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Cover The Evil Within

Sviluppato da Tango Gameworks e prodotto da Bethesda Softworks, The Evil Within è un gioco d'azione e avventura uscito il 14 ottobre 2014 per Xbox One · Pegi 18+

Mentre indaga sulla scena di un raccapricciante omicidio di massa, il detective Sebastian Castellanos e i suoi colleghi si scontrano con una forza misteriosa e potente. Dopo aver assistito al massacro degli agenti intervenuti, Sebastian cade in un'imboscata e perde conoscenza. Al suo risveglio, si ritrova in un mondo impazzito e opprimente, nel quale spaventose creature vagano tra i cadaveri. Di fronte a un terrore inimmaginabile, e combattendo per la propria sopravvivenza, Sebastian si imbarca in un pauroso viaggio per scoprire cosa si cela dietro a questa forza maligna.

7.4

Recensioni

13 utenti

Randolph Carter

ha scritto una recensione su The Evil Within

Cover The Evil Within per PS4

Quale dei due? Nessuno, grazie

Dopo circa 14 ore ho terminato questo viaggio, non sempre leggero, nel malato e marcio mondo di The Evil Within. Scrivo ora la recensione perché, nonostante il titolo vorrebbe fornire una longevità di molto superiore, tra trofei e modalità ng+, non credo che lo riprenderò più in mano, o almeno non lo farò sicuramente per molto tempo. Le aspettative relative al titolo erano piuttosto alte, essendo capitanate da nientemeno che Mikami, padre della storica saga di Resident Evil. E se è vero che più l'aspettativa per un gioco è pesante, più il gioco fa rumore quando cade, in questo caso il tonfo ha causato un terremoto. Si dovesse riassumere il titolo con una parola, quella parola sarebbe "incostanza".
il gioco è un avvicendarsi di capitoli molto diversi l'uno dall'altro, senza riuscire a portare realmente a un gameplay omogeneo. La sensazione alla fine infatti è di non aver capito effettivamente quale fosse la natura più profonda del gioco. A capitoli capaci di raggiungere vette horror piuttosto alte (uno tra tutti il capitolo 9, a mio parere il più bello e forse l'unico significativo di tutta l'opera, che mi ha riportato davvero alle origini e alle emozioni dei primi resident evil) si alternano capitoli rispetto cui non hanno nulla da invidiare i cabinati più scalcagnati delle sale giochi, con fasi di shooting piuttosto approssimative e fuori luogo. Insomma, l'idea che sorge spontanea è che ad animare il gioco siano due anime completamente diverse, incapaci di amalgamarsi: l'horror più puro e tecnicamente ricercata (in dose minore) e lo splatter sparatutto caciarone e trash (in dose decisamente maggiore). Il ritmo di gioco risulta pertanto essere l'elemento più rotto, ma non l'unico. Dal punto di vista tecnico non si grida al miracolo: texture abbastanza tristi, effetto pop up ricorrente, cali di frame non indifferenti e un input lag nei comandi che, con lo scopo di rendere le animazioni più realistiche e verosimili, ha il solo risultato di tirar fuori cristoni nelle fasi di gioco più concitate.
altro punto debole del prodotto è la narrazione: i passaggi fondamentali comprensibili sono pochi, presenti in due o tre capitoli su quindici totali. Il resto è lasciato sottinteso, forse alla fantasia del giocatore, che effettivamente nelle parti noiose del gioco, tempo per pensare ne ha in abbondanza. Neanche alla fine la narrazione si dipana o si epicizza, regalando un quindicesimo capitolo anzi tra i peggiori (insieme al dodici e, in generale, agli ultimi).
Nota di merito al design delle ambientazioni, decisamente ispirate, e al design delle boss fight, spesso ambientali e ansiogene, l'unico punto del gameplay decisamente riuscito.
insomma, tutt'altro che un capolavoro. Si fa giocare e finire, ma dopo di ciò il suo luogo torna ad essere lo scaffale impolverato. Un gioco destinato ad essere dimenticato, con un Mikami che sembra aver dimenticato come produrre giochi horror validi salvo rinsavire ogni tanto con qualche capitolo per poi tornare in amnesia. Un gioco dalle due anime destinato a scontentare il pubblico di entrambi i generi.

6.5

Voto assegnato da Randolph Carter
Media utenti: 7.8 · Recensioni della critica: 7.9

Cartman

ha scritto una recensione su The Evil Within

Cover The Evil Within per Xbox One

"Il ragazzo è intelligente, ma non si impegna."

