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Uno dei miei RPG preferiti di sempre, finalmente in collezione ![]()
Hiouden 2 - Mamono-tachi to no Chikai - Recensione
Mi ritrovo a dover scrivere qui la recensione di Hiouden 2 in quanto non esiste una pagina del secondo capitolo. Rimediamo comunque così.
Il primo gioco di questa serie mi ha riservato un sacco di sorprese. Mai mi sarei aspettato di apprezzare, tantomeno così tanto, qualcosa che di base altro non è che un RTS, condito qua e là con un po’ di elementi RPG. E il seguito?
Hiouden 2 è stato decisamente più difficile da assaporare, considerando la sua uscita esclusiva in Giappone su FM-Towns e PC-9801; a peggiorare la situazione, nessuna patch inglese. Ho dovuto dunque ricorrere all’intelligenza artificiale per la traduzione a schermo, come già fatto in precedenza con altri titoli su Super Famicom. Ne è valsa la pena? Decisamente sì.
Grafica
Esteticamente siamo piuttosto vicini a quanto successo con il suo predecessore, magari con un motore grafico per certi versi più avanzato, per altri più arretrato. Di per sé si ha a che fare con una sbalorditiva varietà di sprites, non accompagnata tuttavia da altrettanta varietà nelle mappe: non aiuta il fatto che ci si trovi all’interno di una prigione per tutto il tempo. Nonostante ciò, la visuale non sarà sempre monotona, ma presenterà alcune lievi variazioni. I colori lasciano un po’ a desiderare, ma considerando le prestazioni della macchina su cui gira, devo dire che è stato fatto un lavoro più che buono. La gestione dei menù e l’interfaccia grafica sono ciò che ha, a mio parere, elevato il gioco dal punto di vista grafico rispetto al predecessore e di questo ne giova anche il gameplay.
9/10
Sonoro
Motoi Sakuraba, una garanzia. Ancora una volta, piattaforma limitante, ma che non è stata comunque in grado di impedire al compositore di brillare. Non è ai livelli del capitolo precedente, diciamo che saremmo stati su un 8, se non fosse per una traccia in particolare: è veramente raro che una musica mi faccia decidere di mettere in pausa un gioco per elogiare quanto giunge alle orecchie… ogni volta che saltava fuori una determinata parte della traccia.
Alcuni bug mi hanno impedito di ascoltare la colonna sonora nella sua interezza, ma un recupero successivo ha confermato quanto l’opera di Sakuraba fosse veramente degna di nota.
9/10
Storia
Qui partiamo male. La storia del primo Hiouden è uno dei suoi punti di forza, mentre qui… quasi non c’è un filo conduttore che non sia “scappa dalle prigioni”. Seriamente, questa è la storia.
Richard McIntyre, il re scarlatto del primo gioco, sta passeggiando per una foresta insieme alla driade Beatrix, colei che gli aveva conferito il potere di controllare i demoni tramite degli anelli. A un certo punto, la coppia incontra una ragazzina di nome Millray e decide di darle proprio uno di quegli anelli citati poco fa, per poi scomparire. Passano gli anni e la gente inizia a bruciare donne innocenti per sospetto di stregoneria: un’adolescente Millray viene sbattuta in cella per essere successivamente messa al rogo. Un giovane di nome Mark Fiend si fa catturare dalle guardie e, una volta posto in una cella vicina, decide di far evadere la ragazza, salvandola da morte certa. Non saranno soli, tuttavia, dato che sia Mark che Millray sembrano essere in grado di evocare delle creature per aiutarli nel loro obiettivo.
Premessa buona, quasi zero sviluppo in tutto il gioco. Poteva saltare fuori una storia decisamente degna di nota, mentre qui c’è qualcosa che a malapena rasenta la sufficienza. Il finale aperto lascia degli interrogativi e questo eleva leggermente quanto è stato (o meglio, quanto non è stato) narrato per una trentina di ore.
