Ludomedia è il social network per chi ama i videogiochi. Iscriviti adesso per iniziare.

GhJaccio condivide alcuni suoi interventi solo con i suoi amici. Se vuoi conoscere GhJaccio, aggiungilo agli amici adesso.

GhJaccio

ha scritto una recensione su Assassin's Creed IV: Black Flag

Cover Assassin's Creed IV: Black Flag per PS4

Quattro pirati nel mar dei Sargassi

Prima di proiettarmi nella descrizione di questo gran bel titolo mi sento quasi in dovere di fare una considerazione rispetto alla saga “Assassin’s Creed”… Leggo infatti in moltissime recensioni o in svariati commenti parecchi riferimenti negativi e di lamentela circa la mancanza di innovazione, la ripetitività, la “solita minestra” ecc. ecc. ecc. di questa serie targata Ubisoft. Nel giocarli (perlomeno fino ad ora) ho più volte cercato di comprendere queste forme di accuse nei confronti del brand e… personalmente sono sempre più convinto che giocare ad Assassin’s Creed sia in tutto e per tutto una “filosofia di gioco”. Se si cercano titoli che puntino tutto sul gameplay o sulla difficoltà sarebbe opportuno affacciarsi direttamente su altri prodotti. Giocare ad Assassin’s Creed non significa cercare un divertimento fatto di intrattenimento strategico o di chissà quale azione esplosiva, al contrario invece ci si dovrebbe approcciare a questi giochi cercando di viverli per le informazioni che trasmettono, per quei tratti di vita dei personaggi racchiusi in un ben definito periodo storico rapportandoli a quella che è la storia umana nel complesso. Se ci si pensa alla fine è proprio la simulazione in cui ci si cala per vivere le avventure dei protagonisti la vera e propria essenza del game. Giocare ad Assassin’s Creed significa spulciare ogni informazione storica o legata agli eventi in game per approfondirne anche gli aspetti più nascosti… Scusate la noiosa premessa ma spero di poter essere di aiuto anche solo ad uno dei gamer sistematicamente delusi all’uscita del nuovo capitolo.
Al netto di ciò… Black Flag è veramente un ottimo capitolo della saga, a farla da padrona un’ambientazione molto suggestiva fatta di isole tropicali, fondali trasparenti e sabbia bianchissima. Le avventure di Edward Kenway si svolgono all’interno di un mondo molto vasto e per la maggior parte composto nientepopodimeno che… da acqua salata! Saranno tendenzialmente predominanti infatti le ore trascorse a bordo del nostro prode veliero alla ricerca di qualche redditizio abbordaggio o di nuovi tesori luccicanti. Non mancheranno naturalmente le situazioni a terra nel corso della nostra avventura e molti saranno anche i personaggi che ne faranno parte. In linea di massima la palette di colori, l’alternarsi del dì e della notte e delle condizioni climatiche renderanno una vera gioia per gli occhi le nostre scorribande tra i mari. Predominanti sono appunto le sezioni a bordo del nostro destriero velato, approccio di gioco che era stato appena accennato nel tanto criticato terzo capitolo è stato sviluppato enormemente in Black Flag, portando ad un livello molto avvincente battaglie navali ed esplorazione dei mari. Ottima anche la storia con un intenso approfondimento dei legami tra i pg e numerosi riferimenti storici dettagliati. Molto carine l’introduzione delle battute di pesca a bordo della scialuppa, le battaglie contro le navi leggendarie e la caccia ai tesori nascosti in vero e proprio stile piratesco (si, c’è anche la X rossa). Come sempre sono presenti una grande varietà di armi e skin sia per Edward che per la nave Jackdaw. Menzione d’onore anche per le missioni sottomarine sempre alla ricerca di tesori, stavolta a tu per tu con i denti di aggressivi squali bianchi. Unica nota per così dire “negativa” è stata a mio parere l’eccessiva presenza di collezionabili (casse del tesoro) sparsi per il mondo di gioco: se da un lato hanno il sicuro pregio di portare ad un’esplorazione pressoché capillare il giocatore, dall’altro portano ad un continuo “sali/scendi” dalla nave che dopo un po’ viene a noia. Se consideriamo inoltre che per ovvi motivi storici e territoriali i Caraibi non possono creare la grande varietà visiva dell’Italia Rinascimentale del buon Ezio Auditore, risulta facile comprendere come possa divenire presto ripetitiva l’esplorazione delle paradisiache isole teatro del titolo. Simpatica anche la connessione finale lungo la parentela Kenway. Non posso che consigliare questo Assassin’s Creed IV a tutti quei gamer che hanno percepito la “filosofia assassina” della serie e che non vedono l’ora di scoprire nuovi riferimenti storici e soprattutto come si intersecano con le vicende di gioco. Per chi invece è sempre alla ricerca di novità originali che diano evidenti cambi di rotta alla serie… consiglio di puntare ad altro naturalmente.

GhJaccio

ha scritto una recensione su Far Cry 3: Classic Edition

Cover Far Cry 3: Classic Edition per PS4

Ritorno all’isola che non c’è.

Ho preso il terzo titolo della serie far cry con un colpaccio in offerta e principalmente per averne sempre sentito parlare in maniera positiva senza mai avere avuto occasione di giocarlo. Della stessa serie fino al momento di tuffarmi in questo capitolo avevo ultimato e platinato solo “Primal”, titolo che tutto sommato mi aveva anche dato più di qualche soddisfazione e che mi aveva lasciato la curiosità di provare un gioco dello stesso genere al netto però degli ovvi limiti legati alle tecnologie preistoriche, che privavano l’esperienza di gioco di molte “risorse belliche” moderne.
Trattandosi di una remastered comincio subito col dire che il voto finale risente ovviamente di un lavoro di recupero che a mio sindacabile giudizio poteva risultare decisamente più produttivo. La sensazione di giocare un titolo old gen c’è tutta e che molto poco lavoro sia stato fatto per riproporre il game sull’attuale gen pure…
Al netto di quanto sopra l’avventura sa comunque divertire, c’è spazio per qualche carino colpo di scena e il finale è veramente figo! (soprattutto uno dei due previsti).
Il senso di libertà che si percepisce è molto presente, a tratti fino a sfociare nella dispersività. Oltre ai consueti frequenti cambi di direzione che portano a lasciare in sospeso la main quest per svariato tempo, va segnalato però una abbastanza povera presenza di mission secondarie degne di interesse. Considerando poi la grafica ormai datata viene inoltre meno quel senso di esplorazione a fini panoramici che poteva esserci nel periodo di uscita del capitolo originale o su altri titoli similari ma di nuova generazione.
Carino come sempre il crafting e il sistema “a conquista” del terreno di gioco, per quanto anche queste meccaniche già rodate.
Nel complesso posso ritenere di aver vissuto un’esperienza virtuale appagante e soddisfacente, nonostante quella persistente sfumatura di old gen che accompagna per tutta l’avventura.
Mi sento di consigliare Far Cry 3 a chi non l’ha mai giocato e che apprezzi anche in minima parte il genere open world in prima persona.

Non ci sono interventi da mostrare 😔