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PlayStation 5 e trofei: quale futuro? – Speciale

Come vi abbiamo ricordato in uno dei nostri speciali, che vi invitiamo sempre a riguardare per scoprire tutte le curiosità sull'argomento, è esattamente dal 2 luglio 2008 che i giochi PlayStation hanno introdotto la funzione dei trofei. A dodici anni di distanza, possiamo contare su una lista che ha ormai superato i diecimila titoli che integrano questa caratteristica e su un universo di siti, blog, forum, app e social network dedicati alla caccia ai trofei e al confronto tra appassionati decisi a sbloccare anche l'ultima delle coppe nei giochi più disparati. Non ultimo (anzi, a ben vedere il primo) il nostro forum, sempre aggiornatissimo e, negli ultimi tempi, ancor più attivo del solito.



Con l'approssimarsi della next-gen la domanda che sorge (una delle tante, in realtà) è una sola: che cosa ne sarà dei trofei con PlayStation 5? La risposta più ovvia è quella che vi starete dando in questo preciso momento ed è la ragione per cui nessuno dovrebbe essersi posto il problema: non cambierà niente e i trofei continueranno a essere proposti come funzione aggiuntiva su tutti i titoli, esattamente come avvenne nel passaggio da PlayStation 3 a PlayStation 4 e come è accaduto nella declinazione portable per PlayStation Vita. Ma siamo davvero sicuri che Sony voglia continuare sulla stessa strada, o è invece possibile un aggiustamento della rotta, se non un vero e proprio cambio, per ottenere risultati ancora migliori?



Psicologia spiccia



Risultati che, senza essere grandi analisti o psicologi plurilaureati, sono sotto gli occhi di tutti. La funzione dei trofei, o le analoghe ricompense presenti su altre piattaforme e legate ad azioni particolari da compiere nei giochi, ha il chiaro scopo di aumentare artificiosamente la longevità di un titolo, oltre a farci scoprire qualche peculiarità che altrimenti sarebbe passata sottotraccia. Sebbene quella dei cacciatori di trofei sia una nicchia piuttosto ristretta dell'intero panorama dei videogiocatori, è una nicchia fatta di persone che sono disposte a continuare un gioco anche molto tempo dopo la sua conclusione solo per ottenerne il Platino. Nel caso dei collezionisti questo potrebbe non fare molta differenza, ma per chi, ad esempio, è solito rivendere i giochi dopo averli finiti, significa dover ritardare la compravendita e aumentare le possibilità che l'acquirente si rivolga a un negozio o allo store digitale.



Non è tutto. Il sottogruppo dei completisti, infatti, non si accontenta di sbloccare il trofeo di Platino, ma ha bisogno di finire la lista trofei al 100%, per vedere riempirsi la maledetta barra di avanzamento sul PlayStation Network. Tradotto in termini economici, questi giocatori avranno una spinta in più verso l'acquisto di qualunque DLC venga immesso sul mercato e torneranno su un gioco anche mesi dopo la sua uscita. Un risultato che, senza trofei, difficilmente si raggiungerebbe, salvo casi eccezionali.



Sempre pensando al vil denaro, è proprio l'attrazione esercitata dalle coppe di Platino ad aver fatto nascere un intero filone di giochi che sembrano guidati più dalla volontà di essere appetibili in termini trofeistici che da quella di risultare belli da giocare. I vari Ratalaika, Artifex Mundi, Sometimes You e Lightwood Games hanno costruito il loro successo su liste di trofei semplicissime da completare e suddivise tra innumerevoli piattaforme e regioni dello store, per conquistare quella fetta di cacciatori che non si fa problemi (a buon diritto e nel pieno del proprio libero arbitrio, s'intenda, perché non vogliamo accusare nessuno) a prediligere la quantità alla qualità.



Il meccanismo che sta sotto a questi risvolti economici è sempre lo stesso e, come dicevamo, si tratta di psicologia da quattro soldi. Da un lato il sistema di ricompense è direttamente legato a quello delle classifiche e, là dove c'è una classifica, si accende matematicamente una competizione. Fare a gara a chi ha più coppe, o a chi si trova più in alto nella leaderboard, o a chi ha una percentuale di completamento dei giochi maggiore, o ancora a chi ha sbloccato per primo un determinato Platino a livello nazionale o mondiale è solo una parte delle motivazioni che possono stare alla base dell'acquisto di un gioco. Un acquisto che magari non ci sarebbe stato se i trofei non fossero esistiti, perché ad esempio un titolo semplice non rispecchia i nostri gusti videoludici, contro ai quali siamo disposti ad andare per un Platino ma che rispetteremmo più strettamente se il tutto si riducesse al mero intrattenimento personale.



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16 maggio 2020 alle 17:10

Condiviso da Sam Fisher e altri 2.Piace a 6 persone

 

Secondo me ogni sviluppatore dovrebbe inserire un sistema di "reward" per lo sblocco del platino, un po come successo per Spiderman e GoW ma in maniera più intuitiva e funzionale, ovvero la consegna del premio direttamente tramite dashboard, premi come avatar, sfondi e magari dei buoni sconti da spendere per altri giochi digital dello stesso sviluppatore, insomma, qualcosa che incentivi ancor di più a completare un gioco nella sua interezza.

 

chi trofeizza e platina andrebbe premiato con regali,riconoscimenti,sconti e quant'altro....platinare richiede tempo,energie,abilità e pazienza...certo se lo si fa lo si fa per un piacere personale...:ma è brutto non essere riconosciuti.