6/10
Gameplay
Come il primo Hiouden, ma molto, molto più elaborato. Come anticipato precedentemente, questo titolo altro non è che un RTS con una buona presenza di elementi RPG. Il giocatore controllerà un esercito di un massimo di 16 personaggi, divisi in gruppi da 4: ciascuno di questi componenti avrà a disposizione un inventario personale (a differenza di quello condiviso tra tutti nel capitolo precedente) nel quale saranno posti gli equipaggiamenti e i vari oggetti curativi o di supporto. Mark otterrà, una volta raggiunto il livello 2, la possibilità di creare non morti a partire dai cadaveri dei nemici sconfitti, in modo tale da ampliare il proprio arsenale di demoni, mentre Millray sarà in grado di creare degli elementali. Disseminate per tutta la torre, saranno inoltre le familiari statue che già avevano fatto la loro comparsa nel primo Hiouden e che, una volta risvegliate, permetteranno di controllare ulteriori unità.
Già solo con questa parte si vede immediatamente una varietà che mette in ridicolo quella del primo capitolo, in quanto ogni statua contiene un demone diverso: non ci sarà l’unità standard di combattimento corpo a corpo o il mago nero generico, bensì ogni personaggio avrà statistiche piuttosto uniche, lasciando comunque anche libero spazio a possibili sperimentazioni: per esempio, il protagonista non ha un’identità sua, stilisticamente parlando, ma potrà essere sfruttato sia come combattente fisico che come caster, healer, supporto o necromante. Quasi tutti i personaggi possono equipaggiare dei libri di incantesimi, potendo dunque diventare classi magiche se richiesto.
Al di là della sperimentabilità, le mappe sono piuttosto varie dal punto di vista del gameplay, richiedendo strategie alquanto differenti in base alla struttura, dal semplice usare unità volanti per superare delle trappole per terra all’utilizzo delle tattiche d’assalto più appropriate per eliminare i nemici e minimizzare le perdite. La soddisfazione più grande sta nel divario enorme che si presenta tra inizio e fine di una mappa a livello di comprensione: ci sono stati vari scenari in cui mi ero detto di non essere in grado di proseguire, almeno fino al momento in cui non mi sarebbe venuta l’illuminazione su come procedere e che avrebbe trivializzato il tutto. Giungere a tale banalità, tuttavia, ha richiesto ogni volta un sacco di sperimentazione e fallimento, motivo per cui la facilità immediata ripagava subito.
Questo secondo capitolo ha inoltre risolto i due enormi problemi del titolo su Super Famicom, vale a dire l’attesa per curare i personaggi e il passaggio attraverso corridoi stretti: per quanto riguarda il primo punto, in ogni mappa il party incomincia su cerchi curativi, accessibili quasi in ogni momento, mentre per il secondo un numero ridotto di team permette passaggi più facilitati. A rendere ancora più fluido il tutto, la quantità di pixel permette di avere un sacco di elementi a schermo, tra cui la mappa, l’inventario, le magie ecc. mentre per il primo Hiouden una tale comodità non era proprio presente.
Non posso dare un punteggio inferiore a 10 qui, considerando che il primo capitolo, con tutti i problemi che aveva, si difendeva comunque bene con un gameplay da 9.
10/10
Longevità e rigiocabilità
Con circa 30 ore di gameplay, non posso che ritenermi estremamente compiaciuto dell’esperienza che ho avuto. Moltissime unità sono state da me ignorate e, giunto alla fine del gioco, mi sono detto più e più volte di rifarlo da zero, cercando di usare proprio quelle che non hanno visto il campo di battaglia. Non ci sono contenuti extra, ma quanto c’è è così coinvolgente che anche un replay è decisamente una scelta più che soddisfacente.
Ultimamente sta succedendo spesso (sarà che sto facendo capolavori su capolavori), ma anche qui mi sono trovato a desiderare, mentre stavo lavorando, che arrivasse finalmente il momento di giocarci.
10/10
In conclusione, un degnissimo seguito di Hiouden. Peccato per la storia.
8,8/10
Detto ciò, se qualcuno dovesse conoscere gente che vende giochi per PC-9801 e avesse Hiouden 2, mi contatti ![]()
Avevo appena finito Tactics Ogre e mi ero messo a cercarlo su eBay, quando improvvisamente mi imbatto in questo titolo che avevo fatto ormai quasi un annetto fa. Mi aspettavo valesse chissà quanto, mentre invece me lo sono portato a casa a 30 euro ![]()
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