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Vectorman98

ha pubblicato un'immagine nell'album collezione riguardante Seijuu Maden Beasts & Blades

Avevo appena finito Tactics Ogre e mi ero messo a cercarlo su eBay, quando improvvisamente mi imbatto in questo titolo che avevo fatto ormai quasi un annetto fa. Mi aspettavo valesse chissà quanto, mentre invece me lo sono portato a casa a 30 euro sisi

Vectorman98

ha scritto una recensione su Terranigma

Cover Terranigma per Snes

Brutta roba la nostalgia

Era da tanto tempo che volevo cimentarmi nuovamente in questa esperienza. Da quando avevo stabilito che Energy Breaker fosse il miglior gioco da me mai giocato, aveva iniziato a circolare nella mia testa l’idea che Terranigma potesse giocarsela tranquillamente per il titolo. Lo ricordavo con così tanta nostalgia e ammirazione che sì, ormai era inevitabile che un ulteriore gameplay avrebbe confermato la mia idea. Dopo aver giocato titoli alquanto mediocri e altri belli ma non perfetti, non vedevo l’ora di dare al gioco la valutazione che sicuramente si sarebbe meritato. Mi sbagliavo.

Grafica
Credo che una delle cose che mi facesse ricordare con piacere questo titolo fosse proprio il comparto grafico. In determinate situazioni mi sono ritrovato a bocca aperta per gli scenari che avevo davanti agli occhi… Non così frequentemente, tuttavia.
Alcune zone sono piuttosto ripetitive: un’arma a doppio taglio, soprattutto se si considera che alcune volte vengono riproposte zone decisamente interessanti, altre volte un po’ meno.
Giusto per non essere frainteso, la grafica di questo titolo è molto ben realizzata, soltanto che non spicca rispetto ad altri titoli quali Chrono Trigger, Seiken Densetsu 3, Tales of Phantasia, Energy Breaker ecc.
9/10

Sonoro
Iconico. Non mi stancherò mai di ascoltare questa meravigliosa colonna sonora. Non solo è azzeccata per i vari momenti, è proprio nostalgica ed evocativa; questo è un tratto veramente fatto bene per quanto riguarda Terranigma, ovvero il comparto emotivo. Le montagne e le foreste non penso sarebbero così interessanti se non fosse per la traccia sonora che le accompagna; lo stesso si potrebbe dire per tutti quei momenti di sviluppo dei personaggi, in particolare quelli che coinvolgono il protagonista e la ragazza del primo villaggio.
10/10

Storia
Questa parte è un po’ critica: da un lato c’è uno sviluppo senza precedenti, con setting e world building (letteralmente) davvero interessanti, specie se si è da sempre abituati alle tematiche classiche dei JRPG su SNES e altre console; dall’altro, ci sono molte forzature.
Il tutto ha inizio quando il giovane Ark del villaggio di Crysta si ritrova ad aprire una misteriosa scatola contenuta nelle cantine della sua abitazione: tale apertura porta tutti gli abitanti del villaggio, meno il saggio e Ark stesso, ad essere completamente cristallizzati. Dopo un breve dialogo tra i due superstiti, viene detto al protagonista di rimediare al suo errore, riportando in vita non solo il suo villaggio, ma tutta l’umanità da tempo dormiente. È proprio dopo questa richiesta che ci si accorge di non essere sulla superficie terrestre, bensì di essere all’interno del mondo, sottosopra, come evidenziato dalla curvatura invertita della mappa nel momento in cui si esce dal villaggio.
Come dicevo in precedenza, il setting è piuttosto unico per il tempo. La storia resta però alquanto povera almeno fino a quando non si ha la possibilità di interagire con gli esseri umani, in quanto prima di allora c’è ben poca profondità. Una volta raggiunta la civiltà, compaiono momenti che oserei definire come plot devices, dato che non hanno altra funzione se non quella di far spostare Ark nella prossima zona. È un vero peccato, soprattutto considerando che dalla fine del penultimo capitolo la storia diventa ottima (escluso il fatto che molti personaggi sono in determinate zone perché sì).
Purtroppo lo sviluppo (o meglio, la sua assenza) di metà storia impedisce al titolo di brillare.
8/10

