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Su l'Angolo dello Sfogo

L'angolo dello sfogo serve a te, che hai superato la tua soglia di sopportazione dentro e fuori il mondo dei videogiochi, dal troll su internet al trapano che ti sveglia alle 06 della domenica mattina. Sfogati!

iKuras

Post ridicolo e inutile che cancellerò dato che non mi piace parlare dei cazzi miei qua sopra, ma non ho altri appigli.

Da quando mi sono affacciato all'età adulta, ho l'impressione che non me ne vada mai bene una in nessun ambito della vita. "Adulta" poi per modo di dire, dato che in tutti questi anni non sono riuscito ancora a ritagliarmi neanche un briciolo di indipendenza reale. Di fatto non ho più nulla per cui provare entusiasmo, nessuna prospettiva futura che mi faccia credere che valga la pena impegnarsi in qualcosa, ogni sogno o progetto a cui cerco di dedicarmi viene sempre inesorabilmente disintegrato a causa di circostanze che nella maggior parte dei casi esulano completamente dal mio controllo.

L'ultimo periodo mi stava illudendo di essere finalmente riuscito a fare un minuscolo passo sulla strada giusta. Dopo un'infinità di fuffa e rifiuti si presenta un'opportunità lavorativa decente, più di una in realtà, che mi permetta di iniziare a sostenere buona parte delle spese da solo; niente su cui costruire una carriera ovviamente, ma di qualcosa bisogna pur campare. Insperatamente riesco anche a trovare la motivazione e la quadra giuste per arrivare a chiudere con l'università in tempi brevi, addirittura entro i tempi previsti, cosa che non avrei mai neanche lontanamente ipotizzato visti il disinteresse per l'ambito e l'odio totale verso l'ambiente che sono ormai radicati in me. In più conosco e inizio a frequentare una ragazza per me incredibile, con cui c'è grande complicità e una continua condivisione di interessi, reciproci e non, e con cui apparentemente va tutto a meraviglia.
Per la prima volta, dopo anni di fallimenti, stavo iniziando a costruirmi una vita in una nuova città, che mi permettesse di allontanarmi definitivamente dal paesino soffocante e privo di opportunità a cui mi sento incatenato e da cui cerco disperatamente di fuggire da quando avevo 16 anni. Avevo ritrovato il piacere di studiare quello che mi interessa, di potermi permettere qualche sfizio, e avevo qualcuno di speciale con cui passare il tempo godendo delle piccole cose. Non mi sono fatto molti amici, ma ho conosciuto un sacco di persone interessanti da quando sono qua, più di quante ne abbia conosciute nel resto della mia vita, probabilmente.

Poi i disastri iniziano ad arrivare uno dopo l'altro: col lavoro va male dopo neanche due mesi, sono costretto a rimandare gran parte degli esami che avevo pianificato a causa di emergenze famigliari che mi impediscono materialmente di studiare e/o di presentarmi alle date degli appelli, e infine, ultimo ma non per importanza, dopo mesi di frequentazione la ragazza di cui sopra se ne esce dal nulla con il fatidico "non riesco a vederti in quella maniera".
Tutto ciò che stavo costruendo, ridotto in macerie nel giro di una settimana. Mi ritrovo di nuovo al punto di partenza, e stavolta è ancora peggio, perché ormai è come se avessi guardato oltre il velo, ora so come ci si sente ad avere una vita normale e piacevole, che però mi è stata sventolata sotto al naso soltanto per il gusto di togliermela.

Ogni volta che ho l'ardire di provare a fare capolino con la testa mi ritrovo sempre con la guancia schiacciata sull'asfalto, preso a calci. È impossibile per me continuare a fare piani, sia perché ho la certezza che finiranno in fumo in qualche modo, sia perché non ne vedo più il motivo.
Sono stanco, non solo mentalmente ma anche fisicamente. Non ricordo più come ci si senta ad essere riposato e pronto ad affrontare la giornata. Già da prima soffrivo periodicamente di disturbi del sonno, ora di norma non riesco neanche ad addormentarmi; se effettivamente riesco a chiudere occhio lo faccio soltanto verso l'alba, a intervalli di un'oretta ciascuno disturbati da incubi orribili che mi demoralizzano ancora di più, finché disperato non mi alzo, a mezzogiorno nel migliore dei casi, pentendomi di essermi messo a letto la notte precedente.
Ho paura di dover abbandonare un luogo in cui pensavo di potermi stabilire, e in cui tutto sommato mi trovo bene, per tornare definitivamente in quella prigione a cielo aperto, piena di gente bigotta con cui non condivido niente oltre all'ossigeno che respiro. Mi sono arreso all'idea che non avrò mai niente di buono, neanche le briciole di quello in cui normalmente si spera. Soprattutto sono stanco di provare invidia per gente che ha tutto quello che vorrei e pensare che non se lo meritino, cosa a cui razionalmente non credo davvero ma che mi è impossibile togliermi dalla testa.