Guardian of Lore – Recensione Speedrun
La nostra nuova recensione Speedrun analizza l'interessante Guardian of Lore. Il titolo di Round2Games e Top Hat Studios strizza l'occhio ai classici platform per SNES senza però dimenticarsi di mettere in campo un pizzico d'innovazione.
Un regno per due fratelli
La trama di Guardian of Lore è di quelle che non ci si aspetta da un gioco che, come detto, punta a richiamare i fasti del passato, senza però dimenticarsi di aggiungere qualche novità (un po' come fatto dal divertente Greak: Memories of Azur). I giocatori vestono i panni del principe Sayri, uno di due fratelli che sono ultimi discendenti di una lunga serie di reggenti.
In origine, un re malvagio ha tentato di soggiogare i popoli, venendo però sconfitto dai suoi stessi figli. Questi si sono divisi i compiti: uno si è occupato di gestire il regno con saggezza, l'altro di conservare la conoscenza tramite le Stories of Time. Questa raccolta di libri è minacciata da una misteriosa forza oscura, e solo Sayri può evitare che vada distrutta. Sfruttando il suo amuleto, infatti, il protagonista può entrare nei tomi per interagire con tanti strani personaggi e fermare i cattivi.
Per farlo, il nostro eroe si lancia in un'avventura dal sapore incredibilmente classico. Guardian of Lore è infatti un platform a scorrimento in 2.5D, con ambienti semi tridimensionali in cui il giocatore si sposta orizzontalmente e verticalmente. Tanti salti, tanti mostri da eliminare e un piccolo twist per dare pepe alle gesta di Sayri e sperare di tenere alto l'interesse dei giocatori.
Le meccaniche alla base di Guardian of Lore sono come detto quelle classiche di un action platform. I giocatori si spostano all'intero di livelli composti da aree al chiuso e all'aperto (spesso alternate tra loro), piene di passaggi segreti e nemici da sconfiggere. Al termine del percorso Sayri è atteso da un boss da sconfiggere, incarnazione del male che minacci le Stories of Time.
Guarda mamma, come Harry Potter!
Le ambientazioni, così come la storia, puntano su elementi dei nativi americani, riuscendo a incarnare al meglio la mitologia e l'arte di questi popoli. Nonostante questo, però, molto spesso ci si sente un po' spaesati complice l'assenza di mappe e indicatori a schermo. I comandi, fortunatamente, vengono in aiuto al giocatore. Pochi tasti, dedicati ai salti, agli attacchi e al lancio d'incantesimi.
Il twist di Guardian of Lore di cui vi abbiamo parlato è proprio questo: il nostro eroe può lanciare magie premendo apposite sequenze di tasti. Niente per cui gridare al miracolo, ma sicuramente una funzione interessante per differenziare il gioco da altri prodotti simili. Sfortunatamente tutta la buona volontà dell'opera cozza con una curva di difficoltà troppo altalenante, che rende difficile per i giocatori affrontare con serenità l'avventura di Sayri.
Molto spesso, infatti, ci si ritroverà a ripetere sezioni di gioco piuttosto lunghe a causa d'imprudenze o di errori. Gli scontri contro alcuni boss, inoltre, richiedono una serie di estenuanti tentativi per avere la meglio, anche alla difficoltà più bassa tra le tre disponibili.
Nonostante questo, Guardian of Lore vanta una grafica pulita, una colonna sonora discreta e alcuni elementi di pregio, come i già citati accenni alla tradizione dei popoli americani. Molto valida anche la scelta di offrire più percorsi legati ai dettagli sulla storia recuperati durante l'esplorazione. Questa scelta aumenta notevolmente sia longevità (già molto buona) che rigiocabilità del titolo.
Trofeisticamente parlando: una sfida dal sapore classico
Se vi piacciono le missioni impegnative, allora amerete la lista trofei di Guardian of Lore. Tra le ventiquattro coppe create da Round2Games, se ne nascondono una serie dedicate alle vittorie contro i vari boss senza essere colpiti. Un paio di sfide di miscellanea completano un elenco che sarà completabile solo dai cacciatori più abili e temerari.
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