Gameplay
Il gioco si presenta come un action RPG classico, con la piacevole aggiunta di molteplici azioni che si possono compiere durante i combattimenti. Se paragonato ai precedenti titoli della trilogia Quintet (Soul Blazer e Illusion of Gaia/Time), questo titolo risulta essere quello più inizialmente completo; dico inizialmente perché le azioni che si possono compiere durante i combattimenti rimangono tali per tutta la durata del gioco. Ci vuole del tempo per abituarsi ai controlli e, anzi, anche verso la fine ci si ritroverà ad essere un po’ confusi sulle azioni da fare.
Al di fuori dei combattimenti Terranigma risulta essere un classico RPG dove si esplorano le varie città, si interagisce con gli NPC e ci si addentra nei dungeon.
Ci sono alcuni evidenti problemi per quanto riguarda questa sezione:
- Anzitutto, alcuni attacchi dei nemici vengono introdotti con del testo a schermo; una buona cosa, soprattutto se si considera che questo può essere utile per prepararsi in anticipo a mettere in atto la migliore controffensiva; tuttavia, tale box di dialogo interferisce con gli input del giocatore, a tal punto da impedire in particolari momenti la buona riuscita degli attacchi.
- Alcuni posizionamenti dei nemici sono infami. Mi riferisco in particolare a quelli che compaiono dal nulla in cima ad una salita e vanno incontro ad Ark, impedendogli così di restare in alto, considerando che quando si è colpiti c’è un effetto di knockback. Ce ne sono anche altri che immobilizzano se non sono raggiunti in tempo: non sarebbe troppo un problema, se non fosse che alcuni di questi sono posizionati in posti irraggiungibili.
- Le sidequests finali sono delle enormi fetchquests. Sarebbero state anche soddisfacenti se alla fine avessero lasciato oggetti utilissimi, magari per il boss finale, ma quelli vengono dati direttamente dal proseguire normale della storia.
- La difficoltà del gioco è giusta pressoché ovunque… tranne contro quel boss in particolare (chi ha sperimentato questo titolo già sa di chi sto parlando). Il fatto è che non è nemmeno una questione di skill come in Arc Rise Fantasia (dove era solo questione di strategia): qui il gioco si aspetta che Ark sia almeno 3 o 4 livelli sopra a quello con cui arrivi normalmente al boss senza fare grinding, concetto che non si presenta fino a quel momento.
Anche qui, come per la storia, un vero peccato, perché il resto del gameplay è solidissimo.
8/10

Longevità e rigiocabilità
Ho finito questo titolo senza fare mezza fetchquest in circa 12 ore. Non è di certo il JRPG più lungo che abbia mai giocato. Nonostante le critiche citate sopra, mi avrebbe fatto piacere andare avanti per altre ore (purché il contenuto aggiunto avesse un po’ di sostanza).
Dal punto di vista della rigiocabilità non ci sono molte altre cose da fare in un secondo gameplay: oltre alle sidequests già discusse, ci sono momenti in cui viene richiesto di fare una scelta; ciononostante, il gioco si aspetta che venga presa una specifica delle due scelte, a tal punto che, anche rispondendo con l’altra possibilità, il dialogo procederà comunque come se si avesse dato la risposta predefinita.
8/10

In conclusione, Terranigma mi ha lasciato perplesso. Ero convinto sarebbe stato un’esperienza perfetta, e invece è risultato ben lontano da essa. Resta comunque un gioco degno di nota, sicuramente il migliore della trilogia Quintet, consigliatissimo a tutti i fan dei JRPG.
Mi aspettavo di rigiocare un capolavoro, ma mi sono ritrovato ad avere a che fare con un titolo solamente bello.

