Vi ricordate quel periodo a fine 2021 in cui Gamestop mise a 1 o 2 euro tutta quella roba ps4 e xbox one di nicchia che avevano in magazzino per fare spazio alle copie dei nuovi titoli delle console della gen successiva? Leggere queste righe in cui si parla di Gamestop e di copie fisiche fa apparire tutto come un ricordo così lontano, eppure sono passati meno di 5 anni, in quel periodo andavo ancora in università, le lezioni erano obbligatorie ma, dopo un percorso programmato neanche fosse un piano per rapinare una banca, io e un mio amico andammo a Roma a girarci tutti i gamestop possibili entro una giornata, biglietto dei mezzi pubblici in mano, zaino in spalla e lezione saltata, tutto per il bene dei videogiochi, o almeno così doveva essere…
Ecco, quel giorno tornammo a casa con più di 50 titoli tra tutti e due, avevamo non si sa quante buste in mano dopo aver acquistato più o meno tutto quello che poteva sembrare anche lontanamente interessante oltre a quei titoli che già conoscevamo ma che non ci aspettavamo minimamente di trovarli in edizione fisica, d’altronde, a quel prezzo c’era veramente poco che potesse non sembrare interessante, fu una giornata atipica, particolare, ma sicuramente divertente.
Oggi, dopo quasi 5 anni, di quei titoli ne ho giocati veramente pochissimi, stessa cosa vale anche per il mio amico e, dopo il mio cambio di rotta avvenuto lo scorso anno grazie a Red dead Redemption 2, di quel maxi recupero, nella mia collezione sono rimasti soltanto 6 titoli: Portal Knights, This is the police 2, Zone of the enders: the 2nd runner, Tales from the Borderlands, Zenith e Mothergunship.
Mothergunship era anch’esso destinato a partire verso nuove rotte, per qualche oscuro motivo però ho deciso di dargli una possibilità, l’istinto mi ha dato ragione.
Bullet hell e roguelike, un’accoppiata che mai avrei pensato di apprezzare, eppure Mothergunship mi ha fatto ricredere; nella sua semplicità, figlia anche del fatto di avere un budget tutt’altro che gonfio, ritrovarsi a poter ampliare sempre più bocche da fuoco per ogni braccio crea assuefazione, si arriva ad una situazione in cui ogni pressione del grilletto fa partire decine di proiettili più o meno veloci, grandi e dannosi, dopo un po’ però si cerca di equilibrare i danni con il surriscaldamento dell’arma visto che più canne metti alla tua arma, più velocemente si surriscalda, infatti rischiare di dover obbligatoriamente smettere di sparare per qualche secondo quando ogni cosa sullo schermo ti vomita addosso di tutto per cercare di ucciderti non è proprio la migliore delle situazioni, mettiamoci poi il fatto che ad ogni morte perdi tutte le armi che ti sei portato dietro e/o hai acquistato durante le varie stanze del livello, capisci da solo quanto è di vitale importanza raggiungere il giusto equilibrio, state pur certi però che quando trovate la quadra vi renderà devastanti, a patto che anche i negozi nei livelli siano clementi in fatto di bocche da fuoco e potenziamenti.
Insomma, il fattore di rischio/beneficio legato alle armi è la colonna portante del titolo, anche perché in fatto di varietà e originalità dei nemici e delle stesse stanze che formano i vari livelli non sono proprio l’emblema della varietà e originalità.
Non a caso nei vari livelli ero spinto a giocarne altri quasi esclusivamente per il fatto di potenziare l’arma nel miglior modo possibile, il resto è fuffa, se si esclude il fatto dei dialoghi totalmente nonsense che però fanno scappare varie risate, ma tanto è bastato per farmi divertire da matti.
Insomma, non il miglior FPS in circolazione, questo era comunque scontato, ma attenzione perché se si entra nel giusto loop, non ci si stacca facilmente, almeno finché non vieni eliminato e perdi tutto, proprio come nel gioco d’azzardo, fortuna che non gioco d’azzardo, la ludopatia mi avrebbe mangiato vivo 