua il gioco da altri titoli surreali.



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Rumore più che musica



Il comparto sonoro segue la stessa filosofia del resto del gioco: esagerazione e nonsense. Le musiche spaziano dal jazz ubriaco al synth psichedelico, con stacchi improvvisi e momenti di silenzio inquietante. Gli effetti sonori sono volutamente buffi, ma spesso risultano ripetitivi o invadenti.



L'assenza di doppiaggio è una scelta coerente con il tono del gioco, ma la comunicazione non verbale dei personaggi non sempre riesce a trasmettere emozioni o informazioni utili. Il risultato è un paesaggio sonoro che accompagna l'esperienza senza arricchirla davvero. Non disturba, ma non lascia nemmeno il segno.



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La strada verso il Platino



Per chi ama collezionare trofei, Dreamout offre una lista veramente semplice e corta, con obiettivi legati al numero di morti, alla raccolta dei collezionabili e alla raccolta di monete. Se c'è un aspetto in cui Dreamout sorprende positivamente, è la facilità con cui si ottiene il Platino. Il gioco include 21 trofei in totale, suddivisi in 1 Platino, 7 Oro, 6 Argento e 7 Bronzo. Nessuno di questi richiede abilità particolari, grinding estenuante o condizioni specifiche.



Dreamout infatti offre una lista veramente semplice e corta, con obiettivi legati al numero di morti, alla raccolta dei collezionabili e alla raccolta di monete. Non ci sono trofei legati alla difficoltà o a obiettivi nascosti, e i collezionabili sono veramente imbarazzanti da scovare. In meno di massimo un paio di ore, è possibile completare tutto senza intoppi. Per i cacciatori di trofei, Dreamout è una scelta ideale per un Platino veloce e indolore, anche se privo di soddisfazione profonda.




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18 novembre 2025 alle 10:10