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Vectorman98

ha scritto una recensione su Romancing SaGa 3

Cover Romancing SaGa 3 per Snes

Squaresoft, cosa ti costava farlo uscire in Europa...

Grafica
La grafica in Romancing SaGa 3 lascia molto spesso a bocca aperta. Immediatamente si vede che gli sviluppatori sono di casa Squaresoft e, non a caso, la prima cosa che si può fare è un paragone con Final Fantasy VI, ma qui siamo a livelli più elevati.
Il mondo di gioco è parecchio vario, consentendo dunque al giocatore di esplorare zone visivamente molto diverse tra loro e quasi mai ripetitive; a condire il tutto, vari effetti di luci, ombre e trasparenze, soprattutto durante i combattimenti. Gli sprites dei nemici sono fissi, ma molto dettagliati, mentre il party attivo è ben animato.
Ulteriore varietà può essere riscontrata anche nei vari minigiochi, i quali si mostrano esteticamente molto diversi rispetto alle ambientazioni principali.
9/10

Sonoro
Non saranno Nobuo Uematsu, Yasunori Mitsuda o Yoko Shimomura ad occuparsi della colonna sonora, ma c’è da dire che Kenji Ito ha fatto un lavoro coi fiocchi.
I temi di combattimento sono tranquillamente i punti più forti del gioco, talmente ben realizzati da ingannare il giocatore, facendogli credere di essere contro un boss finale, quando in realtà è solo uno degli scontri principali della storia.
Introduzione e conclusione sono ovviamente ben realizzate, così come il tema principale del protagonista. Quest’ultimo, tuttavia, risulta essere alquanto ripetitivo, in quanto viene utilizzato nelle città generiche del gioco; visti gli 8 personaggi giocabili e le corrispondenti 8 tracce differenti, sarebbe stato più opportuno, a mio parere, declassarle a musiche da città per permettere più varietà, piuttosto che sentire lo stesso tema del protagonista una miriade di volte.
Le caverne sono poco ispirate dal punto di vista sonoro, non brutte, ma neanche brillanti; ma i dungeon principali della storia hanno perlomeno tracce fenomenali.
9/10

Storia
600 anni prima della narrazione degli eventi, un’eclissi solare ha ucciso tutti i neonati della razza umana, tranne uno. Quest’ultimo, con lo scorrere del tempo si è rivelato essere un demone spietato che ha soggiogato l’umanità, fino al giorno della sua misteriosa scomparsa. 300 anni dopo, la stessa eclissi porta a un destino simile: questa volta, l’unico sopravvissuto diventa un re benevolo che garantisce un periodo di prosperità e pace. Sono passati altri 300 anni e una nuova eclissi è stata avvistata; di nuovo, i neonati muoiono, ma chi sarà sopravvissuto? Sarà un demone o un re?
Premessa bellissima… ma anche l’unico sintomo di storia che si può leggere all’interno di questo gioco.
Romancing SaGa 3 non fa nulla di oltraggioso, ma non osa neanche. I personaggi sono vuoti, senza personalità e si comportano semplicemente come distributori di informazioni o quest, compresi i protagonisti. Le varie sidequest offrono pochissimo character development, e quelle poche che avrebbero potuto lasciare un grosso impatto vengono liquidate alla svelta senza dare un briciolo di profondità.
A mio parere, finché non ci sono inconsistenze, la sufficienza si raggiunge tranquillamente, ma qui è tutto ciò che Romancing SaGa 3 può ottenere, purtroppo.
6/10

