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Sviluppato da MachineGames e prodotto da Bethesda Softworks, Wolfenstein: The New Order è uno sparatutto in 1a persona uscito il 20 maggio 2014 per PlayStation 4 · Pegi 18+

Wolfenstein: The New Order riporta in auge la serie che ha dato vita al genere degli sparatutto in soggettiva. Sviluppato da MachineGames, uno studio composto da programmatori veterani riconosciuti per il loro lavoro su titoli con trame complesse, Wolfenstein è un profondo gioco narrativo ricco di azione, avventura e combattimenti in prima persona.
Intenso, cinematografico e graficamente incredibile grazie al motore grafico id Tech 5 di id Software, Wolfenstein spedisce il giocatore in tutta Europa, in una missione personale per annientare l'apparato bellico nazista. Con l'aiuto di un piccolo gruppo di combattenti della resistenza, dovrai infiltrarti nelle strutture nemiche più difese del mondo, combattere legioni di nazisti tecnologicamente avanzati e prendere il controllo delle super-armi che hanno conquistato la Terra... e oltre.

8.5

Recensioni

67 utenti

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8.5

Media dei voti
67 recensioni degli utenti

Judgement Fil
Cover Wolfenstein: The New Order per PS4

La nascita della resistenza

Come al solito, link all'articolo sul blog, corredato dai soliti screen
--> https://wordpress.com/post/unfilonerd.wo … <--

Altrimenti, mettete questa in sottofondo: https://www.youtube.com/watch?v=YyHIAtfT …

Wolfenstein: The New Order è un titolo su cui gravano due fardelli: il primo è dovuto al bisogno di mantenere alto il nome di una serie storica, mentre il secondo è, ovviamente, quello di risultare un buon gioco.
L’impostazione è quella da first person shooter story driven, ma prima del 2014, Wolfenstein non ha mai avuto una grandissima valenza narrativa e la trama era poco più di un pretesto per eliminare nazisti.
Successivamente –nel 2016- Id software con Doom avrebbe dimostrato che quando hai un gameplay eccezionale, la storia non è strettamente necessaria ma, è indubbio che Wolfenstein abbia un potenziale narrativo non da poco. Dunque risulta comprensibile il desiderio di MachineGames di provare ad esprimere tale facoltà.
Ed ecco che un banale pretesto diventa qualcosa di più, qualcosa per cui vale la pena combattere. In Wolfenstein: The New Order i nazisti hanno vinto la Seconda guerra mondiale e gli sviluppatori hanno provato a rispondere alla domanda: “E adesso?”
Insomma, il compito riservato a MachineGames era tutt’altro che semplice, saranno riusciti nell’impresa?

-Il Nuovo Ordine
La risposta è non proprio. Perché, se da un punto di vista prettamente narrativo c’è poco da obiettare, lo stesso non si può dire del modo in cui narrazione e fasi di gameplay vengono implementate. Wolfenstein: The New Order “soffre” dunque di un problema strutturale che va ad inficiare sulle parti migliori dell’esperienza, ma facciamo un passo indietro.
Come dicevo sopra, la storia narrata convince: gli eventi si svolgono principalmente nel 1960 e vediamo William “BJ” Blazkowicz intento a formare una resistenza. Ci si ritrova dunque in un mondo in cui l’egemonia nazista regna attraverso la forza e il terrore, e non trova spazio per i deboli o i diversi.
Quella di New Order è una storia incentrata sul sacrificio i cui protagonisti fungono da testimoni, tra uomini e donne disposti a dare tutto per un mondo migliore. Nel corso dei sedici capitoli che compongono la campagna avremo a che fare con personaggi memorabili, spesso tragici, vittime di un regime spietato. Si tratta dunque di una di quelle storie da godersi tutte d’un fiato ed è un peccato che la realizzazione degli altri elementi non sia altrettanto efficace.

