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Willy Hunter

Sto giocando Beast of Reincarnation da qualche giorno e, andando avanti, mi sta coinvolgendo sempre di più.

Non voglio ancora recensirlo: sono soltanto al secondo capitolo e voglio prendermi tutto il tempo necessario per esplorarlo senza fretta.

Quello che però posso già dire è che, al di là del combat system e della struttura action RPG, ciò che mi sta conquistando maggiormente è la sua atmosfera.

Una sorta di malinconia silenziosa.

Un mondo decadente, quasi inghiottito dalla natura, attraversato da personaggi che parlano con voci delicate, spesso trattenute. C'è tristezza, ma raramente viene gridata. C'è il senso del rispetto, della responsabilità, persino della vergogna. E ci sono tanti piccoli silenzi che sembrano raccontare qualcosa quanto i dialoghi.

È una sensibilità profondamente giapponese, appartenente a una cultura molto distante dalla nostra e che proprio per questo continua ad affascinarmi.

Poi ci sono Emma e Koo, l'esplorazione, le grandi aree da scoprire e un combattimento che, almeno per chi è abituato ai Souls, per il momento risulta piuttosto abbordabile. E sapete una cosa? A me va benissimo così.

Non sempre ho bisogno che un videogioco mi metta continuamente alla prova.

A volte voglio semplicemente perdermi nel suo mondo.

E per adesso Beast of Reincarnation sta riuscendo esattamente in questo. 🎮

Willy Hunter

ha scritto una recensione su WUCHANG: Fallen Feathers

Cover WUCHANG: Fallen Feathers per PC

50 ore di dolore e gloria: la mia battaglia con Wuchang

Sono trascorse circa cinquanta ore di gioco e finalmente sono arrivato in fondo a questo complesso e difficile titolo. La soddisfazione è grande, così come sono stati grandi gli insulti e i momenti di scoramento, soprattutto davanti ad alcuni boss davvero tosti. Wuchang non è un titolo perfetto, anzi. In molti frangenti appare sbilanciato: alcune boss fight sembrano delle rincorse infinite contro nemici che colpiscono e scappano, rendendo complesso anche solo avvicinarsi per colpire. Ma, per gli amanti delle sfide ad alto tasso di difficoltà, c’è qualcosa di magnetico che ti tiene incollato al pad, che ti spinge a riprovare e riprovare fino a farcela. È la filosofia dei Souls, e qui si respira alla grande.

Dal punto di vista estetico il gioco convince, con scenari cupi, atmosfere decadenti e un comparto artistico che, pur non raggiungendo la perfezione tecnica di un Elden Ring, riesce comunque a trasmettere un senso costante di oppressione e mistero. La storyline è criptica, frammentata, e non sempre chiarissima: la ricostruisci a poco a poco, grazie a dialoghi sfuggenti, descrizioni e quest degli NPC. Non è una narrazione lineare, ma è coerente con l’impostazione del gioco e con il genere a cui appartiene.

Il bestiario è vario e spesso inquietante. Alcuni boss restano impressi, altri invece risultano più frustranti che appaganti, ma rimane comunque uno degli elementi più forti del titolo: la tensione di ogni scontro ti rimane addosso anche dopo aver spento la console. Il sistema di armi e incantesimi offre una discreta varietà, non vastissima ma sufficiente a creare build diverse. La progressione del personaggio è solida, basata sull’accumulo di risorse, potenziamenti e abilità. Gli NPC sono pochi ma significativi, con questline oscure e facili da mancare che arricchiscono l’esperienza e portano a finali differenti, aumentando la rigiocabilità.

Wuchang: Fallen Feathers non è un titolo che consiglio a chi cerca un percorso semplice, lineare o guidato. Non è pensato per chi vuole un’avventura rilassata e scorrevole. È invece un gioco che parla direttamente agli hardcore gamers: a chi ama le sfide, la difficoltà spietata e l’ostinazione tipica dei Soulslike. A loro dico che questo titolo merita di stare in collezione.

Alla fine, nonostante squilibri e imperfezioni, l’esperienza rimane intensa e memorabile. Per questo il mio voto finale è un otto pieno.

8

Voto assegnato da Willy Hunter
Media utenti: 8

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