Gameplay
Se la storia era alquanto deludente, con il gameplay cambiamo notevolmente opinione.
Di base il gioco è un open world con scontri pseudo casuali a turni: di conseguenza, al di là del sistema di combattimento, si ha quasi ciò che ci si può aspettare da un qualsiasi generico RPG.
Quando si parla della serie SaGa, il primo confronto che viene fatto è con Final Fantasy II: essi infatti condividono l’assenza di un vero e proprio level up, preferendo un aumento di determinate statistiche in seguito alle azioni compiute all’interno delle battaglie. Dove però FFII fallisce, RS3 brilla come una supernova.
Ciascun personaggio ha le classiche statistiche di forza, destrezza ecc. che rimangono invariate durante la storia a meno di modifiche con gli equipaggiamenti; ciò che invece è soggetto a cambiamenti è l’affinità con armi e magie, oltre ai classici punti ferita, punti tecnica o magia. Alla fine dei combattimenti ci si può aspettare un aumento di HP o TP, indipendentemente dalle azioni compiute, mentre per il resto la situazione cambia: per aumentare l’affinità con le armi bisogna attaccare con esse e lo stesso si può dire per le magie e i connessi MP. Con questo in mente, se lo si desidera si può specializzare un personaggio in un determinato tipo di arma o di magia, basta avere la pazienza per aumentarne l’affinità. Non tutti sono però adatti ad ogni specializzazione, dato che le statistiche di base influenzano molto la predisposizione verso un particolare stile di combattimento: ad esempio, poca intelligenza è sintomo di un mago scadente, mentre una destrezza elevata potrebbe far presagire un’ottima affinità con le lance o gli archi.
Durante il combattimento, mentre si usa un'arma c’è la possibilità che l’utilizzatore impari in modo casuale una nuova tecnica, la quale andrà a situarsi nella lista predisposta per ogni personaggio. Tale tecnica, tuttavia, risulterà in fase di apprendimento e la si potrà padroneggiare solo utilizzandola più volte; una volta appresa appieno, sarà possibile condividerla con tutti i personaggi che utilizzano la stessa tipologia di arma.
Finito? Assolutamente no; ci sono ancora un sacco di cose di cui è necessario parlare.
Sempre in battaglia, si hanno a disposizione delle formazioni: alcune di esse sono presenti di default, altre vengono imparate quando si acquisiscono determinati personaggi. Ad esse sono connessi vari vantaggi, tra cui predisporre alcuni membri del party a subire danni, proteggendo, ad esempio, quelli situati nelle retrovie, oppure semplicemente aumentare attacco, difesa o velocità o ancora garantire rigenerazione degli HP. Questo finché il protagonista si trova nel party attivo.
Durante il gioco si potranno avere 6 personaggi a disposizione, di cui 5 in combattimento. Se si decidesse di lasciare fuori il protagonista, le battaglie passano alla cosiddetta commander mode, dove viene dato un unico ordine all’intero party attivo e a volte vengono imparate tecniche multiple o magie di gruppo. Questa modalità può essere utile per velocizzare alcuni combattimenti o per aumentare affinità varie. Ad aggiungere ancora fascino a questa parte, ciascuna formazione ha effetti diversi in commander mode: ad esempio, la formazione Hunter Shift permette a tutti i personaggi dotati di arco di scagliare una mitragliata di frecce contro tutti i nemici, mentre nella formazione Tri-Anchor, se si predispongono i maghi di determinati elementi in adeguate posizioni, si può scatenare una magia di altissimo livello.
Se non dovesse bastare tutto quello che ho appena scritto sul gameplay, ci terrei a sottolineare che non ho ancora detto nulla su altri aspetti esterni ai combattimenti o sui minigiochi. E che minigiochi.
Tra le tante cose che si possono fare in questo gioco spiccano sicuramente il torneo, la modalità guerra, il sistema di crafting di armi ed equipaggiamenti e quello che, a mio parere, altro non è che il miglior minigioco a cui abbia mai giocato: il business game. In questa modalità si avrà a che fare con una compagnia capitalistica che sta avendo il monopolio; colui che ci dà la quest ci chiede essenzialmente di buttare giù il suo impero. Per poter raggiungere questo obiettivo, bisognerà colpirla prima tagliando i ponti con i suoi alleati e successivamente comprando le sue aziende. Questo obiettivo può essere raggiunto solo offrendo un capitale maggiore di quello dell’azienda stessa, la quale può ricevere in aggiunta un backup monetario da parte dei suoi superiori. A volte i soldi non bastano ed è in queste situazioni che può convenire parlare male degli avversari, fare un discorso che dia la carica alle proprie aziende e molto altro. Non mi sono mai trovato così bene a fare un minigioco come questo: ci avrò speso circa 4 o 5 ore e ne volevo ancora. Giusto per far capire quanto sia stato preso, ho raggiunto l’obiettivo della terza missione prima ancora di portare a termine la seconda.
Non ho altro da dire sul gameplay, ma da quanto si evince, non posso che dare una valutazione perfetta.
10/10

Longevità e rigiocabilità
Esattamente come il gameplay, la perfezione. Penso sia evidente che con 8 protagonisti, ciascuno con una propria introduzione, e una miriade di personaggi tra cui scegliere, oltre a varie modalità esclusive solo ad alcuni, questo titolo chiede di essere rigiocato in più occasioni. E se si decidesse di giocarlo anche solo una volta, farlo tutto può richiedere anche 60 o 70 ore di gioco, dunque un singolo gameplay già è in grado di donare un sacco di esperienze. Oltretutto, Romancing SaGa 3 è difficile, considerando che non sarà possibile fare grinding in tutta tranquillità, visto lo scaling dei nemici; non fallirà dunque a tenere incollato e permetterà un’esperienza tutt’altro che noiosa.
Alcuni personaggi sono reclutabili se non si ha raggiunto un limite, dunque dopo un primo gameplay si può decidere di ripercorrere l’esperienza in ordine diverso per assicurarsi di reclutare chi è sfuggito la prima volta.
Dico solo che un personaggio non sarà giocabile da un certo punto in poi, quindi consiglio vivamente di informarsi anticipatamente, onde evitare di dover ricorrere in corsa a un grinding perché si è fatto troppo affidamento su di esso. Eventualmente, allenarne bene 6 basta e avanza, purché ci si assicuri di non dipendere troppo da uno solo di questi.
10/10

In conclusione, questo titolo merita davvero. Mi dispiace dover dare una valutazione bassa per la storia, ma purtroppo non c’è alternativa. Valutazione a parte, è uno dei miei JRPG preferiti di sempre.

8.8

Voto assegnato da Vectorman98
Media utenti: 8.8

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