8.6

Voto assegnato da Vectorman98
Media utenti: 9.1

Vectorman98

ha scritto una recensione su Chrono Trigger

Cover Chrono Trigger per Snes

Rigiocarlo è stato un viaggio nel tempo

Prima di addentrarmi nella recensione di questo titolo, devo fare qualche premessa.
Chrono Trigger è tuttora considerato uno dei migliori JRPG mai creati, se non il migliore. L’ho giocato una decina di anni fa per la prima volta e ricordo di avergli assegnato un 9, voto del tutto rispettabile, ma ben lontano dalla perfezione che molti gli attribuiscono. Col passare degli anni, mi sono addentrato sempre di più nel mondo dei giochi di ruolo giapponesi, arrivando a portare alla luce titoli estremamente di nicchia, specialmente tra quelli usciti esclusivamente nella terra del Sol levante su Super Famicom. Durante queste mie esplorazioni, capitava occasionalmente che assegnassi valutazioni piuttosto elevate, superiori al 9. “Sarò forse diventato un po’ largo con i voti?” mi domandavo spesso. Era dunque giunto il momento, finalmente, di approfondire l’argomento rigiocando Chrono Trigger.
Ci tengo a sottolineare che questa recensione non sarà come le altre: essa è pensata per chi ha già avuto a che fare con questo titolo nella sua interezza, dunque sconsiglio fortemente a chi non avesse mai giocato il titolo in questione di proseguire con la lettura.
Infine, farò alcuni riferimenti (senza svelare nulla) a Live A Live e a Energy Breaker: il primo è considerato da alcuni, me compreso, come una sorta di versione beta di Chrono Trigger, in quanto presenta elementi piuttosto simili a livello di ambientazione e gameplay (quest’ultimo in maniera piuttosto rozza); per quanto riguarda il secondo, invece, è l’unico 10 che ho dato.

Grafica
Nulla da dire. È praticamente perfetta, lascia a bocca aperta in molte circostanze e carica la console con un sacco di sprites e animazioni senza che siano accompagnati da rallentamenti. Personalmente preferisco altri giochi su SNES per quanto riguarda il comparto grafico, come Energy Breaker, ma dipende esclusivamente da gusti personali. Quando una cosa è perfetta c’è poco da dire.
10/10

Sonoro
Yasunori Mitsuda è semplicemente un maestro alla pari di Nobuo Uematsu, Motoi Sakuraba, Hiroki Kikuta, Yasunori Shiono e Yoko Shimom… no, un attimo. La colonna sonora di Live A Live, a mio parere, batte quella di Chrono Trigger a mani basse. Stiamo comunque parlando di due colossi nell’ambito della composizione, ma secondo me, questo gioco non ha la migliore OST di Mitsuda (attualmente preferisco dare il premio a Chrono Cross) e credo che il lavoro della Shimomura sia nettamente superiore. Anche qui potrei essere di parte, considerando che quest’ultima colonna sonora è una delle mie preferite in assoluto, se non la mia preferita, almeno su SNES.
Comunque, ci sono tracce veramente memorabili; complessivamente mi sono ritrovato ad apprezzare moltissimo quanto è stato scritto, soltanto ritengo che ci siano lavori migliori.
9/10

Storia
Sono pronto a demolire questa parte e a ricevere l’odio dei fan. Mi fermerò sui difetti, senza fare grossi riferimenti alla storia in sé (d’altra parte, se avete seguito il suggerimento iniziale, sarete già a conoscenza degli avvenimenti).
Problema 1: nel giro di 2 ore si passa dal 1000, al 600, poi di nuovo al 1000 e infine al 2300. Il tutto è, a mio parere, alquanto affrettato. Non che non ci siano momenti di sviluppo dove tutto rallenta, ma sono pochi, considerando che il gioco dura una ventina di ore a far tanto. In Energy Breaker è gestita meglio la situazione, lasciando spazio ai personaggi in un sacco di occasioni, a volte a scapito dei combattimenti, ma se non altro ci si affeziona facilmente.
Problema 2: nel futuro una macchina esaminata da Lucca ha le coordinate di uno dei portali… quindi conoscevano i viaggi nel tempo? Quindi avrebbero potuto utilizzare suddetti portali per viaggiare nel passato, almeno prima del risveglio di Lavos? Sarebbe bastato che il dialogo dicesse che c’era una enorme fluttuazione di energia in quel punto e tutto sarebbe stato risolto, ma così com’è è un buco di trama enorme.
Problema 3: Magus non ha… senso? Ok, allora, Magus è fighissimo, va bene, ma lo sviluppo della sua storia è priva di connessioni logiche. Il suo vero scopo è vendicare sua sorella Schala eliminando Lavos una volta per tutte e per farlo diventa capo dei Mistici (e fin qui ci sta, Janus è un illuminato che sa usare la magia, quindi sarà stato facile per lui imporsi). Tuttavia, si scatena una guerra con gli umani (che può tranquillamente essere stata causata da questi ultimi, non lo metto in dubbio) e compie crimini imperdonabili: a momenti Leene muore per colpa delle sue truppe e prima ancora non si può dimenticare tutto il casino con Cyrus e Glenn. Quando viene rivelato che Magus, Janus e il profeta sono la stessa persona e che lo scopo di tutto era di eliminare Lavos non mi sono trovato dell’idea di apprezzare la scelta. La redenzione in Energy Breaker è gestita sicuramente meglio (non che qui ci sia una vera e propria redenzione, dato che Magus non cambia, è così da sempre).
Problema 4: Lavos. Apprezzo moltissimo l’ansia che accompagna la creatura ogni volta che viene nominata, ma manca di carisma (ovviamente, è un parassita mosso dall’istinto). Live A Live ha il mio antagonista preferito in assoluto quindi ovviamente preferisco quest’ultimo. Oltretutto, il boss finale con tutte le sue fasi è a mio parere un grosso allungamento del brodo, ad eccezione dell’ultima fase che sa essere difficile se non si è preparati.
Problema 5: ad eccezione dei momenti inziali, Crono ricopre zero importanza dal punto di vista dello sviluppo della storia. Adoro usarlo in combattimento, ma è inutile al di fuori, a tal punto che anche dopo averlo riportato in vita conviene avere altri personaggi, giusto per avere più dialoghi. Ogni cosa che avviene nella storia ha Crono come contorno: Marle è ciò che muove tutto, Glenn va a salvare Leene, Lucca ripara Robo… poi di nuovo, Glenn affronta Magus, Ayla guida il gruppo alla fortezza di Azala... Crono muore, e forse ciò dipende solo dalla sua determinazione, ma qualsiasi altro personaggio avrebbe fatto da scudo allo stesso modo. Da lì in poi, Crono è opzionale. In Live A Live e Energy Breaker i protagonisti hanno personalità ben definite e capacità che hanno permesso unicamente a loro di far progredire la storia.
Non mi dilungo oltre. Tutto sommato, ci tengo a precisare che la storia di Chrono Trigger non è un disastro, assolutamente. Ma non è perfetta.
8/10

