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Hideo Kojima e la paura dell'era digitale: 'Potremmo perdere tutto in un istante'

Hideo Kojima non è un indovino o un profeta, ma i suoi fan sostengono che sia in grado di prevedere il futuro.



Nei suoi giochi sono spesso presenti elementi semi-futuristici mescolati ad una realtà contemporanea, come l'intera saga di Metal Gear Solid può testimoniare. Ed è proprio quando queste visioni fanno capolino nella nostra vita, che iniziamo a sospettare sulla vera natura di Kojima come viaggiatore del tempo.



Anche Death Stranding, la sua ultima opera, è stata considerata una specie di profezia dai suoi seguaci, dato che poco tempo dopo abbiamo avuto la pandemia da coronavirus.



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7 agosto 2021 alle 14:10

Condiviso da Cloud3299 e altri 3.Piace a 8 persone, 2 persone

 

mi pare un discorso veramente da boomer che non mi aspettavo da uno così tecnologico come lui
Anche in passato si poteva perdere tutto in un istante, le sue opere sono sempre state software volatili poi.

 

Perchè, con il supporto fisico la cosa è diversa?
Se sony smettesse di produrre ps3 dall'oggi al domani e acquistasse qualsiasi console usata di colpo ci ritroveremmo con centinaia di giochi fisici utili quanto dei sottobicchieri.
Console come ps2 ormai si trovano solo usate ma prima o poi finiranno e chi ancora vorrebbe giocare a qualche titolo di quella console dovrebbe per forza buttarsi sull'emulazione.

Il discorso di K stavolta è stato abbastanza stupido, il rischio di perdere tutto c'è sempre e comunque ma non bisogna estremizzare la cosa.

 

Potrebbe non avere tutti i torti se per sfiga avessimo una pioggia di meteoriti unita ad una attività vulcanica di portata planetaria. Oppure qualche haker stronzo che inventa il virus"finedimondo" che paralizza tutto il world wide web.

 

Come per ogni cosa ci sono i pro e ci sono i contro...A maggior ragione bisogna riuscire a tenere la giusta amalgamazione tra fisico e digitale...Mai farne un punto di forza solo ed esclusivamente su un metodo...:evolvere sempre mantenendo entrambi.

 

Il Maestro non sbaglia mai, io la penso esattamente come lui: evoluzione non vuol dire necessariamente "migliore" (almeno per quanto riguarda il discorso videogiochi, se poi parliamo di scienza o medicina le cose son diverse), per me l'era digitale non dovrà mai sostituire l'attuale mercato retail ed i giochi non dovranno puntare a richiedere una connessione costante ad internet anche se si vuol giocare in single player, bisogna dare al giocatore la possibilità di scegliere se comprare un gioco digital o retail, se giocarlo online oppure offline, insomma l'una opzione non deve escludere l'altra.