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Su Sirius Valantine

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Sirius Valantine

ha scritto una recensione su Wolfenstein: Youngblood

Cover Wolfenstein: Youngblood per PC

Gioventù bruciata

Questo capitolo della saga di Wolfenstein è il seguito di The New Colossus e prende forma nella Parigi degli anni '80 sotto il giogo nazista. Il balzo temporale di vent'anni porta con se molti evidenti vuoti narrativi, solo accennati durante il gioco stesso. A cambiare non è solo il periodo storico alternativo ma anche il protagonista; qui infatti si andrà a controllare una delle due sorelle gemelle figlie di Blaskovich, mentre la seconda sarà controllata dall'IA o da un altro giocatore.

Questo gioco farà infatti leva su una nuova componente cooperativa online per favorire un approccio molto più frenetico ed "arcade" all'azione, relegando gli elementi di stealth ad un ruolo ancor più marginale che in passato. La struttura stessa del gunplay è stata rielaborata con meccaniche di derivazione gdr. Le due protagoniste ed i nemici avranno dei livelli ad indicare la loro forza, portando quindi la necessità di livellare prima di poter sperare di combattere contro certi avversari.

La Neu Paris è suddivisa in aree selezionabili tramite la cartina metropolitana, dove si andrà a cimentarsi in missioni secondarie e principali, oltre alla solita raccolta di collezionabili sparsi per le ambientazioni. Il level design e la direzione artistica rimangono meritevoli di massimi elogi; l'aspetto dei nemici umani e meccanici, oltre alle strutture architettoniche che andranno a comporre gli ambienti, sono molto ben curati ed evocativi, capaci di rendere credibile ed evocativa la visione distopica immaginata dagli sviluppatori.

Purtroppo la storia narrata l'ho trovata priva di mordente e le due comprimarie non sono affatto carismatiche come il loro celebre padre, risultando molto spesso addirittura involontariamente caricaturali. L'arsenale a loro disposizione non varia molto da quello dei precedenti capitoli, con la sgradevole problematica che l'efficienza delle armi è mitigata dalla presenza del suddetto sistema a livelli. Capiterà infatti molto spesso di non riuscire ad uccidere un ufficiale nazista sparandogli in testa con una pistola se questo è di livello troppo alto. Di contro, se sviluppate con i relativi potenziamenti, le armi corpo a corpo diventano sin troppo efficienti, arrivando a mietere con esse la maggior parte dei nemici organici.

Dovendo tirare le somme, Yungblood si mostra come l'anello debole nella dei reboot, offrendo pochi nuovi stimoli al giocatore e mutando troppo lo stile di gioco per favorire una meccanica multigiocatore da cui, onestamente, la serie Wolfenstein non trae grande giovamento. Un vero peccato soprattutto se si considera che questo episodio è stato curato dagli Arcane Studios, la cui particolare impronta stilistica risulta palpabile durante tutta l'avventura. Personalmente vedo questo gioco non come un passo in avanti, quanto piuttosto un fatidico passo laterale, avvicinandosi troppo al bordo del precipizio per i miei gusti ma fortunatamente senza mai caderci dentro.

7.5

Voto assegnato da Sirius Valantine
Media utenti: 6.7 · Recensioni della critica: 8.1

Sirius Valantine
Cover Wolfenstein II: The New Colossus per PC

Terror-Billy

Il secondo capitolo del reboot di Wolfenstein, terzo gioco della serie, migliora sotto praticamente ogni punto di vista. Le meccaniche del gunplay sono state raffinate, con l'aggiunta della possibilità d'imbracciare due diverse armi a scelta; le armi stesse sono poi potenziabili tramite specifici kit da trovare nei livelli di gioco ed offrono un feeling estremamente soddisfacente.

I nemici sono relativamente semplici da uccidere anche ai livelli alti di difficoltà, merito soprattutto ad una IA tutt'altro che brillante, ma nelle modalità più difficili la fragilità del personaggio crea dei picchi di frustrazione notevole in certi punti specifici ove le orde di nazisti divengono complicate da gestire.

All'inizio viene richiesto al giocatore di scegliere di riprendere una delle due linee temporali del primo gioco, andando a cambiare quali personaggi appariranno e dando al giocatore due diverse armi speciali. I livelli di gioco sono poi ri-esplorabili selezionandoli da una mappa nell'hub di gioco, Il Martello di Eva, così da poter ottenere tutti i collezionabili presenti; inoltre vi sono delle missioni secondarie che prevedono l'eliminazione di specifici obbiettivi come ulteriore incentivo al completismo.

Se da un lato la storia ha fatto un notevole passo in avanti sul piano narrativo e nell'approfondimento caratteriale del protagonista, dall'altro si nota un errore di riscrittura del padre di Wiliam Blaskowick, il quale veniva accennato come figura positiva/inspiratrice nel precedente gioco, The Old Blood. Soprassedendo a questo errore, la storia si fa notare anche per alcuni colpi di scena di spessore che cementificano la piega cyberpunk della nuova serie.

La musica fa sempre il suo dovere senza però mai distinguersi particolarmente. Il level design, seppure prettamente lineare, si fa comunque apprezzare grazie ad alcune strade alternative che si sbloccano dalla metà del gioco. L'art direction è a mio avviso l'aspetto più elogiabile. Ogni ambientazione, mezzo di trasporto, automa e nemico è meticolosamente dettagliato, andando ad immergere il giocatore nella distopica visione di questi anni '60 alternativi sotto il giogo nazista. Come ciliegina sulla torta, per chi è interessato alla realtà virtuale, farà piacere sapere dell'esistenza di una mod vr perfettamente funzionante.

8.9

Voto assegnato da Sirius Valantine
Media utenti: 8.4 · Recensioni della critica: 8.8

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