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Game Master

ha scritto una recensione su God of War (2005)

Cover God of War (2005) per PS2

You Are Kratos and You Will the God of War

Lontano dal clamore e dall'hype delle grandi uscite, God of War ha saputo imporsi come uno dei migliori action game delle sesta generazione, nonchè il capostipite di una delle più acclamate serie dell'epopea PlayStation. Dal sistema di controllo sopraffino e di rara precisione, allo sviluppo di trama coinvolgente nella sua semplicità, al comparto audio-visivo sontuoso, sarebbero molti i fattori a concorrere al grande successo dell'opera prima di Santa Monica Studios, ma a vincere su tutto è la straordinaria intuizione di David Jaffe che prende in prestito quanto basta dalla mitologia greca, lo elabora in chiave violenta, brutale e sanguinaria e lo reinterpreta in una delle vesti ludiche più ispirate che si siano mai viste su PlayStation 2 (ma non solo). Epico, divertente e splendido da guardare e da giocare, la formula di God of War funziona da matti impreziosita da una curva di apprendimento nè troppo semplicistica, nè troppo complessa e un grado di sfida ben calibrato al livello di difficoltà massimo (da sbloccare dopo la prima run insieme a costumi aggiuntivi, un minigioco, il making of interamente doppiato in italiano e altro ancora).

Se di difetti dobbiamo proprio parlare, questi vanno ricercati principalmente nella poca varietà di... praticamente tutto, dai nemici ai Quick Time Events, dalle ambientazioni (comunque esaltanti) allo scarso numero di boss fight. Lo stesso finale appare sottotono e fatica ad emergere per epicità e grandiosità rispetto al resto dell'opera, cosa che non si sarebbe affatto notata se non si stesse parlando dello scontro con un dio. Così come un piatto delizioso ma non particolarmente ricco appaga fino ad un certo punto, anche la longevità del titolo delude più per la voglia di averne ancora che per l'effettiva lunghezza in sè, comunque in linea con il genere. Si tratta di dettagli che non inficiano l'esperienza e, al più, possono fare la differenza tra un voto altissimo e il massimo dei voti. Si, perchè God of War il voto altissimo lo merita eccome! Pur aggiungendo poco - se non addirittura nulla - a quanto già visto in precedenza, fa proprio quanto di buono hanno saputo fare gli altri, elevandolo ad apici sia tecnici che ludici mai visti prima, per arrivare al gioco action per come dovremmo sempre vederlo e dettando le regole del genere per oltre un decennio.

9

Voto assegnato da Game Master
Media utenti: 8.4

Game Master
Cover Indiana Jones and the Last Crusade per PC

Indiana Jones and the Last Crusade

Tra meccaniche di gioco ampiamente superate, contaminazioni arcade di un evidente cambio di rotta in fase di sviluppo e un comparto tecnico davvero molto invecchiato, Indiana Jones and the Last Crusade si candida a perfetto manuale di come disincentivare il giocatore moderno all'utilizzo. Giocatore, peraltro, completamente abbandonato a se stesso, un po' per la filosofia ludica di vecchia data e un po' per i limiti di uno Scumm System ancora in fase di crescita. Insomma, ci sarebbero tutti i presupposti per evitare come la peste questo titolo, eppure l'opera di Lucasfilm Games ha ancora tutte le carte in regola per offrire tante ore di buon intrattenimento a quanti sapranno soprassedere su tutto il peso di ben oltre un trentennio di servizio. A cominciare dalla straordinaria complessità di una struttura incredibile per un'avventura grafica, che mira a farsi giocare più e più volte e ad accontentare tutti i palati, proponendo diverse soluzioni per lo stesso problema, dalla più ingegnosa alla più sbrigativa. Il mix di enigmi ben congegnati, le vere e proprie risse da strada e un interminabile - quanto avvincente - dogfight si amalgamano egregiamente per alzare l'asticella del grado di sfida ben sopra la media. La maggiore soddisfazione non sarà il completamento di una storia - comunque - già vista, ma il raggiungimento del massimo punteggio IQ, traguardo riservato solo ai più abili in termini di logica, combattimento e prontezza di riflessi. E il tutto nel pieno spirito di Indiana Jones, che i ragazzi del team di sviluppo guidato da Noah Falstein hanno saputo omaggiare decorosamente con una trasposizione che si allontana quanto più possibile dal marasma di tie-in cinematografici intesi come vuote operazioni commerciali volte solo a spremere fino al midollo i brand di riferimento. Compito non banale se si parla di uno dei personaggi più iconici e carismatici del mondo del cinema e di uno dei maggiori successi al botteghino di sempre.

