The Postman, ovvero L’uomo del giorno dopo, un film da sempre bistrattato, criticato, giudicato male, insomma, un film odiato da tutti, eppure quella sera che lo scoprii su rete 4 in seconda serata, me ne innamorai e, soprattutto, mi innamorai di quel sottogenere che è il post apocalittico: Mad Max, The Road, Codice Genesi, Waterworld, Io sono leggenda, tutta quella desolazione, quel declino della civiltà, tutte caratteristiche spaventose ma allo stesso tempo affascinanti da scoprire che riescono a tenermi incollato allo schermo o alle pagine in caso di qualche opera letteraria, ma, se c’è una cosa che più di tutte per me è riconducibile al genere post apocalittico, quella è Fallout.
L’approccio alla saga di Fallout per la stragrande maggioranza dei giocatori è avvenuto per la prima volta con il terzo capitolo e anche per me è stato così, ricordo perfettamente le sensazioni che ho provato la prima volta che sono uscito dal vault, la sensazione di voler scoprire quante più cose possibili su quel mondo devastato, più ricevevo informazioni, più ne volevo ancora, la fame di conoscenza per l’universo di Fallout era come insaziabile, non a caso è una delle pochissime saghe che mi ha spinto a leggere informazioni sulla lore sul web.
L’esperienza con New Vegas dopo aver giocato il terzo capitolo è stata un po’ particolare, a primo impatto non mi prese, ma lo recuperai di nuovo un paio di anni dopo e mamma mia che cazzo di capolavoro, ancora oggi lo ritengo un titolo della madonna.
Il mio successivo approccio con la saga è stato con il quarto capitolo; immaginatemi dopo aver recuperato una PS4 ed essermi abbonato per la prima volta al PS now ed aver scelto tra i primissimi titoli da iniziare con l’abbonamento questo Fallout 4, ecco, immaginatemi perdere ore della mia vita sperando invano ad un miglioramento della storia, ci hanno pensato alcune missioni secondarie a risollevare un po’ il morale, ce ne sono state un paio che tra assurdità e mistero sono risultate nettamente più interessanti e belle dell’intera quest principale…
Per tutte le decine di ore della mia dimenticabilissima avventura con Fallout 4 sono stato costretto a sorbirmi anche quel cazzo di audio ovattato che non si sa il perché aveva una qualità sonora degna di una radio di un secolo fa, con l’aggiunta delle scelte multiple di dialogo che si suddividevano sempre nelle stesse identiche tipologie, potevi anche non leggere e selezionare una delle quattro risposte disponibili che tanto sapevi già a grandi linee cosa sarebbe stato detto dal proprio PG, l’unica volta in tutto il gioco in cui sono stato a riflettere molto su quale risposta dare è stato nel finale, ma non perché fosse una scelta difficile, anzi, tutt’altro, è solo che i personaggi facevano tutti schifo e quindi non sapevo quale scelta finale mi avrebbe fatto meno schifo.
Se devo salvare qualcosa dal titolo oltre alle sopracitate(e poche) missioni secondarie, quel qualcosa è l’esplorazione, mi ha genuinamente intrattenuto girovagare nella zona contaminata tra strade devastate, palazzi sull’orlo di un crollo e tutto ciò che un’ambientazione post apocalittica può mostrare; in effetti oltre alla speranza di un miglioramento da parte della storia principale, ciò che mi ha portato a continuarlo è stata proprio l’esplorazione, quell’esplorazione che nel terzo capitolo mi ha appassionato tantissimo alla saga.
Mi ritrovo a scrivere la recensione dopo anni da quando ho giocato Fallout 4, non so il perché, forse volevo metabolizzarlo così tanto da pensare che col tempo sarebbe risultato meno deludente, ma così non è stato. Dopo questo Fallout 4 non ho più messo mano alla saga se si esclude la serie TV, so già però che l’unico modo per togliere questo bruttissimo ricordo del quarto capitolo è mettere mano ai primi due capitoli su PC, questa recensione mi ha convinto ad installarlo per giocarlo appena termino Octopath Traveler 2, sperando di non cambiare di nuovo idea da oggi fino al giorno in cui concluderò l’opera di Square Enix…
PS
Una delle cose che avevo molto piacere di fare in The last of us era proprio quella di esplorare ogni angolo, abitazione, negozio o qualsiasi altro luogo visitabile, soprattutto nei momenti in cui non erano presenti nemici, rispetto ai Fallout infatti, Tlou forse ti faceva sentire di più la sensazione di una vita prima della desolazione, vero pure però che Fallout è ambientato a secoli dal disastro, i micro dettagli di una vita passata sono belli che polverizzati ![]()
Voto assegnato da Gerryddio
Media utenti: 8.1 · Recensioni della critica: 8.7




DovahSkin
Non provare mai FO76 allora, fidati. Che delusione, una dopo l'altra