Pensierino della sera...
Quante volte ci siamo posti la domanda "ma cos'è ch'è cambiato?"
Ovvio che, un simile quesito può giustamente essere rivolto a qualunque tipologia d'argomento o contesto, ma qui si trattano videogiochi dunque, di videogiochi si tratta.
A questo interrogativo, io stessa m'interrogo, e scavando nei recessi del mio passato da "gamer", invero una ragazzina dedita più al gioco che allo studio, traggo un'unica conclusione... I tempi.
Un pò come diceva The Boss, la compianta eroina nonchè mentore di chi noi tutti sappiamo essere stata. Ed esattamente come lei, i miei ragionamenti si accodano feroci, lasciandosi dietro lacrime che solamente persone che hanno vissuto emozioni possono interpretare.
Il mondo cambia, si evolve, muta addirittura, ma sono i tempi a stabilirlo, e non purtroppo chi quei tempi li vive. O li ha vissuti. Un esempio lampante da par mio?... Dino Crisis.
Quante, e dico quante voci si sono raccolte in supplica d'innanzi al capezzale d'Osaka? Quanti di noi ancora stanno soffrendo, speranzosi di vedere, o rivedere, la rossa che ci ha fatti innamorare tutti, tornare in una nuova veste, che si tratti di sequel o remake poco cambia nel concetto.
Invece nulla, il silenzio più assoluto. L'indifferenza, quasi totale, mossa forse dal moderno concetto che la maggioranza delle software house abbraccia e coccola. Paradossalmente, c'è chi invece ha osato, addirittura Capcom stessa l'ha fatto con RE. Ma allora il problema dov'è? I dinosauri non interessano più? Contenuto morto e sepolto? Probabilmente sono gli stessi tempi di cui ho parlato in apertura a dettare le regole.
Ci si adegua. Si deve, per forza di cose. E ci si arrende, stesso riflesso da ambo i lati d'uno specchio vincolato lercio ai dettami del momento, dal potere d'acquisto elergito da utenti succubi senza colpa. Ma aspettate un attimo... Non sono proprio gli utenti a stabilire, senza voce alcuna, l'evolversi dei tempi?!
Le battle royale ad esempio, hanno fornito un'idea, degli strumenti se vogliamo. Adesso però ce ne lamentiamo, tutte uguali, innovazione oramai agli sgoccioli. Eppure il fenomeno persiste, arrancando disperato alla ricerca del guizzo ultimo supremo, per poi divenire anch'esso l'ennesimo agglomerato di un amalgama che alla lunga esaspera. O soulslike, per citare un altro genere. A questo punto mi chiedo, con tutto il rispetto degli appassionati perchè anche me piace Pubg, sia chiaro... Chi o cosa potrà stabilire quando, e se, saremo pronti per un nuovo avvento? Saremo davvero noi stessi a modificare i tempi che nuovamente cambiano? E che potere di ruolo avremo noi in tutto questo? Chi stabilisce cosa, e cosa indentifica chi, una costante che nei pensieri miei feconda s'è insinuata scaltra...
Enima
Per me, da giocatore PC quindi digitale, molti continuano col "fisico" (anche se di fisico spesso rimane la plastica della confezione, poi c'è comunque bisogno di download da internet) per pura abitudine, senza chiedersi che cosa stanno facendo.
Ho rispetto per i collezionisti e gli amanti del fisico, ma quando è una cosa fatta coscientemente e non perchè è sempre stato così.
Il mondo cambia e bisogna adattarsi
Enima
@E_xCella ogni cosa ha i suoi vantaggi e svantaggi, almeno il digitale è buono per chi vuole giocare subito, senza uscire di casa, aspettare consegne o che il gioco venga rifornito in negozio. Dall'altro lato si perde inevitabilmente quello che dici tu, che purtroppo si perde un po' in tutto non solo coi giochi, in quest'era digitale
Ultimate Warrior
Tutto evolve e ci si adegua. È come se dicessi mi mancano la VHS, quale è la convenienza con Netflix?
Ultimate Warrior
@E_xCella Quindi concordi con me. Il digitale è il futuro. Io mi sono adeguato e mi trovo molto meglio di prima, quando c'era solo il fisico. Ho trovato piu' vantaggi che svantaggi.