'I videogiochi al day one su un servizio in abbonamento non hanno senso' per il CEO di Take-Two
Siamo ormai circondati da diversi servizi in abbonamento, con Xbox Game Pass che ha un po' stravolto il modo di giocare ma soprattutto di intendere un acquisto, almeno per i casual. Le grandi librerie messe a disposizione da questi servizi sono spesso sconfinati e sempre aggiornati e nel caso di quello Microsoft, anche con titoli appena usciti sul mercato.
Un parere discordante su quest'ultima pratica arriva direttamente dal CEO di Take-Two Strauss Zelnick, che definisce "senza senso" l'inserimento di giochi all'interno del servizio già dal loro debutto.
"Abbiamo supportato vari servizi in abbonamento e siamo felici di farlo", ha detto Zelnick. "Il nostro scetticismo riguardava il rendere disponibili i prodotti per console dal day one con l'abbonamento. Questo non ha alcun senso per noi perché, dal punto di vista economico, non pensiamo che i consumatori siano disposti a pagare per questo ─ perché dovrebbero? ─ e non possiamo permetterci di capovolgere la nostra attività in un modo che non ha senso dal punto di vista economico."

AndrewBason
Sono d'accordo con la dichiarazione che appare anche nel titolo dell'articolo. Inoltre se questo discorso: "Il nostro scetticismo riguardava il rendere disponibili i prodotti per console dal day one con l'abbonamento. Questo non ha alcun senso per noi perché, dal punto di vista economico, non pensiamo che i consumatori siano disposti a pagare per questo ─ perché dovrebbero?" fa riferimento al fatto che gli utenti dopo aver giocato il titolo tramite abbonamento, arrivino poi a comprarlo, allora sì. Molto spesso (non sempre per fortuna) la gran maggioranza fa così e a livello economico, per le varie Software House, questa è una perdita non da poco. Certo, chi offre l'abbonamento, da anche un tot in denare per coprire le perdite al lancio, dove a volte è conveniente (tipo per gli indie) altre volte no.