-Un passo avanti, uno indietro
Wolfenstein è uno sparatutto di stampo “classico” in cui, fasi di gameplay sono intervallate da sequenze filmate. Purtroppo ci sono sezioni del gioco in cui quest’ultime, insieme ad una certa dose di fasi scriptate, finiscono per risultare opprimenti. Aggiungeteci certe fasi di gameplay incredibilmente lente, come quelle subacquee o con il LaserKraftWerk di natura esplorativa, e le braccia potrebbero cadervi.
A ciò si contrappongono fasi di shooting dall’alto tasso di adrenalina -che sono i momenti migliori del gioco- in cui ci si può sbizzarrire sparando a qualsiasi cosa si muova.
Le armi, pur non essendo moltissime hanno tutte un grande carattere, se ne possono equipaggiare due dello stesso tipo insieme ed alcune di esse possiedono una modalità di fuoco secondaria. Infine, il feedback di queste è convincente, così come la sensazione dei colpi sul nemico.
Gli sviluppatori hanno poi provato ad inserire uno skill tree formato da quattro rami, ciascuno con otto abilità da sbloccare soddisfacendo alcuni requisiti. Si tratta di un sistema tanto basilare quanto efficace, perché spinge a sfruttare tutti gli aspetti del combattimento dall’uso delle coperture (con la possibilità di sporgersi) fino alle uccisioni istantanee -dei nemici ignari- lanciando i coltelli.
In questi frangenti va però segnalata un’intelligenza artificiale deficitaria, con soldati che non si accorgono della morte dei loro compagni a pochi centimetri di distanza. Fortunatamente le cose funzionano in modo diverso con gli scontri a fuoco, dove questi risultano aggressivi e meglio gestiti –pur senza fare miracoli- capaci di garantire una buona sfida anche alla difficoltà normale. E sempre restando in tema di sfida, il titolo offre ben cinque difficoltà selezionabili da subito, in modo da soddisfare qualsiasi esigenza.
Per quanto riguarda il design dei livelli, nonostante una certa linearità di fondo, in alcuni frangenti (come le aree segrete) è possibile percepire la volontà degli sviluppatori di rendere il tutto più complesso, elemento che fa piacere nonostante una certa immaturità del team in tale ambito.

-Livello tecnico e direzione artistica
In un certo senso, Wolfenstein: The New Order è vittima del periodo in cui è uscito. Oltre a sfruttare l’ormai vecchio id Tech 5, sente il peso della sua natura cross-gen. I modelli poligonali dei personaggi sono migliorabili, così come tantissime texture degli ambienti esterni, che sono a bassa risoluzione, perlomeno il tutto viaggia a 60 fotogrammi al secondo. Anche le mappe sono spesso divise in più sezioni separate e risultano di dimensioni abbastanza contenute. Per quanto riguarda l’art direction, il setting distopico e la natura degli scenari visitati, non lasciano particolare spazio a grandi dimostrazioni artistiche.
Quanto al doppiaggio italiano, ci attestiamo invece su buoni livelli, peccato che sia stato fatto un pessimo lavoro in termini di mixaggio e, per riuscire a seguire i dialoghi è stato necessario abilitare i sottotitoli. Menzione d’onore per la colonna sonora, che tra canzoni di gruppi parodistici e le tracce composte nientemeno da Mick Gordon, la qualità è assicurata. Quest’ultime in particolare spaziano da sonorità pesanti fino ad alcune più tranquille, che ben si sposano con i momenti più delicati dell’avventura.

-Commento
Wolfenstein: The New Order è una strana chimera che mescola fasi di gameplay differenti, tipiche dei fps più moderni, fino a sparatorie al cardiopalma in cui dà il meglio di sé. Purtroppo, le frequenti sequenze cinematiche e gli eventi scriptati, vanno ad inficiare sul ritmo di gioco che, a conti fatti, risulta frammentato. Ciò nondimeno, l’opera di MachineGames può contare su una buona narrativa, ricca di mordente e una colonna sonora di grande spessore. Pur proponendo diversi ammiccamenti ai gloriosi fasti del passato attraverso rimandi ed easter egg, Wolfenstein ha cambiato forma ed è diventato una creatura totalmente differente, ma non priva di valore. Si tratta quindi di una ripartenza buona ma non eccezionale, sebbene il capitano Blazkowicz abbia ancora tanto da dire.

7.5

Voto assegnato da Judgement Fil
Media utenti: 8.5 · Recensioni della critica: 8.2

pi4c3

ha scritto una recensione su Wolfenstein: The New Order

Cover Wolfenstein: The New Order per PS4

Non riesco a farmelo piacere.
Non sono uno da sparatutto, ma speravo in qualche arma e situazione diversa dal solito, un po' alla bioshock o un po' alla doom
Invece niente, mi ha dato una noia tremenda e ho rimandato il giocarlo per anni, niente, non mi prende. Comunque non è un brutto gioco

Bux92

ha scritto una recensione su Wolfenstein: The New Order

Cover Wolfenstein: The New Order per PS4

"- Che io sia... BJ Blazkowich!"
"- Caroline. Sei viva."
"- Se questa merda la chiami vivere. Ho tre vertebre spezzate. Tu?"
"- Trauma alla testa. Ho una scheggia di 10cm nella cozza, è ancora li."
"- Resezione del colon, shock settico e fratture pelviche."
"- Perdita di memoria, flashback, 14 anni in manicomio."
"- E' bello rivederti William."

