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GhJaccio

ha scritto una recensione su Middle-earth: Shadow of Mordor

Cover Middle-earth: Shadow of Mordor per PS4

Il Signore degli Agnelli (🐑): l’Ombra di sé stesso.

Sono state molto contrastanti le premesse che ho potuto riscontrare nell’approcciarmi a giocare questo titolo: da un lato un’impressione più che positiva della critica e una lore d’eccellenza, dall’altro evidenti meccaniche già trite e ritrite di altri titoli.
Alla fine ho intrapreso il mio personale viaggio per le terre di Mordor nelle sembianze di un Ramingo e purtroppo ho potuto constatare come anche se alcuni aspetti risultano meritevoli di attenzione, così non si può affermare per molti altri…
La storia di fondo per quanto scontata ci può anche stare, nulla di esaltante o che ricorderete per molti lustri ma va beh, in fin dei conti quanti games creano il pretesto attorno al quale dare vita ad un gameplay prelibato?
ODM è un gioco che prende di peso e replica meccaniche ormai rodate da titoli come Batman: Arkham Knight e Assassin’s Creed, dinamiche di combattimento dal primo e arrampicate/parkour dal secondo. Il problema è che si ha la netta sensazione di come le stesse risultino applicate in maniera superficiale e abbastanza priva di scopi sufficientemente coinvolgenti. Le sezioni di combattimento sono anche abbastanza divertenti una volta sviluppato il personaggio e preso il ritmo con le diverse combo di tasti, ma molto ripetitive sul lungo periodo. Le arrampicate invece lasciano molto a desiderare soprattutto per quella che è la poca presenza di strutture ed edifici sulla mappa di gioco, ci si trova a saltare da una parete all’altra dello stesso edificio diroccato nel mezzo di una pianura ampia e abbastanza priva di mordente.
L’innovazione proposta dal gioco invece riguarda il sistema Nemesis, brevetto della produzione che ancora oggi non permette applicazione in altri titoli, il cui scopo è quello di creare una sorte di “micro storicità” all’interno degli eventi di gioco: gli Uruk (gli orchi) agiranno secondo una precisa gerarchia piramidale che dividerà gli stessi in classi militari: soldati semplici, capitani e comandanti. A seconda di come agiremo all’interno del mondo di gioco un singolo orco potrà scalare la piramide potendo arrivare anche al vertice e dirigendo autonomamente un gruppo di soldati. Il sistema è anche interessante sulle prime, gli orchi sono ben distinti tra loro per peculiarità e abilità e lungo il percorso di gioco avremo a che fare con una moltitudine differente di personaggi, tutti con diverse caratteristiche somatiche. Il sistema regge fino a un certo punto e lascerà spazio alla ripetitività una volta comprese nel dettaglio le logiche dietro il palco.
Il primo 50% del gioco è di una noia assurda: ampi spazi poco popolati e poco caratterizzati, quest secondarie ripetitive all’inverosimile (addirittura farete fatica a distinguere una quest da un’altra tanto simili tra loro sono gli obiettivi e gli elementi in gioco), main quest lenta e priva di mordente.
Per la seconda metà ho potuto notare una lieve impennata negli eventi e nel gameplay, all’attivarsi di alcune abilità particolari che rimescoleranno leggermente le carte e daranno la sensazione di aggiungere elementi strategici al gioco… sensazione appunto.
Storia, ambienti, missioni secondarie e principali, abilità del ramingo, armi e rune, ricerca dei collezionabili… tutto di una linearità e di una noia spiazzante.
Perfino sul finale, quando il titolo aveva raggiunto almeno il mio personale 6 di voto, boom! Arriva la botta di scontri con i boss ai limiti del ridicolo. Sulle prime nemmeno credevo di aver visto giusto e la speranza di veder cambiare qualcosa rimaneva, ma allo scoccare dei titoli di coda ho provato una delusione molto forte. Non credevo, al di là di ogni possibile spoiler, che veramente si potesse concepire una boss fight da risolvere con la pressione di un tasto per N°2 volte (!!!).
Anche la giustificazione che il titolo abbia ormai sulle spalle qualche anno di vita non regge perché esistono titoli coetanei o molto più vecchi che possono tranquillamente surclassare ODM.
Per concludere oltre alle già sopracitate mancanze di un titolo che poteva avere delle notevoli premesse, mi sento di aggiungere solamente il consiglio di giocarlo a tempo perso (ammesso che troviate sauronesche motivazioni), magari come titolo di passaggio da un gioco elaborato ad un altro.
... Lasciamo riposare la Terra di Mezzo, tra agnelli ed ombre fuggenti ...

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