Appla_Flizza
4SantiInPadella
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Finito anche il secondo DLC ieri pomeriggio e ufficialmente terminata (di nuovo) la mia esperienza con Resident evil 5.
Poco da dire, top coop, divertente da morire se giocato con un amico, sto povero cristo si è beccato una marea di merda immeritata ai tempi e in parte anche tutt'oggi, ma le critiche per me moltissime volte sono arrivate da persone che lo hanno giocato in solitaria, questk me li immagino comprarsi una supercar per andare a lavoro per poi lamentarsi che consuma un botto.
“State of Mind”, questo titolo dato al videogioco, per tutta la durata dell’avventura, per me è stato quasi un dilemma sullo stato mentale degli sviluppatori durante tutta la lavorazione del progetto, sul perché, decidendo di sviluppare un’avventura basata quasi unicamente sulla narrazione e, quindi su dialoghi (ed anche in parte sulle espressioni facciali per capire lo stato d’animo e le emozioni dei personaggi), abbiano avuto la geniale idea di utilizzare una tecnica low poly.
Prendete For the king per esempio, utilizza la medesima tecnica, adotta una palette di colori pastello, eppure risulta un titolo bellissimo, perché? Perché porca di quella puttana For the king non è un cazzo di videogioco che vuole narrarti una storia e in cui i dialoghi sono all’ordine del giorno, se utilizzi una tecnica low poly per For the king, il gioca funziona alla perfezione, se lo utilizzi in un titolo come State of mind, rendi inespressivi tutti i cazzo di personaggi mannaggia giuda.
Mettici pure una storia sconclusionata e hai creato il titolo perfetto per non essere giocato da nessuno.
Voto assegnato da Gerryddio
Media utenti: 6.2 · Recensioni della critica: 7.4
Se tutto va bene, entro la fine dell'anno forse riesco a smaltire il backlog delle recensioni...
Che vita di merda, parte 2
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