PREMESSA:

Non c'è molto da dire o meglio non si dovrebbe, tutti i videogiocatori di vecchia data dovrebbero almeno averlo sentito una volta (tranne i casualoni). Il primo capitolo fu “Castle Wolfenstein” sviluppato da Muse Software nel 1981 ed era uno Stealth 2D, con sporadici combattimenti. Solo nel 1992 spopolò con “Wolfenstein 3D”, sviluppato stavolta da Id Software, e le differenze si notavano eccome: era diventanto uno shooter violento (meglio).
Invece questo capitolo del 2014 è prodotto da MachineGames che, pur mantenendo il solito stile, riesce a creare una nuova cronologia.

TECNICA:

C'è da lodare la neofita Software House svedese MachineGames sotto questo aspetto, è molto fluido gira a 60 frame inchiodati e grafica a 1080p (la potenza di id tech 5 si vede), fin qui niente da dire. Ma non si può affermare lo stesso per i dettagli dei modelli poligonali dei personaggi secondari poco curati, invece buona varietà per i nemici, l'IA avversaria non è molto furba. Le ambientazioni variano e sono ben fatte, dai fondali marini passando per i campi di concentramento si arriva addirittura sulla luna. Buona varietà ma qualità non ottimale, gli interni sono un po' poveri con colori freddi che non rappresentano al meglio un mondo distopico. Invece per l'audio e il doppiaggio non ci siamo, fanno ribrezzo, per capire alcuni dialoghi bisogna attivare i sottotitoli perché c'è troppo casino. Il doppiaggio idem, è disgustoso pure quello, la sincronizzazione tra labiale e voce è illusoria. Ogni tanto si verifica qualche bug, armi fluttuanti o cadaveri che s'incastrano e traballano. Si può tuttavia chiudere un occhio (o magari due) dato che questo è il loro primo gioco e questi sono errori di gioventù (poca esperienza). Resta il fatto che è un signor gioco.

GAMEPLAY:

Il gameplay è veloce, abbastanza splatter e molto divertente. Il feedback delle armi è ottimo tra rinculi potenti e il caos su schermo generato dalle bocche da fuoco. Ogni arma ha due modalità di fuoco per approcciare come si preferisce, inoltre si può per ogni fucile o pistola equipaggiarne due e fare così un festino di sangue nazista. Doppie armi, doppie munizioni, doppio caos, doppia brutalità, doppie bestemmie e quindi doppio divertimento.
C'è anche un sistema di talenti buttato li a caso che lascia un po a desiderare. Non è molto approfondito infatti, serve sia a potenziare le armi come aumentare la capienza dei caricatori o migliorarne l'abilità relativa all'utilizzo, sia a essere più veloci nel ricaricare le doppie armi. Invece il gioco può essere affrontato anche in stealth, con delle relative meccaniche, che in vari punti a difficoltà più alte diventa necessario, ma non aspettatevi una gran intelligenza artificiale. Non sarà capace di elaborare strategie complesse, sia in stealth che in modalità rambo. Per il resto ottimo, musiche cattive che vanno a “braccetto” con lo stile frenetico di gioco, va avanti con fluidità a 60 fps anche negli scontri. Piccola menzione per i collezionabili, molto belli tutti in oro (compresa la svastica d'oro).

TRAMA:

La trama è tanta roba, per come la vedo io è il punto forte del gioco con il suo futuro distopico (che sono i migliori).
Si parte nel 1946 in una realtà alternativa in guerra contro la Germania nazista. Purtroppo “B.J.” e la sua squadra si imbattono in un losco figuro: il ritorno dell'Obergruppenführer “Wilhelm Strasse”, noto come “Deathshead”, antagonista di vari capitoli. Un individuo disgustoso e repellente che sembra prendere ogni sua decisione seguendo i più bassi istinti umani (l'uomo può cadere molto in basso...).
Purtroppo la missione non finisce bene ed in una fuga il protagonista verrà ferito gravemente alla testa e finirà in stato vegetativo per 14 anni. Intanto la potenza di Hitler trionfa costringendo alla resa l'America e governando il mondo nell'odio e nel terrore, dove vige la dittatura e l'ingiustizia, in un universo cupo e privo di scrupoli e pieno di rabbia, sangue e violenza.
B.J. viene accolto e ricoverato in manicomio e accudito dall'infermiera “Anya” per 14 anni, ma nel momento in cui i nazisti arrivano a fare una strage, in un impeto di collera tornano le forze al protagonista, che si risveglia nel 1960 davanti a un mondo completamente trasformato e stravolto dall'ordine nazista. Insieme ad Anya decide di mettere di nuovo in piedi la Resistenza (quei pochi rimasti) e debellare una volta per tutte i Tedeschi, ristabilendo l'ordine e la serenità nel mondo.
La trama iniziale non è niente male, in tutto questo c'è anche una storia d'amore abbastanza travagliata da parte di Blazkowich, ben fatta e non forzata giusto per arricchire ancora di più il prodotto, non mancheranno inoltre scene di sesso. Secondo me molte altre SH dovrebbero inserire quest'elemento nei propri lavori, così magari da proporre qualcos'altro invece dei soliti “papponi riscaldati”.
I personaggi secondari ben caratterizzati anche se in fondo sono i classici stereotipi, gli antagonisti sono fatti bene tant'è che Deathshead arriverete ad odiarlo, invece gli antagonisti secondari come la coppia spregevole di nazisti (dei quali non ricordo i nomi... lo so merito una punizione...), sono abbastanza ripugnanti.