In definitiva, riprendere in mano oggi una produzione come Indiana Jones and the Last Crusade ha un immenso valore storico. Non sarà la migliore avventura grafica mai concepita nella storia, ma vale la pena darle una possibilità, soprattutto se si è interessati a scoprire come, dove e quando sono state poste le basi dell'epoca d'oro made in LucaArts.

7

Voto assegnato da Game Master
Media utenti: 6.7

Game Master

ha scritto una recensione su MediEvil

Cover MediEvil per PSX

A Gothic Tale Straight from the Grave

Sir Daniel Fortesque è un cavaliere che ha ingannato il passato e a cui il destino ha concesso una seconda opportunità di guadagnarsi sul campo il titolo di eroe che i libri di storia gli hanno attribuito erroneamente per un secolo.

Amore, passione e dedizione per il proprio prodotto possono trasformare un buon progetto in un fenomeno di successo. È questo il caso del piccolo studio britannico Millennium Interactive che nel 1998 - appena assunto da Sony sotto l'etichetta Cambridge Studio - irrompe nella scena PlayStation con un titolo carico di stile, atmosfera e personalità.
Molte le frecce all'arco del team di sviluppo guidato da Chris Sorrell. A partire da una direzione artistica sopra le righe, che pesca a piene mani dai classici della tradizione dark fantasy del filone gotico, passando per un'impostazione narrativa tra le più intelligenti (ancora oggi), che non cede alla tentazione del famigerato twist di trama a tutti i costi, e il tutto condito da una superba veste grafica - almeno per l'epoca - con uno dei primissimi mondi di gioco tridimensionale in grafica poligonale e telecamera libera per la console giapponese. Croce e delizia di tutti gli appassionati di MediEvil è però proprio questa nuova profondità offerta dalle tre dimensioni che, se da un lato, esalta le qualità adventure del titolo, dall'altro ne penalizza fortemente le componenti più marcatamente platform e hack & slash. Ogni combattimento, ogni salto, ogni tentativo di spostare un oggetto o, semplicemente, di camminare in linea retta diviene esso stesso un'impresa da eroe imposta da un sistema di controllo - a tratti - ostile e una gestione delle distanze e della telecamera ancora assai primitiva. Resta comunque il fatto che MediEvil sia un adventure soddisfacente, dal ritmo sostenuto e piuttosto corposo con la sua struttura di oltre venti livelli di puro divertimento e dal design estremamente ispirato. Ogni scenografia è studiata con cura maniacale per affrancare il decadente regno di Gallowmere ad un'eterna Halloween: inquietudine, humour nero e senso del grottesco permeano l'intera opera, dalle ambientazioni ai vari comprimari (sia amici che nemici), dai dialoghi esilaranti al vasto arsenale a disposizione del nostro cavaliere non morto. È cosa buona e giusta, in tal senso, che gli sviluppatori abbiano dedicato grande spazio all'esplorazione dei vari livelli con un sistema di progressione basato sulla conquista delle anime e la ricerca dei calici. Certo i più pignoli potranno storcere il naso di fronte all'eccessiva linearità della seconda parte di gioco che rinuncia ai bivi sulla mappa. E sicuramente non aiuta la latitanza, a lungo andare, di quelle aree segrete che da sole sarebbero bastate a giustificare la presenza di alcuni livelli in medio gioco che, seppur qualitativamente all'altezza, servono solo ad allungare il monte ore. Sono piccole sbavature che, in ogni caso, non riescono a minare l'esperienza offerta da Cambridge Studio.

In definitiva, MediEvil è una favola oscura dai toni cupamente divertenti di enorme spessore artistico che - al netto di qualche peccatuccio di esperienza e ingenuità - merita di essere giocata (e rigiocata) anche a distanza di anni. Chiunque si voglia approcciare per la prima volta a questa esclusiva PlayStation dovrà comunque necessariamente scendere a compromessi con un reparto tecnico oramai datato e un gameplay sul frustrante andante, ma difficilmente ne rimarrà deluso.

9

Voto assegnato da Game Master
Media utenti: 9.2 · Recensioni della critica: 7.5

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