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Davide Law

ha pubblicato un'immagine nell'album Top

Col 2022 che si appresta a salutare, è arrivato il momento anche per me di tirare le somme dal punto di vista videoludico.
Nonostante sia stato un altro anno bello tosto e impegnativo, che mi ha portato anche a trascurare Ludomedia stessa, sono comunque riuscito a finire la bellezza di 32 titoli, di cui ben 17 mi hanno particolarmente colpito al punto da essere presenti in questa tradizionale top.
Ma in ogni caso, tagliando corto con le supercazzole, si parte con:




12° - Dino Crisis

L'ultima posizione della top di quest'anno se l'aggiudica uno dei titoli Capcom che, proprio come i Resident Evil a cui è ispirato, è diventato un vero e proprio classico. Data la mia attuale ammirazione verso i primi RE, devo dire che le elevate aspettative che avevo all'inizio sono state pienamente soddisfatte. Complici proprio le caratteristiche che rendono lodevoli i RE, qui riprodotte magistralmente, e l'alto livello di sfida proposto in termini di gestione delle risorse e dei combattimenti contro le belve preistoriche, nonché lo stile con cui viene narrata la storia della bella Regina. Una vera e propria perla che risplende nel già lucentissimo parco titoli della prima playstation.




11° - Castlevania: Dawn of Sorrow

Dopo i meravigliosi Order of Ecclesia ed Aria Sorrow l'anno scorso, come ormai da tradizione anche quest'anno un Castlevania ha aperto la mia annata videoludica e guadagna la nomina tra i top. Riguardo Dawn of Sorrow c'è davvero poco da aggiungere, in quanto condivide la medesima solidità del prequel, Aria, migliorando in fluidità e arricchendosi di diversi elementi che contribuiscono a renderlo una vera e propria droga, come da Symphony of the Night in poi la serie ha abituato tra la classica intelligente esplorazione, suggestive atmosfere e avvincenti combattimenti. Inutile soffermarsi poi su come la Yamane si sia divertita a comporre passando dal GBA al (all'epoca) nuovo e performante DS. Come i sopracitati Aria of Sorrow ed Order Ecclesia, Dawn of Sorrow all'alba della settima gen mette i puntini su quanto sia alto il livello di questa magnifica serie.





10° - Eternal Sonata

Al decimo posto entra una delle avventure più oniriche e struggenti che mi sia mai capitato di vivere in un videogico. Eternal Sonata, l'interminabile viaggio di Chopin all'interno di un mondo fantastico, caratterizzato da tematiche di tremenda importanza che obbligano a riflessioni decisamente non banali. Davvero un gran lavoro di Tri-Crescendo, che si prende carico del pesante fardello di rappresentare in un videogioco un artista di immenso calibro, facendo conoscere dettagli sulla sua storia artistica e personale senza però perdere il focus sulla sua caratterizzazione e la coesistenza coi personaggi che caratterizzano il suo sogno, realizzando inoltre un action RPG semplice ma solido nel combat system e nelle meccaniche.





9° - Project Zero

Dopo tanti anni di posticipi, finalmente in questo 2022 ho avuto il piacere di giocare il primo Project Zero, sicuramente punto di partenza per poi colmare la mia lacuna verso questa serie horror. Anche in questo caso ero partito con grandi aspettative, ritrovandomi davanti un'esperienza non spaventosa come pensavo, ma con un'atmosfera delle più suggestive. Su tutte le qualità che possiede, direi che mi ha lasciato decisamente soddisfatto l'approccio esplorativo, basato globalmente su uno spazio moderato nelle dimensioni ma gestito in maniera brillante tra backtracking ed enigmi che man mano permettono di avanzare e collegare varie location della magione, ricordandomi a più riprese lo stile del primo Resident Evil. Interessantissima anche l'applicazione della camera obscura, non per niente diventato primo simbolo della serie.




8° - Haunting Ground

L'erede spirituale dei Clock Tower, nonché, assieme al gioco appena più in alto, quella che considero la mia personale sorpresa dell'anno. Personalmente mi permetto anche di dire che, alla pari del primo Clock Tower uscito su SNES, surclassa nettamente in tutto i capitoli della seria cui fa riferimento. Davvero, un survival horror che non pensavo potesse essere di un simile livello e che invece mi ha colpito moltissimo. Sublime è l'atmosfera del Castel Belli, qualcosa di meraviglioso sia artisticamente che nel level design, così come inquietante è la crudezza con cui la bellissima Fiona viene tormentata e costantemente inseguita dai brutali abitanti di questa antica roccaforte. Menzione speciale poi al coraggioso Hewie, un grande compagno di viaggio a cui non si può che voler bene. Che dire, una perla che veramente suggerisco di provare, merita tantissimo.




