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Gerryddio

ha scritto una recensione su Little Nightmares

Cover Little Nightmares per PS4

Tempo fa avevo un amico con cui potevo parlare per tre ore anche del nulla ed avere comunque interesse ad intrattenermi per altrettante ore nella stessa discussione basata sul dare fiato alla bocca, seppur delle volte suddetto amico esternava dei pensieri a dir poco estremisti che se venissero detti ad alta voce oggi probabilmente si riceverebbe in cambio una lapidazione pubblica… ma comunque, tornando a noi, un giorno con questo amico ed un paio di altri amici decidiamo di andarcene a Roma e mangiare ramen degno di avere questo nome, dopo aver mangiato una bella ciotola piena di ramen, assistendo nel frattempo alla preparazione di noodles fatti a mano dai cuochi del ristorante, decidiamo di uscire a prendere un po’ d’aria ed iniziamo a parlare di musica, la discussione si concentra su cosa vuol dire ascoltare della buona musica, o meglio, da cosa si decide se delle canzoni siano belle canzoni, e qui espongo il mio pensiero secondo cui una canzone deve avere due caratteristiche principali per poterle ritenere belle e queste due caratteristiche sono dei testi significativi, con delle rime magari non messe lì a cazzo ma con criterio, e delle melodie orecchiabili, con queste due caratteristiche che non devono per forza essere entrambe presenti nella stessa canzone, ed è qui che il mio amico tira in ballo Fabrizio De André.
Il suo pensiero su Fabrizio De André è che è un ottimo poeta, ma con la musica non c’entra un cazzo, visto che nelle sue canzoni semplicemente non canta ma recita una poesia e la base strumentale è lì tanto per fare da sottofondo.
In quel momento mi si apre un mondo, durante l’attesa sul marciapiede, aspettando che il semaforo diventi verde, rifletto intensamente su quello che ho appena ascoltato e penso “cazzo, ma ha ragione, le canzoni di De André sono di una palla mortale da ascoltare, eppure è ritenuto da tutti come uno dei migliori cantautori italiani, come diavolo è possibile? E come diavolo ho fatto a non accorgermene per tutto questo tempo?” Passiamo il resto della passeggiata a chiacchierare di questo evento, snobbando gli altri due amici che della discussione se ne sbattevano bellamente il cazzo.

Qualche anno fa questo mio amico ha deciso di sposare una ragazza thailandese bianca come una mozzarella di cui ancora adesso non so la sua età e che non espone mai i propri pensieri e gusti personali ma si limita a dire che a lei piace quello che piace al marito ogni volta che viene interpellata in qualche discussione (e d’altronde rispecchia pienamente uno dei suoi pensieri estremisti secondo cui le donne non devono avere troppo potere e indipendenza, per cui non posso ritenermi sorpreso di questo scenario) e oggi ormai ci siamo persi di vista, eppure l’altra notte mi sono svegliato di soprassalto con in mente quella sua storia su De André, quel suo pensiero di punto in bianco ho potuto estrapolarlo dal mondo della musica e inserirlo nel mondo dei videogiochi, sostituendo De André con Little Nightmares.

Little Nightmares è suggestivo, il suo mondo e i suoi eventi sono tanto inquietanti quanto interessanti da analizzare, lascia ottimi spunti per riflettere su ciò che ci mostra, e per queste caratteristiche merita solo elogi, ma se lo si analizza come videogioco da videogiocare, beh, fa proprio cagare.

PS
No ragazzi, non è Nappone questo mio amico, anche se mi piacerebbe essere suo amico, Nappone, se leggessi questa recensione e cercassi dei nuovi amici, sappi che rimarrei tuo amico anche se dicessi delle frasi estremiste.

Gerryddio

ha scritto una recensione su Borderlands

Cover Borderlands per PS3

È la sera del 15 giugno 2013, un sabato già abbastanza caldo, usciamo a cena con un po’ di amici, quattro chiacchiere, qualche battuta e poco più, quella sera doveva rimanere a dormire a casa mia uno degli amici della serata, io e lui avevamo un solo pensiero in mente: Borderlands. Lo avevamo iniziato un annetto prima ma non abbiamo potuto continuarlo più per non ricordo bene quale motivo, quella sera volevamo assolutamente ricominciarlo, avevamo stipulato un patto, ed è così che, dopo qualche ora in giro, molliamo tutto e tutti e torniamo a casa mia; sono 23:30 circa, mia madre e mio padre già dormono, quindi noi adiamo in camera mia, apriamo la persiana e la finestra, accendiamo la console e ci sediamo sul divano (sì, ho avuto un divano in camera da letto da ragazzo, le metrature delle stanze erano a dir poco generose nella mia vecchia casa).

