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Studiare con i videogiochi - editoriale

Ancora una volta vedere i videogiochi soltanto nella loro sfera dell'intrattenimento è un grande errore. Il riferimento è al Discovery Tour, modalità di gioco di Assassin's Creed: Origins (gratuita per chi già possiede il gioco e in vendita separatamente a €19,99) in cui è possibile esplorare l'Egitto, le piramidi e comprendere meglio l'ambientazione storica impersonando i vari avatar, da Bayek a Cleopatra. Niente gioco, soltanto apprendimento pur con tutte le caratteristiche che definiscono un'esperienza interattiva. Visite guidate che, spiega Ubisoft, andranno dai 5 ai 25 minuti ciascuna.



Sciocchezze e futilità: meglio un museo o aprire un vecchio libro, asseriscono i contrari. Nulla di più sbagliato: da tempo i videogiochi vengono visti come uno strumento di grande importanza per ristrutturare un sistema educativo che, al giorno d'oggi, non riesce più a stare al passo con modernità e tecnologia. Non soltanto quando i videogiochi interpretano un ruolo attivo, ma anche come esempio da cui estrarre le caratteristiche di un nuovo modello di insegnamento.



Ciò che compone il videogioco, com'è stato detto più di una volta, è qualcosa di unico: interazione, immagini, immedesimazione, parole e sonoro uniti in un'esperienza dalle molteplici sfumature. Il videogioco è versatile e lo abbiamo già considerato quando abbiamo trattato il suo rapporto con il mondo militare.

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24 febbraio 2018 alle 17:40