Gameplay
Come per quanto riguarda la grafica, la perfezione. Combattimenti, esplorazioni, dungeon, tutti fatti con tanto amore. Non vedevo una varietà nei combattimenti dai tempi di Idea no Hi. Mai ho sentito il bisogno di saltare delle parti perché troppo noiose o altro, ad eccezione delle prime fasi del boss finale. Come prima, preferisco Energy Breaker, ma non perché faccia qualcosa meglio di Chrono Trigger.
10/10

Longevità e rigiocabilità
Con sole 20 ore di gameplay, desideravo non finisse più. Ci sono tanti finali diversi, rendendo interessante l’idea di cimentarsi nuovamente in questa esperienza; non mi trovo d’accordo con la scelta, tuttavia.
La varietà in un secondo gameplay non è affatto elevata e un new game + non aggiunge nulla di nuovo, rendendo tutti i combattimenti una cosa simile a quanto succede nella prima fase del boss finale: la trivialità, almeno fino a quando non si arriva nuovamente a Lavos.
È vero che si può terminare anticipatamente il gioco quando si ha già la possibilità di affrontare per la prima volta il parassita, ma personalmente credo che farei un fast forward fino allo scontro senza neanche rileggermi i dialoghi.
8/10

In conclusione, ho voluto riprovare questo titolo perché mi pesava sapere di essere uno dei pochissimi a non ritenerlo perfetto o quasi perfetto, nonostante l’abbia adorato. Preciso comunque che, al di là dei commenti negativi che ho scritto, Chrono Trigger resta un titolo fenomenale, comunque da 9. Non c’è stato modo di rimediare a questa mia idea del passato: questo titolo resterà a mio parere un capolavoro senza motivo, battuto (soggettivamente o obiettivamente) in tutti gli ambiti da vari titoli che ho avuto modo di giocare in questi ultimi tempi:
- grafica: meglio Energy Breaker;
- sonoro: meglio Energy Breaker, Live A Live, Hiouden, Seiken Densetsu 3, Chaos Seed;
- storia: meglio Energy Breaker, Live A Live, Ryuuki Heidan Danzarb;
- gameplay: meglio Energy Breaker;
- longevità: meglio Energy Breaker, Hiouden, Seiken Densetsu 3, Rudra no Hihou.

In sostanza, meglio Energy Breaker… ignoto quasi a tutti.

9

Voto assegnato da Vectorman98
Media utenti: 9.5

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