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Quanti di voi giocano alle avventure punta e clicca?

Secondo voi il genere point and click è estinto o ha senso ancora oggi?
Chi gioca alle avventure grafiche lo fa perchè ha vissuto l'epopea Lucasarts e Sierra oppure suscita interesse anche in chi non c'era in quell'epoca?

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Penso che il genere point and click oggi sia ancora vivo. Forse molto ridimensionato, (perchè è vero che gli investimenti da parte delle aziende più rilevanti non sono incisivi come in passato) ma non scomparso.
Le produzioni di questo tipo infatti trovo che siano ancora pulsanti sul mercato. Mi vengono in mente anche esempi nostrani. Roba come The Wardrobe, Detective Gallo o anche titoli di prossima uscita come Willy Morgan and the Curse of Bone Town.
Onestamente non penso che occorra aver vissuto gli anni d'oro di Sierra e LucasArts per godersi appieno titoli di questo genere. Se uno ha voglia e curiosità può approcciarsi anche oggi ad un Monkey Island o ad un Broken Sword. Sono giochi senza epoca.
E riguardo al "senso di esistere" secondo me la risposta è sì perchè rispetto ad altri titoli della famiglia delle graphic adventures (come gli story-driven di Telltale o di Quantic Dream), i punta e clicca sono profondamente diversi. Il loro focus è incentrato sulla risoluzione di puzzle ed enigmi e/o sull'uso del pensiero verticale. Quindi non devono essere visti come dei sostituti dai giocatori, ma piuttosto come delle alternative. sisi

 

Hai dato un'ottima risposta, grazie. Poi dobbiamo anche considerare che molte avventure punta e clicca si sono spostate sul "mobile" dove trovano nuova vita e possono raggiungere un pubblico pressoché sconfinato e giovane.

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2 Utilità

Anche se non sono uno dei miei generi di punta, ne ho giocati molti.
Devo dire che però trovo difficoltà a farmeli piacere, nel senso, li finisco ma difficilmente potrebbero rientrare tra i miei titoli preferiti di sempre, credo che forse l'unico che metterei è grim fandango.

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Ti dirò, ho 36 anni e all'epoca nn mi piacevano.

 

@Vitagiocata è proprio il genere che nn mi ha mai attratto, credo per il suo insieme che ai miei occhi risulta nn "pieno"... e sicuramente come mi sottolinei tu la poca azione.

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Quando capita si, L'ultima è stata Larry Leisure Suit Wet Dream Don't Dry. Anche se mi piacciono molto non ho giocato il periodo d'oro del genere. Comunque avventura grafica e punta e clicca sono un po' diversi, infatti di avventure grafiche in giro ne trovi anche di produzioni grosse, ad esempio guarda i giochi di Cage.

 

Il termine avventura grafica (graphic adventure) viene introdotto negli anni Ottanta per distinguere il nuovo nascente genere dalle avventure testuali (text adventure). In questo periodo quindi punta e clicca e avventura grafica erano assolutamente sinonimi. Oggi certamente il termine "ombrello" avventura grafica può assumere diverse valenze e sotto di esso coesistono i walking simulator (What remains of Edith Finch) o gli story driven (Cage e Telletale) ma sono sempre evoluzioni di quei giochi che nei primi anni Ottanta introdussero la grafica per raccontare una storia (King's Quest di Roberta e Ken Williams)

 

@Vitagiocata magari a quel tempo sarà stato un sinonimo delle avventure grafiche, Non ne dubito, ma ora non è più così. Anche se sono entrambi incentrati nell'aspetto narrativo hanno un Gameplay ben diverso un po' come dire Detroit become Human è uguale a Larry Leisure Suit wet Dreams Don't Dry (come Gameplay).

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Non credo che il genere si sia "estinto". Mi verrebbe da dire, proprio come dici tu, che si è ridimensionato.
Le grandi perle del genere si possono trovare prevalentemente attorno agli anni 90 (o comunque giù di lì. Non me ne vogliano i puristi del genere perché non ricordo le date esatte).
La Lucas fu, probabilmente, la più prolifica nel genere ma ci furono anche altre opere comunque di alto livello tipo Phantasmagoria, Harvest, Myst, Broken Sword, Gabriel Knight, Discworld, Leisure Suit Larry, ecc... Non li ricordo tutti ma, all'epoca, ce n'erano veramente tanti. C'era quasi la moda, oserei dire.

Il fatto che l'interesse verso il genere, secondo me, stia andando via via scemando è probabilmente dovuto ad una moltitudine di fattori tra cui il crescente interesse delle nuove generazioni verso ciò che è immediato e spettacolare (Fortnite, Cod e company), figlio anch'esso della evoluzione della tecnologia e dell'approccio sempre più cinematografico dei videogiochi.

