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PS5: videogioco troppo difficile? Sony ha un brevetto per regolare la velocità dell'azione in base all'abilità del

Da quando è uscita PlayStation 5 sono molti i brevetti che Sony ha pubblicato per la sua console next-gen: l'ultimo in termini di cronologia prevede che il gioco si adatti all'abilità del giocatore.



Secondo quanto riportato dal brevetto, "le latenze fisiologiche per i controlli così come la latenza mentale basata sulla capacità fisiologica" sono diversi tra i giocatori. Questo e la "competenza di gioco" diventano fattori importanti per determinare i tempi di risposta dei giocatori nei giochi. Ad esempio, un gioco con sessioni frenetiche potrebbe essere difficile da giocare per alcuni utenti.



Con questo brevetto in sostanza Sony ha creato un sistema che impara dalle prestazioni dei giocatori prima di aggiungere un'opzione che consente di "rallentare" il gioco. Allo stesso modo, se i giocatori dimostrano di migliorare in termini di input di controllo rapido, il sistema può ridurre automaticamente l'handicap di latenza al volo.



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7 maggio 2021 alle 16:11

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Voglio giocare, non ho bisogno della badante.....

 

@Garth Brown Gennà, ha 45 anni, se i social mi hanno insegnato una cosa è che dopo i 40 anni si perde la capacità di comprendere quello che si legge.

 

Ee cosa? Quindi così spendono i soldi pagati per il plus. Vendere di più tutto l’unica ragione dietro una cosa simile.

 

Secondo me questa è una cosa molto bella, complimenti Sony. Esistono anche persone meno fortunate nel 2021 mi sembra giusto iniziare a pensare un pochino anche a loro, invece di pensare a noi stessi come dei porci.

 

Ma chissà. Comunque la naughtydog ad esempio ha inserito molte impostazioni che rendono fruibile il gioco anche a persone con problematica di diverso tipo.

 

Io personalmente inizio sempre i giochi a difficile, perché mi piace proprio la sfida e il dovermici impegnare per poter proseguire.
Motivo per il quale apprezzo molto di più il gameplay in un titolo che la narrazione.
Però bisognerebbe anche comprendere che potrebbero esserci delle persone meno fortunate, che magari hanno perso un arto superiore, per esempio, che comunque sia vorrebbero poter ancora giocare ai videogiochi come un tempo.
Quindi è più che sacrosanto che Sony voglia sviluppare una tecnologia per poter permettere ciò, senza se e senza ma, che tanto questo non inificerebbe in alcun modo nella fruizione complessiva dei giochi a quanto c'è scritto.