7° - Jeanne D'Arc

Come menzionato in precedenza, questo è stato il secondo colpo di fulmine che mi è capitato quest'anno. Sarà che ho un debole marcato per gli strategici a turni, specialmente se di ambientazione medievale come i Fire Emblem, ma ho trovato in Jeanne D'Arc un giocone, nonché probabilmente uno dei migliori che ho giocato riferendomi al genere. Personalmente, trovo sia stata un'idea geniale portare la storia di Giovanna D'Arco (con anche diverse comparse come figure storiche) sfruttando poi il gioco per creare una "autre histoire", con colpi di scena e momenti spettacolari. Colpisce particolamente poi la maestria con cui Level-5 ha reso solidissimo il sistema di turni e le meccaniche legate al positioning durante gli stage, con battaglie tostissime e letteralmente tarate al singolo turno. Una perla di enorme qualità che sono contento di aver giocato e consiglio, in questo caso in modo particolare, vista la sua purtroppo modesta notorietà.




6° - Ninja Gaiden

Non è stato un anno di sole soprese, ma è stato soprattutto caratterizzato dal recupero di grandi classici, come il qui presente viaggio di Ryu Hayabusa. Ritengo su Ninja Gaiden ci sia poco da obiettare,
probabilmente è il miglior hack 'n slash che ho giocato finora (seppur ammetto di averne giocati davvero pochi), impegnativo e tosto come nessun altro di cui ho avuto esperienza ma soprattutto rewarding e stimolante come pochi. Combattimenti contro demoni, umani, l'atmosfera in ogni stage, l'esplorazione della città, le OST, i boss (gif e audio spammati per una certa battaglia si sono sprecati con Luca asd ), tutto in Ninja Gaiden funziona alla grande, ed è palese come sia diventato un classicone e punto di riferimento nel genere per tutte le enormi qualità che possiede.




5° - Resident Evil 2 e 3

Qui baro un po', ma davvero ancora adesso non ho idea di quale dei due preferisca, motivo per cui ecco nella medesima posizione i due capitoli che seguono i fatti di Villa Spencer. Se col primo erano stati definiti degli standard percisi per il genere survival horror, coi seguiti non si è fatto altro che estendere quei concetti con un miglior intreccio narrativo, come RE2 dimostra, e anche un'esplorazione alternativa nel mezzo di una Raccoon City deserta e preda dell'assalto di Zombie, come avviene in RE3. Sicuramente devo una particolare menzione di merito a RE3 e il suo principale villain: il micidiale Nemesis, dotato di un'intelligenza artificiale che stava senza dubbio avanti coi tempi. In futuro mi dedicherò anche ai relativi remake, per verificare come Capcom abbia ripreso in chiave moderna due titoloni di questo livello.




4° - Tombi!

Podio appena sfiorato per Tombi, titolo che ammetto di non avere trattato benissimo, dopo averlo droppato praticamente due volte (facendo di conseguenza infuriare il povero Luca rotfl ), ma quest'anno mi sono deciso e l'ho portato con enorme soddisfazione al 100%. Anche di Tombi c'è poco da aggiungere, per cui mi limito a sottolineare quanto sia un capolavoro e una droga totale. Direi, senza esagerare, che è uno dei mix di generi più riusciti della storia, un gioco che unisce caratteristiche di esplorazione e combattimento tipiche dei metroidvania a sidequest e gestione dell'inventario che richiamano molto il mondo dei giochi di ruolo. Tanto di cappello alla, purtroppo sfortunta, Whoopie che ci nel lontano 97 ci donava questa meraviglia.




3° - Elden Ring

Il primo gradino del podio va all'ennesimo capolavoro made in From, che sforna ancora una volta un titolo destinato a rimanere nella storia. Dalla direzione artistica e worldbuilding indubbiamente tra i più riusciti nel media, non c'è dubbio su quanto sia soddisfacente esplorare in Elden Ring, ritrovarsi a osservare da lontano castelli imponenti, roccaforti o rovine ed essere attirati da una genuina curiosità che motiva costantemente l'esplorazione nelle Lands Between per decine, se non centinaia, di ore. Ci si metta poi il collaudato sistema di combattimento e ruolistico dei Souls, con la classica lore raccontata mediante la scrittura di George Martin e ciò che ne esce fuori è un viaggio che difficilmente potrà essere dimenticato.