Ad oggi, la vedo difficile mettere un ragazzino delle medie di fronte ad un The Dig e non farlo annoiare dopo il primo quarto d'ora.
I punta e clicca sono giochi "celebrali", volutamente lenti e poco inclini ad aiutare il giocatore.
L'evoluzione del mercato e la ricezione di esso da parte delle nuove generazioni sta pian piano confermando che il modello di business F2P e gli abbonamenti, sono il futuro proprio a causa di alcuni dettami sui quali tale modello si basa.
A memoria, ad ora, non mi risulta che esista un punta e clicca venduto in abbonamento (ma sarei felice di essere smentito) e non credo sia un modello di business che in futuro possa portare soddisfazioni alle grandi aziende pertanto secondo me il genere diventerà sempre più di nicchia sino a rimanere nel panorama indie.

 

@Vitagiocata Grazie a te per averlo letto. Sinceramente, all'epoca le adoravo ma sono anche uno che si stanca facilmente del design volutamente "difficile" (passami il termine) dei giochi di quei tempi.
Non volermene, sicuramente quando ero un giovincello e in forze, avevo anche tempo e voglia di stare lì a provare e riprovare o a scervellarmi ma ora, per me, sono solo un bel ricordo.

No, non credo siano superate. È un genere che ha un suo senso d'essere, non è buttato lì per caso o come un "derivativo di". Racconta storie come fossero libri ed il senso di immersività, secondo me, è più alto di esponenti di altri generi perché si presta facilmente alla rottura della quarta parete anche per via del cursore (talvolta a forma di mano) che tocca qualcosa all'interno dello schermo ed il personaggio reagisce ad esso.
È un concetto di interazione strano e complesso e non paragonabile al più classico "premi X per interagire".

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Io ho sempre amato le avventure grafiche. Son cresciuto con Monkey Island, Indiana Jones, Broken Sword ecc...
Ormai però sono più di 20 anni che arrancano sul mercato. Se ne vedono sempre meno e spesso solo i grandi nomi riescono a far di nuovo capolino e a fatica (vedi l'ultimo Broken Sword). Ultimamente il genere si era un pò rivitalizzato grazie a Telltale che ha provato a farle tornare anche con nuovi metodi di distribuzione ma purtroppo anche lei ha chiuso i battenti.
Ora non credo moriranno mai (o lo avrebbero già fatto) ma è chiaro che siano sempre più di nicchia e che non riescano ad attirare il grande pubblico sempre più abituato ad essere preso per mano e guidato passo passo, magari pure facendolo girare in un bel mondo vuoto ma dandogli appunto la sensazione di star facendo qualcosa. Richiederanno sempre più il supporto degli appassionati con campagne di crowdfunding ecc ma finché ci sarà chi se le ricorda ogni tanto avremo ancora qualche perla come Thimbleweed Park.

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Sto scrivendo un lungo post che pubblicherò sul mio blog a tempo debito. Mi interessava capire se le avventure grafiche siano oggi giocate solo dai nostalgici (come noi) o anche dalle nuove generazioni e se vengano percepite come genere di nicchia. Operazioni come Thimbleweed park sono certamente un tributo al periodo d'oro delle avventure grafiche e si rivolgono a quello specifico pubblico (che lo ha anche finanziato). Ma se penso a Oxenfree o a Kentucky route zero credo che il mercato sia ancora vitale e pulsante. Il discorso è sempre quello: gameplay contro narrazione. Finché non si riuscirà a sciogliere questo nodo le cose non miglioreranno. Solo pochi ci provano (Journey ne è il più brillante esempio)

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Sempre giocati di tanto in tanto, è un genere che mi ha accompagnato da quando ero piccolo. Giochi come Gabriel Knight 3, The Longest Journey o i Syberia li giocavo tanto tempo fa. Nel tempo ho recuperato tanti altri titoli. Non sarà il mio genere preferito, ma mi rifugio spesso in questi giochi quando voglio qualcosa di diverso.

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io ai tempi della ps 1 giocai per sbaglio alla prima di broken sword (dato da un magazine come demo)e me ne innamorai pur non sapendo che genera era .Oggi quel genere e quasi morto anche se qualche volta si ritrova come detto da alcuni sotto un genre alla telltale ,ma comunque si e trasformato in giochi come walking simultor o simile (garden between et simili).

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Non mi fa impazzire come genere,riconosco però che sono molto affascinanti e particolari...l'ultimo che giocai fu Syberia il primo...in passato giocai un paio di monkey island,discworld 2 e broken sword...Ormai non li gioco più,almeno per ora,anche perchè ne escono davvero pochi....

Quanti di voi giocano alle avventure punta e clicca?