LONGEVITA'

La durata è più che buona e soddisfacente, tuttavia non eccelle la campagna la cui durata si aggira intorno alle 10-12 ore, il che non è poco per un fps lineare, bensì è dentro gli standard attuali (tranne certi coff coff giochi annua-ops coff coff). La rigiocabilità c'è, intanto grazie ad una scelta iniziale che cambia alcune scene, quindi per godersi appieno il gioco va finito due volte. Le difficoltà sono tutte selezionabili sin da subito, pure “ÜBER” (molto difficile, che non è brava ma c'è di peggio), una volta finito potrete inserire dei codici risolvendo enigmi precisi (internet) sbloccando 4 o 5 modalità alternative molto carine. Visto il gameplay veloce, violento, divertente e caricamenti rapidi non escludo ogni tanto qualche breve partitella, giusto per far esplodere due tedeschi.

TECNICA: 85/100
GAMEPLAY: 96/100
TRAMA: 100/100
LONGEVITA': 87/100

VOTO PERSONALE: 96/100

Diciamo subito che gli FPS sono il mio genere preferito e questa è una saga storica che non ha bisogno di molte presentazioni. Divertente e violento, trama magnifica e seria con risvolti importanti, cosa che non ti aspetteresti per un titolo del genere. Insomma un miscuglio tra meccaniche “old e next” ben riuscito e funzionale, poi beh... Trucidare nazisti a chi non piace? In fondo è un gioco tamarro con protagonista stereotipato al massimo, ma mai antipatico anzi... William “B.J.” Blazkowich è un duro!
Però c'è da dire che 7GB di patch al D1 è tanto ed è pure una palla anche se ormai non è più così strano, ma ciò non vuol che vada bene. Ah, e non c'è il multy che è una gran cosa, ormai è stra-abusato ovunque e inserito forzatamente, giusto per far felice la “massa urlante” e fare i “big money”, troncando così la qualità della campagna in singolo. Quel mezzo voto in più, facendomi chiudere un occhio sulle lacune tecniche, è dovuto in verità a molti motivi ma diciamo che il resto mi è piaciuto talmente tanto...

TROFEI DIVERTENTI? 75/100

NELLA NORMA

Ma si alla fine si dividono in 3 categorie:

1) Quelli relativi alla storia (che si sbloccano giocando).
2) Quelli sui talenti (si ottengono uccidendo i nemici in vari modi, anche se alcuni sono un po' una forzatura).
3) I collezzionabili (132 non sono esattamente pochi).

Ah! E finirlo a “ÜBER” non è così difficile come sembra, volendo esiste un glitch (che io non ho usato).

DIFFICOLTÀ PLATINO: 65/100

I collezzionabili non sono mancabili, si potranno selezionare i capitoli e con dei video si trovano subito. Insomma il trofeo più difficile è quello della difficoltà massima, però potrebbe anche essere un non problema grazie ad un glitch che permette di ottenerlo giocando solo l'ultimo capitolo a “ÜBER”. Io non l'ho usato non perché mi piace bestemmiare anzi... (a chi non piace in fondo...) Ma perché il gioco mi è piaciuto molto e quella difficoltà non è così dura, di punti difficili ce ne sono ma di pezzi davvero ostici da rimanere inchiodato giorni non ce ne sono.

memento

ha scritto una recensione su Wolfenstein: The New Order

Cover Wolfenstein: The New Order per PS4

Con colpevole ritardo posso affermare che questo titolo, per gameplay, è certamente uno dei migliori FPS degli ultimi 5 anni.
Ho trovato estremamente divertente e appagante tutta la campagna, con azione pura e fasi stealth bilanciate alla perfezione.
Inoltre il concept stesso mi attirava moltissimo, ma si è rivelato uno dei motivi di abbassamento del voto. A mio parere non è stato sfruttato l’enorme potenziale che poteva avere questo “sviluppo” alternativo della seconda guerra mondiale, con molte idee interessanti approfondite quasi per nulla.
In definitiva il gameplay eleva il titolo per stile e divertimento, mentre tutta la parte narrativa mi è sembrata solo sufficiente, complice anche un protagonista carismatico ma allo stesso tempo stereotipato al massimo.
Comunque ho apprezzato il gioco e sicuramente recupererò gli altri capitoli.

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