Ore 2:30, ci guardiamo in faccia e ci chiediamo a vicenda se siamo stanchi, risposta negativa, riprendiamo a giocare a Borderlands.

Ore 4:00, stessa situazione di prima, stessa risposta, riprendiamo a giocare, dopo un po’ guardiamo fuori dalla finestra e cominciamo a vedere un po’ di luce, abbiamo assistito all’alba mentre giocavamo a Borderlands, la prima alba a cui ho assistito.

Ore 7:30, mia madre si sveglia (quella domenica doveva andare a lavorare), nota la TV ancora accesa in camera mia, si affaccia dalla porta con il cuscino ancora stampato sulla faccia ed esclama: “ma ancora svegli state?”, ci giriamo verso di lei ed entrambi con un sorriso ebete annuiamo con la testa, la risposta di mia madre: “ma manco vi siete cambiati quando siete tornati ieri sera? Ma come cazzo state…” e va a prepararsi per andare a lavoro; in effetti aveva ragione, eravamo rimasti con gli indumenti della sera prima ancora addosso, non ci eravamo messi neanche il pigiama.

Ore 10:30, arriva mio cugino a casa e nel mentre si blocca la console, la spegniamo dopo 11 ore ininterrotte di lavoro, andiamo a fare colazione, cazzeggiamo un po’, mio cugino va via, pranziamo e poi bustone di patatine e bibite varie insieme anche a mio padre e mio zio davanti alla TV, c’è la finale di ritorno dei playoff per la promozione in serie B, Latina - Pisa, finisce 3-1, quel giorno il Latina per la prima volta ha raggiunto la serie B, si festeggia, si chiacchiera ed è già ora di cena, tutto questo senza aver dormito neanche un minuto, ed infatti finito di mangiare, mi siedo sul divano e non faccio in tempo neanche a mettermi comodo che collasso e mi sveglio la mattina dopo, il mio amico lo aveva riportato a casa mia madre la sera prima dopo che mi ero addormentato, me lo dice lui dopo che ci siamo sentiti per telefono, e anche lui come me appena tornato a casa è crollato dal sonno.

Quel weekend è stato memorabile per tante cose, e Borderlands è una di quelle.

A distanza di 10 anni esatti l’ho ricominciato con un altro amico (sì, mi ero anche dimenticato di segnarlo come finito su ludomedia e sì, sto scrivendo solo ora la recensione), le emozioni per forza di cose sono state diverse dalla prima volta, ma il divertimento è stato il medesimo, d’altronde se Borderlands è riuscito a tenerci incollati allo schermo per 11 ore filate senza farci andare a dormire, vuol dire che qualcosa di buono deve pur avercelo no?!

Peccato solo che alla seconda run i dlc si sono fottuti da soli e non è stato possibile giocarli, dopo la prima volta che li abbiamo iniziati è filato tutto liscio, dalla seconda, dopo aver caricato i salvataggi troviamo i livelli dei nemici impennati di 15 livelli rispetto a prima e non siamo riusciti a risolvere il problema in nessun modo, ma vabbè, gli si vuole comunque bene a Borderlands nonostante tutto

Gerryddio

Si può dire conclusa la mia esperienza con Midnight Club Los Angeles, anche se delle volte doveva rompersi il gioco e creare qualsiasi problema dal nulla, a detta di Garth tutte le problematiche erano dovute agli aggiornamenti, in pratica midnight club LA è come le app degli smartphone negli ultimi anni, dove gli aggiornamenti invece di risolvere problemi, ne creano.
Comunque a parte tutto, posso dire di essere soddisfatto, mi mancava guidare qualche auto con livree tamarrissime e nitro a non finire, mi sa proprio che il prossimo racing game da giocare sarà Underground, in onore dei vecchi tempi, visto che da ragazzino l'ho sempre giocato a casa di amici asd

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