2° - Silent Hill

La medaglia d'argento va alla nebbiosa ed agghiacciante cittadina di Silent Hill, l'avventura che in assoluto mi ha messo più angoscia e a tratti, devo dire, genuina paura. Incredibile come un gioco riesca a suscitare emozioni così potenti, al punto da far montare ansia al momento in cui si apre una porta o addirittura a tirare un bel sospiro di sollievo quando, per esempio, quella stessa porta è chiusa a chiave, impedendo di entrare in contatto con qualunque mostruosità si celi oltre. Questo in sostanza è Silent Hill, ciò che mi ha suscitato dall'inizio alla fine e sicuramente non ha aiutato l'atmosfera nebbiosa o le sezioni al buio all'interno dei, se così possono essere definiti, dungeon. Ma è per questa sua potenza che merita di essere nelle posizioni più alte tra le esperienze che ho vissuto quest'anno, perché oltre la paura che inevitabilmente assale chi gioca c'è un gioco che sa trasmettere tantissime emozioni di portata travolgente.









Prima di rivelare il GOTY, alcune menzioni d'onore:


- Prey

Come sempre, anche in questa top ci sono dei grandi esclusi e primo tra questi è Prey. Dai tantissimi pregi, tra cui un'atmosfera mozzafiato, una narrativa superba, arricchita da colpi di scena e momenti spettacolari, e la stazione di Talos I. Prorio per quest'ultima brilla l'intera opera, per il sublime level design e la libertà totale di approcci in termini esplorativi.




- Illusion of Gaia

Un grande action JRPG che nel '93 sui aggiunse al ricco parco titoli SNES. Dalla notevole solidità nel combat system e nel level design dei dungeon, mi ha colpito vedere riprodotti vari monumenti realmente esistenti, come l'Ankor Wat o la muraglia cinese giusto per fare un esempio, in forma di dungeon, e anche veder trattate tematiche sul profilo religioso.




- Parasite Eve II

Non mi ha lasciato convinto come il prequel, sinceramente, ma riconosco comunque i diversi pregi di questa seconda avventura di Aya, che con un tratto tendente più verso i Resident Evil (tank controls e telecamera) ha caratterizzato con più decisione il lato esplorativo, che invece nel primo capitolo seguiva canoni più simili ai JRPG Square di allora.




- Muramasa: The Demon Blade

Un titolo che mi suscita curiosità da diverso tempo, ed effettivamente mi ha convinto più di quanto immaginassi, specialmente sul lato combattimenti, dunque la gestione delle katane con la loro durabilità, ed esplorazione, con quest'ultima che mi ha piacevolmente spizzato, poiché caratterizzata da aree interconesse.




- Kameo: ELements of Power

Ultima menzione per Kameo, classicone della XBOX 360 ed ulteriore prodotto che certifica come Rare fosse veramente più che all'avanguardia sin dai suoi albori. Kameo è un gioco che visivamente si fatica a credere risalga a 15 anni fa ed è un vero piacere da giocare, semplice in apparenza ma di non trascurabile complessità quando si tratta di enigmi ed esplorazione.












1° - Resident Evil: Code Veronica X

È con estremo piacere che quest'anno nomino come GOTY il quarto Resident Evil, proprio l'ultimo che ha seguito lo stile dei classici prima del rivoluzionario quarto capitolo numerato: Code Veronica. Ad oggi, assieme al remake del primo capitolo è senza ombra di dubbio il mio RE preferito, nonché la summa perfetta di una serie che si impone sui predecessori sia sul piano narrativo che ludico. Si tratta infatti del più longevo ed impegnativo tra i classici, ma anche di quello narrativamente più corposo, dai personaggi più brillanti e un raccordo perfetto tra i primi tre capitoli che addirittura pone le basi per l'espansione della lore del primo RE, la quale avverrà appena due anni dopo col rebirth del capostipite.
Un level design che dimostra tutta la maturità acquisita coi predecessori, unendo lo stile "mansion-centrico", tipico del capostipite e del secondo, con sezioni aperte, come nel terzo capitolo. Si arriva così a una formula, in mia opinione, totale. Probabilmente sarà dovuto anche a questo il cambiamento di rotta del quarto capitolo, in effetti difficilmente una formula così granitica sarebbe potuta essere ulteriormente migliorabile.
In conclusione, veramente un capolavoro che meglio non poteva chiudere l'era dei RE classici.



E anche quest'anno siamo arrivati alla fine di questa tradizionale visual novel. Ringrazio chiunque sia arrivato fin qui e auguro a tutti un 2023 pieno di soddisfazioni sia videoludiche che non! :D

Davide Law

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