Torno a scrivere una recensione dopo un bel pezzo, e a questo giro tocca a The Evil Within, ovvero l'esempio perfetto de "il ragazzo è intelligente, ma non si impegna". Un'occasione sprecata.Parte bene, grande atmosfera, poi, così, senza un motivo, diventa uno sparatutto a tutti gli effetti, con sezioni all'aperto dove devi sparare a destra e manca. Si ritorna poi al survival horror puro, dico "menomale, speriamo continui così" e invece no, riecco comparire le sezioni nosense dove, munito di pompa, cecchino, magnum e chi ne ha più ne metta fai fuori centinaia di zombie in mezzo alle macerie di una città distrutta (la parte dove stai sopra un veicolo e spari con la mitragliatrice...surivival horror? sicuri?). Cioè seriamente, sembrava di giocare a due giochi diversi, ho trovato solo tanta confusione (a partire dalla trama) e buone idee buttate poi nel cesso. Delusione totale. Ho sentito parlare molto bene del 2, anche da chi bocciò pesantemente questo primo capitolo, e ammetto che ho voluto giocare a questo primo capitolo quasi esclusivamente per godermi appieno l'esperienza di gioco successiva. Però cribbio, che faticaccia. La legnosità del pg è solo l'ultimo dei problemi, anzi onestamente mi ha dato ben poco fastidio, ma tutto il resto è quasi da buttare.

PREGI:

- Ottima atmosfera...
- Mette ansia...

DIFETTI:

- ...nei primi capitoli
- ...nei primi capitoli
- Trama confusionaria
- Survival Horror o TPS?
- Alcune buone idee, ma mal sfruttate

Alerage

ha scritto una recensione su The Evil Within

Cover The Evil Within per PS3

Il survival horror nella sua forma più . . . precaria e altalenante?

The Evil Within è un titolo che sicuramente avrei preso al lancio se la mia vecchia ps3 fat non si fosse presa un YLOD il giorno di uscita di Beyond . . .
L'ho recuperato solo ora, ma la domanda da fare è ne vale la pena? ma poi perchè l'ho dovuto giocare proprio su ps3? domande a cui non so rispondere seccamente, proprio perchè The Evil Within si è rivelato un titolo altalenante, con picchi alti, forse addirittura altissimi, ma con scelte di gameplay opinabili e sentori di mediocrità dietro ogni angolo, di cosa sto parlando?

Immaginiamo The Evil Within come il figlio illegittimo di Resident Evil 4 e un Silent hill a caso, abbiamo una struttura quasi da tps solidissima e delle ambientazioni che variano dal urbano fatiscente alla campagna fino ad andare al manicomio passando per fogne, catacombe e fonderie, connubio semplice e pulito sulla carta, ma dal risultato a volte poco entusiasmante, non nascondo che il puzzo di mediocrità, di Alone in the Dark 2008. arriva proprio da quelle sezioni in ambienti urbani e apparentemente ampi, ma non voglio lamentarmi di questi vaghi sentori, in verità non voglio proprio lamentarmi perchè il gioco in se, nonostante il calderone di generi, mi è piaciuto parecchio e proprio per questo prima di andare ad evidenziare quella che secondo me è l'unica pecca del titolo, voglio proprio elogiare tutto il resto o quasi, insomma quello che secondo me c'è di buono.

