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Goomyken

ha scritto una recensione su Kingdom Hearts III

Cover Kingdom Hearts III per PS4

Kingdom Hearts III aveva una bella responsabilità sulle spalle: concludere la saga di Xehanort, iniziata quasi venti anni fa con il primo capitolo della serie. In mezzo ai capitoli “principali” ci sono stati numerosi giochi secondari che hanno introdotto man mano nuovi elementi chiave nella storia e presentato personaggi importanti, che hanno avuto ruoli preminenti nella storia dell’universo di gioco. Detto questo, riesce questo gioco a chiudere ciò che è stato aperto in questi anni? (in relazione alla sola saga di Xehanort, ovviamente) Posso dire di sì, tutto sommato; tuttavia, dire che lo faccia bene è un altro paio di maniche.

Parto dal problema principale di questa storia: il pacing; dopo un’introduzione piuttosto lunga (che si pone come Kingdom Hearts 2.9, visto che Nomura è un simpaticone) inizia il viaggio di Sora per recuperare il potere del risveglio, che gli sarà necessario nella preparazione allo scontro finale tra luce e oscurità. Come da tradizione questo viaggio lo porterà in vari mondi Disney, alcuni già visti ed altri completamente nuovi; alcuni mondi offrono una storia originale, ambientata dopo i rispettivi film, mentre altri si svolgono durante gli eventi dei lungometraggi (queste ultime sono le storie meno riuscite, troppo frettolose e certe volte con dei passaggi incomprensibili per chi non ha visto il film in questione). Anche il level design è un po’ altalenante: in certi casi, come nel mondo dei Caraibi, ci viene offerta una buona possibilità di esplorazione spesso ricompensata con oggetti segreti, mentre altri, come il regno di Corona, sono sì belli da vedere ma ben poco interessanti dal punto di vista ludico. A livello di trama, in questi mondi succede poco e niente: ogni tanto spunta fuori un membro dell’organizzazione XIII che si mette a blaterare delle solite cose sull’oscurità e poco altro; sarebbe perdonabile se le storie dei singoli modi fossero trattate con cura, ma nella maggior parte dei casi così non è. L’avanzamento della trama avviene perlopiù tra un mondo e l’altro, e solo tramite filmati; e anche in questo caso, in realtà succede ben poco. Vista la mole di questioni da chiudere sarebbe stato più intelligente fare avanzare la storia a mano a mano, magari inserendo qualche mondo originale fra i vari mondi Disney; invece nelle ultime ore di gioco ci si ritrova bombardati di informazioni e avvenimenti importanti a cui palesemente non viene dato il giusto spazio, lasciandoci un po’ l’amaro in bocca. Gli avvenimenti in sé hanno più o meno senso (per quanto senso possa avere la trama di Kingdom Hearts) se si escludono i viaggi temporali che funzionano “perché sì”, il problema è il tempo dedicatogli; personaggi il cui arco narrativo è stato introdotto in giochi interi se lo vedono concluso in dieci minuti se va bene. Nonostante tutto, non posso negare di essermi commosso in certe scene, perché i legami che si sono creati con questi personaggi nel corso degli anni si fanno sentire; inoltre, la fantastica colonna sonora di Yoko Shimomura fa come sempre il suo sporco lavoro.

Passando sul versante gameplay, il combat system è molto fluido e riesce ad essere divertente seppur sia molto (forse troppo) incentrato sulla spettacolarità e fin troppo carico di elementi: tra attrazioni, magie supreme, legami, e trasformazioni dei keyblade Sora è praticamente una macchina da guerra, e anche a difficoltà esperto ho incontrato poche difficoltà. È un peccato che tutte le magie (ad eccezione di Energia/ra/ga) siano magie di danno elementale; avrei voluto un ritorno di Stop, Antima, Reflect o comunque di magie più “particolari”.

Ritornano le fasi nella gummiship, questa volta abbandonando la struttura di sparatutto su binari per immergerci in vaste aree da esplorare alla ricerca di progetti per la nave o di costellazioni segrete; nulla di particolarmente intrigante, ma sicuramente apprezzabile.

In conclusione, Kingdom Hearts III rimane un buon titolo, abbastanza in linea con i precedenti capitoli; il problema è che, considerato il compito di chiudere la saga si poteva e si doveva fare di più.

7

Voto assegnato da Goomyken
Media utenti: 8 · Recensioni della critica: 8.8

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