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L'esperienza di Persona per una persona che non ha mai giocato Persona

Questa è una lettera di scuse. Non verso una persona, un'entità o qualche strana corporazione internazionale, ma verso un videogioco. Se non fosse già abbastanza chiaro dal pessimo gioco di parole nel titolo ( – altra cosa per cui fare ammenda, anche ai lettori – ), sto parlando di Persona, o, più che altro, della mia lunga e travagliata esperienza con questa serie.



Sfortunatamente, però, non abbiamo ancora inventato modi per mandare lettere di scuse a degli oggetti, quindi eccomi qui, a scriverla su I Love VG. Perché nessuno si scusa verso cose che non ama.



Preparatevi però: si tratta di una storia di inganni, sotterfugi, un sacco di confusione, fraintendimenti e scene comiche che non fanno assolutamente ridere.



Il primo contatto con Persona



Così come nelle storie di fantascienza si inizia sempre dal “primo contatto con gli extraterrestri“, voglio cominciare questa storia dal suo vero inizio, partendo proprio dai primi momenti in cui mi sono avvicinato alla serie.



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Inutile dire che, come tutti, mi sono ritrovato a sentir parlare di Persona nel 2016. È appena uscito il nuovo capitolo della saga: Persona 5, capolavoro secondo utenti prima e stampa poi. Io, invece, sono finalmente arrivato al punto da riuscire, in qualche modo, a decifrare cosa stessero dicendo le persone vicino a me.



Questo clima di hype per il gioco e la mia curiosità giovanile erano ingredienti perfetti per farmi avvicinare alla serie, per cominciare quella mia grande “esperienza di Persona” di cui parlo nel titolo! O… forse no?



Per approfondire:
Persona 5 Royal e dialoghi omofobi – il problema siamo noi



E sapete cos'è la cosa più ironica? È che CREDEVO DI AVER CAPITO QUALCOSA!



“Aaah… sì! Qui è dove c'è quel tizio strano col naso lungo, l'ho visto nei video su YouTube!” o “Aha! Eccoli, i PERSONA. Che stupidi, non capiscono come funzionano, ma io sì che lo so, me l'hanno detto gli amici”. Erano questi i pensieri che riempivano la mia testa; eppure stick analogici alla mano non avevo la minima idea di cosa fare.



Tutto questo, in retrospettiva, è quello che mi ha fatto mollare Persona 1. Continuavo a giocarlo, sparando Garu e Magry (due magie del gioco) alla cieca, senza guide, senza chiedere consigli, perché mi credevo superiore di uno stupido giochino del '90 e qualcosa.



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Scusami tanto, Persona.



Da Persona a Non-Persona (Unperson?)



Certo, alla fine avevo giocato a Persona, e mi era pure piaciuto. Ma pian piano, non capendoci effettivamente nulla, mi sentivo in colpa. Il gioco mi confondeva, e non capivo che approccio dovessi usare, se stessi sbagliando qualcosa o se fossi sulla giusta traccia.



Non l'ho mai finito. Neanche durante la stesura di questo articolo il mio file è completo, eppure l'ho abbandonato. Non riuscivo più a reggere quel macigno che mi sono creato a causa della mia stupidità.



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Un'immagine tratta dal film “Nel 2000 non sorge il sole” (1956) ispirato al romanzo 1984 di Orwell, da cui ho preso il termine “unperson” (cioè coloro che non sono più considerati come persone – o personae?)



Non l'ho più giocato, e ho abbandonato i miei buoni intenti: non volevo che un mio hobby pesasse su di me più di quanto fa già la vita reale. Volevo divertirmi, insomma.



Per mezzo annetto buono, Persona non ha più fatto parte della mia vita e, a parte qualche raro riferimento o battuta da parte di amici, sono diventato completamente estraneo alla saga.



Another one bites the dust: Persona 4 (quello vecchio)



Quando ero entrato in questo mondo, e mi ero informato completamente su tutti i capitoli della saga, quello che più mi era saltato all'occhio era, ironicamente, il 4.



La community è molto divisa su questo titolo: Atlus ha fatto uscire spin-off su spin-off di questo gioco, rendendolo incredibilmente polarizzante, soprattutto per i fan che avevano esperienza con i vecchi Persona, che non si sentivano apprezzati e odiavano il cambio di stile che proponeva questo nuovo capitolo.



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Eppure, proprio il fatto che fosse odiato, che fosse un underdog, in un certo senso, mi aveva attirato verso Persona 4. Anche l'estetica mi faceva impazzire: in qualche modo toccava le corde giuste.

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8 luglio 2020 alle 20:10

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