In The Evil Within impersoniamo Sebastian Castellanos, Detective chiamato ad investigare su un plurimo omicidio in un manicomio, il detective arriva sul posto, guarda la telecamera di sorveglianza, vede un tizio che uccide con una facilità disarmante dei poliziotti ed è qui che Sebastian si trova nella merda fino al collo, il tizio volge lo sguardo alla telecamera e si teletrasporta alle spalle di Sebastian . . .
Nel mentre che l'oscurità ci avvolge sentiamo le candide e soavi note dell'aria di Bach, riusciamo a divincolarci dall'oscurità ed ecco la scoperta, un tizio sfregiato nel volto sembra averci rapito e ci ha appeso come un salame, per aver salva la pelle dobbiamo scappare.
Come? queste sono le stesse scene del trailer dell'E3? lo so benissimo e non voglio andare oltre queste scene, sarebbe un'imperdonabile mancanza di rispetto per la narrativa del gioco e per la suspense che il gioco cuce continuamente capitolo dopo capitolo, voglio soltanto aggiungere che la fuga dal manicomio è piuttosto semplice, sfuggire a tutte le altre creature che ci stanno appresso? non lo è per niente, infatti dopo il capitolo del manicomio ecco che tutto si apre su quelle maledettissime e maleodoranti ambientazioni urbane distrutte, ma solo per darci un assaggio della follia che permea tutto il titolo, infatti la fuga in furgone dura pochissimo, un burrone ne ferma la corsa lasciandoci incoscienti, ma l' importante avviene proprio mentre siamo incoscienti, ci ritroviamo in un'ospedale psichiatrico, di nuovo, forse un luogo fittizio, ma importantissimo, che subirà parecchie modifiche col proseguimento del gioco, siamo ospiti in questo ospedale, la tizia della reception ci invita a firmare il registro degli ospiti ed ecco che scopriamo come salvare e ci porta a fare "la terapia" ed ecco che scopriamo che ci sono i potenziamenti, per essere chiari, nulla di sovrannaturale,ma solo più munizioni, più portata, più danno, più salute, più corsa . . . cose di questo genere, finita la "terapia" veniamo catapultati alla realtà nuovamente che dopo diversi capitoli di finta quiete e prevedibilità, ecco che al capitolo 4 la follia esplode, una serie di colpi destabilizzanti, serrati e potenti alla bocca dello stomaco del giocatore e del personaggio, vacillano tutte le fondamenta della realtà, sangue ovunque, gravità a puttane, salti di pali in frasca e strane creature, ed è qui che si palesano 2 punti di forza di The Evil Within innanzitutto questi momenti folli, che contrariamente a come succedeva in SIlent Hill Shattered Memories in cui avvenivano nel momento di avvicinamento alla verità, in The Evil WIthin avvengono ogniqualvolta ci avviciniamo al nemico ultimo del gioco ed ogni volta destabilizzano tutto, sconquassando le ambientazioni, ma avevo detto 2 punti di forza, no? le strane creature, che non sono altro che dei boss che forzano il giocatore a 2 comportamenti antipodi, lo stealth quando non è il momento di combatterle e un acchiapparello tachicardico quando bisogna affrontarle e nonostante ho detto che si tratta di un punto di forza, è qui che si nasconde la maggior insidia del gioco, perchè più della meta delle boss fight sono rese magnificamente, ma è proprio nell'altra meta che si presenta quella che secondo me è l'unica pecca del gioco, questi nemici particolari non sono di certo facili da abbattere, non a caso solitamente si uccidono con i vari pericoli dell'ambiente o semplicemente immobilizzandoli e scappando il più velocemente possibile, ma ci sono alcuni nemici che non si uccidono con questi pericoli ambientali, quindi perchè in un'arena dove sto combattendo uno di questi boss, non mi ritrovo munizioni a buttare? sia chiaro non dico che voglio munizioni a buttare per tutto il gioco, ne risentirebbe la già precaria natura survivor del titolo che al di fuori di queste fasi si presenti più come un tps o come uno stealth, sempre mantenendo quel quid di Horror, infatti secondo me la grande pecca è che molti boss si riducono in un acchiapparello, adrenalinico solo a tratti, perchè per il resto risulta ridicolo, ma solo perchè tu non hai munizioni, il boss è scarso e scemo in verità, tu scappi scazzato, facendo appello alla magnanimità dello spawn del gioco che farà apparire 2 e dico DUE cazzo di cartucce di fucile ogni ventordici minuti, solo per spararle in faccia al boss e poi continuare a correre ripetendo il ciclo per diversi minuti e minuti e minuti e minuti . . .
Nauseante!

Detto questo passiamo ai lati meramente tecnici, The Evil Within su ps3 è un buon acquisto? nonostante gli fps sembrino stabili per la maggior parte del tempo, ve lo consiglio solo se siete così pazzi da aver montato un ssd su ps3, perchè il solito pop up delle texture si fa verarante presente e pesante in termini di prestazioni che a volte il gioco fa dello stuttering, questa cosa non succede di frequente, solitamente quando si riprende da una cutscene, ma è comunque una criticità della versione, nonostante il gioco sia tarato decisamente verso il basso, non tanto graficamente quanto a livello di risoluzione, non a caso il segnale è a 720p, ma il tutto viene snellito dalle solite bande nere da paraculo che ne riducono sensibilmente la risoluzione in nome di effettivo effetto cinematografico, dando però quel solito effetto "granellato" di quando hai troppi dettagli in pochi pixel, probabilmente la peggior versione, ma avevo tanta voglia di giocarlo.

Musicalmente parlando abbiamo una colonna sonora interessante l'alternanza Bach e Debussy a volte distorti da un grammofono alle sonorità macabre e a volte parecchio industrial, rendono The Evil Within sicuramente un prodotto riconoscibile sotto questo punto di vista . . . se non fosse per il brano dei credits, un brano a meta tra il blues, il rock e l'heavy, che sinceramente ho apprezzato tantissimo, ma che mal si sposa al resto.

Da menzionare il fatto che teoricamente The Evil WIthin è un titolo nato da una mente nipponica, ma la sua anima nipponica esplode solo in un frangente . . .
Nelle fasi finali del gioco si ha una regressione forzata nelle ambientazioni, forse si ha anche qualche tocco di troppo di nauseabondo Alone in the dark 2008, non nascondo che avrei preferito un titolo meno prolisso, non che le 15 ore di The Evil Within fossero tante, ma penar così tanto per arrivare alla classica e fantastica boss finale a più fasi, è stato decisamente troppo!

DarNaar

ha pubblicato un'immagine nell'album Achievement DarNaar

Appena millato The Evil Within.
È stato...interessante...
Ovviamente non è il primo gioco che completo al 100% ma il primo da quando sono su Ludomedia.
Riguardo agli altri achievement arretrati che faccio?
Ho visto che molti di voi i platini li numerano, quindi dovrei postare retroattivamente gli altri o lascar perdere e iniziare il conto da questo?
Aiya mellyn🤚

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