Canto Serico
Può il seguito di un gioco già perfetto superare il predecessore? Apparentemente sì, se è sviluppato dal Team Cherry. Non solo Silk Song è riuscito nell’ardua impresa di soddisfare le aspettative astronomiche che i fan avevano alimentato nei lunghi anni d’attesa, ma è addirittura, e in maniera quasi miracolosa, ad andare ben oltre, offrendo un gioco pregno di contenuti e qualità che, giustamente, mettono in imbarazzo la maggior parte delle case di sviluppo dei giochi tripla A.
Esattamente come nel primo titolo, anche qui il gioco permette a giocatori scaltri di esplorare aree anzitempo e reperire così ricompense avanzate o trovare percorsi alternativi per raggiungere la propria meta. Il level design già sopraffino ha qui avuto un ulteriore passo in avanti per complessità e gli ambienti, sempre disegnati a mano, sono di una qualità artistica impressionante. Il combat system offre sin da subito un grado di sfida maggiore, ma questo poiché Hornet è un personaggio molto più aggressivo del Vacuo Cavaliere; inoltre, il sistema di strumenti offensivi di supporto che ha sostituito i talismani è generalmente molto più eclettico e può offrire una notevole facilitazione, se impiegato sapientemente.
Come poi non elogiare la sublime colonna sonora di Christopher Larkin? I brani ambientali sono sempre evocativi, capaci di sottolineare sapientemente la narrativa silente tipica del gioco; mentre i brani dei boss sono epici e, in alcuni casi, commoventi. A completare quest’opera c’è ovviamente l’affascinante trama. Ora che la protagonista non è Vacua, le interazioni con i PNG avvengono con dialoghi di botta e risposta, offrendo un migliore approccio all’esposizione narrativa. La storia, postuma alle vicende di Nido Sacro, propone importanti approfondimenti sul mondo di gioco nel suo macro-insieme e i personaggi secondari sono sempre interessanti e taluni indimenticabili.
A questo punto è d’uopo sottolineare un aspetto: queste mie considerazioni si svolgono dopo aver completato la trama principale nella sua totalità, esplorando ogni contenuto disponibile al momento. Tuttavia, è già noto che il gioco offrirà DLC gratuiti per espandere ulteriormente il gioco, pertanto, salvo errori da parte del team, la già sublime esperienza verrà espansa con altre ore di contenuti. Per completare tutto e vedere il vero finale (e anche quello segreto) ho impiegato 225 ore, ma non ho mai sentito per un solo istante stanchezza o noia. Anzi, il senso di meraviglia e di esplorazione che offre al giocatore Silksong è tale che talvolta non mi accorgevo neppure da quanto stessi giocando; cosa che non mi succedeva da una vita.
Tirando le somme di quest’opera, al momento di scrivere ancora incompleta, la posso considerare senza alcun dubbio il mio gioco preferito. Per questo motivo mi sento di consigliarla a ogni amante dei videogiochi che voglia sperimentare un viaggio indimenticabile. Certo, il grado d’impegno richiesto potrebbe scoraggiare i meno avvezzi ai giochi action; a quest’uni io però dico di dargli comunque una possibilità. Anche la sfida più ardua è in realtà superabile con calma e la giusta perseveranza. E Silksong ricompensa il giocatore caparbio con una soddisfazione tale da valere ogni sforzo profuso.